martedì 22 gennaio 2008
Sospensione per un anno dalla professione: è la decisione dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna nei confronti di Alessandro Testa, il cronista de L'Unione Sarda che il 25 settembre scrisse sul quotidiano la storia di un pensionato cagliaritano sorpreso a rubare per fame e poi perdonato dal proprietario della bottega nel quartiere di Is Mirrionis: storia plausibilissima ma totalmente inventata, con tanto di foto di un negozietto valdostano e virgolettati attribuiti a testimoni inesistenti.
Al termine di un procedimento lungo poco più di tre mesi, il consiglio ha confermato tutte le contestazioni: dalla violazione dell'obbligo per il rispetto della verità sostanziale dei fatti sino alla prescrizione secondo cui i giornalisti sono tenuti a promuovere la fiducia tra stampa e lettori, passando per l'obbligo della verifica sulle informazioni ottenute dalle fonti. Addebiti tutti respinti dallo stesso redattore. Restano aperti altri tre procedimenti dell'Ordine della Sardegna nei confronti dei colleghi che rilanciarono la falsa notizia sulle testate nazionali.
Era stata la stessa Unione Sarda - ma due giorni dopo, quando la bufala era già stata scoperta dal Giornale di Sardegna - a dichiarare in un trafiletto che la storia era «totalmente falsa». Nella riunione di ieri mattina, dopo aver esaminato gli atti e dopo aver sentito diversi testimoni, il consiglio dell'Ordine si è pronunciato per la colpevolezza del giornalista, arrivando a prendere in considerazione anche la sanzione della radiazione: è la più pesante, prevista nel caso di condotte professionali che compromettano gravemente la dignità professionale al punto da rendere incompatibile la permanenza dell'iscritto nell'albo.
Il consiglio ha poi optato all'unanimità per la sospensione per il periodo massimo previsto dalla legge, valutando la gravità dell'accaduto anche per la rilevanza nazionale del caso che ha danneggiato la credibilità della professione: si è tenuto conto del fatto che Testa è stato incolpato per un solo articolo e del fatto che la notizia falsa non ha danneggiato soggetti esterni alla categoria.
Durante il procedimento Testa, che nel frattempo era stato licenziato dal suo giornale, aveva anche ricusato uno dei consiglieri regionali dell'Ordine, Vito Biochini: secondo il cronista, il collega aveva anticipato il giudizio nei suoi confronti durante la trasmissione radiofonica che Biolchini conduce su Radio Press. Contro quest'ultimo, che aveva deciso di autosospendersi e quindi non ha partecipato alla camera di consiglio, anche il padre di Alessandro Testa, Alberto, già condirettore dell'Unione Sarda ora in pensione, aveva presentato un esposto all'Ordine, sostenendo di essere stato diffamato dal consigliere.
Il caso sarà mercoledì prossimo all'esame del consiglio dell'Ordine del Lazio, incaricato da quello nazionale, che sentirà Biolchini nel merito. Il direttore della testata giornalistica della radio cagliaritana si è autosospeso anche nei procedimenti nei confronti degli altri tre cronisti, collaboratori di quotidiani nazionali che avevano dato ampio spazio alla vicenda.
(AGI/red)
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