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sabato 19 gennaio 2008

Seconda nave: più cronisti che dimostranti
800 tonnellate di rifiuti al Tecnocasic
Un fiasco il monnezza-party alla Regione

di Cinzia Isola

Tanto rumore per nulla. Si è concluso così, senza sussulti e colpi di scena, il secondo sbarco nell'Isola dei rifiuti campani. Modesto e beffato dalle forze dell'ordine, il presidio dei manifestanti al porto canale. Dopo un'estenuante attesa hanno dovuto assistere, senza colpo ferire, alla passerella puzzolente dei Tir pieni di immondizia diretti al Tecnocasic. Immobilizzati dalla loro stessa esiguità, ancor prima che dalla polizia. Che ha diviso in due gruppi le forze in campo, neutralizzandole. Un bluff anche il messaggio che invitava al nuovo blitz con sacchi di monnezza sotto la Regione. Che fosse uno scherzo o una provocazione, poco importa. L'happening mancato ha collezionato comunque un bel po'di rifiuti, visto che gli invitati hanno disertato in massa. Per il resto, tutto secondo programma. Solo qualche ritardo sulla tabella di marcia.

Sono ormai le 16 quando le 800 tonnellate di spazzatura campana lascia il porto canale a bordo dei 22 tir e 18 autocompattatori, sbarcati nel primo pomeriggio dalla nave “Ital-Roro Two”. Tutta la giornata si è comunque trascinata senza grandi emozioni, in quella protesta che non ha potuto che essere, oltre che pacifica, solo dimostrativa. Venti, trenta esagerando, i militanti di Sardigna Natzione che non hanno rinunciato a sventolare le loro bandiere contro l'arrivo dei rifiuti. Di più non si poteva fare, visti i numeri. La presenza di giornalisti, fotografi e cineoperatori in certi momenti sembrava più massiccia del gruppo di manifestanti. A riprendere i mancati momenti salienti dello sbarco c'era persino una televisione bulgara, giunta in città per documentare con un reportage l'emergenza rifiuti.

Facendo un bilancio, le proteste più rumorose si sono verificate in mattinata per una bega tutta interna ai gruppi presenti in piazza. Ad agitare gli animi a metà mattina l'arrivo del consigliere regionale sardista Giuseppe Atzeri. Ma soprattutto l'immediata intervista che, manco arrivato, si apprestava a rilasciare a Videolina, utilizzando come sfondo militanti di altre fazioni. Prevedibili e scontate le lamentele di alcuni militanti di Sardigna Natzione: «Noi abbiamo passato la notte qui, facile così». Toni accessi e rivendicazioni sulla paternità del presidio: alla cronista non è rimasto altro da fare che spegnere i microfoni per tutti. Quando si dice pocos, locos y mal unidos.

Per la cronaca, invece, il traghetto carico di rifiuti proveniente da Napoli è arrivato in rada in mattinata. Dopo circa 33 ore di viaggio. Ad attenderlo uno sparuto gruppo di Sardigna Natzione, qualche ambientalista pacifista e qualche curioso. Dentro i cancelli blindati, non si contano invece le forze dell'ordine, in grande parata dal primo mattino. Intorno alle 14 l'attracco della nave al molo Grendi. Nello stesso momento una motovedetta della Capitaneria sbarcava gli autisti - giunti a Cagliari col traghetto di linea - dei 40 automezzi diretti al Tecnocasic.

L'incertezza sulla via di fuga scelta per la spazzatura ha costretto i già pochi manifestanti a dividersi in due gruppi. Un piccolissimo presidio davanti al cancello principale, e un altro - sempre ridotto ai minimi termini - in quello secondario. Alle 16, beffando le previsioni dei manifestanti, bloccati dalla polizia nel passaggio secondario, i Tir sono usciti dal primo cancello: nessuno scontro. Un militante si è sdraiato sulla strada al passaggio dei mezzi, ma è stato preso e trascinato via di peso. All'arrivo degli altri, ciò che resta della protesta è solo la puzza persistente rimasta nell'aria come una scia. Ma Sardigna Natzione non vuole arrendersi: spariti i tir, i manifestanti hanno deciso di proseguire la protesta con un sit-in pacifico davanti all'inceneritore del Tecnocasic. Ancora un po' di presenza, poi tutti a casa. Almeno per ora. Se non altro, fino al prossimo sbarco.

Magari già nei prossimi giorni. Una possibilità che, in serata, prendeva corpo quando le agenzie annunciavano che da Napoli alle 19,30 sarebbe partita un'altra nave, la “Ital-Roro Three”, per la Sardegna con un carico di rifiuti campani. A fugare dubbi e incertezze una nota dell'assessore all'Ambiente, Cicito Morittu: in Sardegna arriverà una nave la settimana con un carico di rifiuti da smaltire nell'isola, fino alla quota di 6.000 tonnellate. Quelle che la Regione si è impegnata a smaltire come contributo alla soluzione dell'emergenza spazzatura in Campania.

L'assessorato all'Ambiente ha inoltre assicurato che le operazioni di scarico nell'area del termovalorizzatore si sono svolte regolarmente e che i primi controlli non hanno rilevato anomalie rispetto al tipo di rifiuti attesi. È atteso ora il risultato delle analisi effettuate dai tecnici dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e da quelli dell'inceneritore del Tecnocasic che hanno effettuato le rilevazioni sul carico di ognuno dei 40 automezzi giunti nello stabilimento nel primo pomeriggio.

Il presidente del Casic, Sandro Usai, ha detto che il quantitativo conferito in questa occasione è di circa 800 tonnellate, confermando che si tratta di rifiuti urbani indifferenziati. «Stiamo eseguendo però anche un supplemento di analisi e una campionatura più estesa per fugare il dubbio avanzato da alcune parti - ha spiegato Usai - che all'interno dei rifiuti urbani siano stati inseriti anche materiali tossici o altro». I camion arrivati all'inceneritore del Tecnocasic sono stati fatti passare sotto uno speciale scanner e poi i tecnici con tute di protezione e maschere hanno effettuato i prelievi sul carico inserendo le sonde in vari punti.

Ma al di là delle informazioni tecniche, ieri sera il presidente del Casic ha annunciato le difficoltà dello stabilimento a smaltire quantitativi extra di rifiuti rispetto al piano concordato: con la Italro-ro Two sono arrivate 800 tonnellate, 600 erano destinate al Casic, le altre 200 alla discarica di Villacidro. L'intero carico è stato invece conferito all'impianto di Macchiareddu. Secondo i tecnici, per smaltire le 800 tonnellate arrivate ieri sera serviranno 15 giorni. Alla notizia - poi smentita - di una nuova nave in arrivo da Napoli, Sandro Usai ha commentato: «In questa situazione l'impianto non è in grado di accogliere altri».


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