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sabato 19 gennaio 2008

Interventi.

Largo ai giovani o risparmio ad ogni costo?
Sparisce per i docenti universitari
il diritto al fuori ruolo prima della pensione

di Cristina Lavinio

Non sarà partitodemocraticamente corretto, ma lo dico lo stesso: ho l'impressione che la cultura costituzionale dei nostri politici - tutti, o quasi - sia molto, molto scadente. Tutti a scandalizzarsi e deplorare per il presunto sgarbo al papa, senza considerare le ragioni di chi manifestava perplessità sull'opportunità di chiamarlo a fare gli onori di casa in una sede universitaria, istituzionalmente e costituzionalmente autonoma. E si mettono alla gogna quei professori che, non in questi giorni, ma a fine novembre, scrissero al riguardo al loro rettore.

Ma non di questo voglio parlare, quanto piuttosto di qualcosa di cui sono venuta a conoscenza solo qualche giorno fa. È arrivata a tutti i docenti dell'Università di Cagliari una circolare degli uffici in cui veniamo informati dell'avvenuta abolizione, nei meandri della finanziaria 2008, del diritto dei professori universitari di stare, raggiunta l'età della pensione, ancora qualche anno fuori ruolo a svolgere il proprio servizio, pur potendo essere esonerati da compiti didattici. È prevista una certa gradualità dell'abolizione (scalini o scaloni? scivoli velocissimi?), ma sicuramente dopo il 2010 nessun docente potrà andare fuori ruolo.

Dietro questa scelta sembra ci sia il desiderio di ringiovanire all'improvviso l'Università, ma ancora non c'è aria dei promessi concorsi per ricercatore, né - se si aspetta troppo - si capisce bene chi potrà gestirli, dati i previsti pensionamenti di massa dei docenti più anziani…. O non c'è piuttosto il desiderio di risparmiare, dato che i professori mandati in pensione d'ufficio potranno comunque insegnare a contratto, consentendo, in questo modo, un notevole taglio dei costi agli Atenei?

Ci si illude, in questo modo, di poter fare a meno di risorse intellettuali importanti anche per la gestione delle complesse strutture universitarie, mettendole all'improvviso in mano ai pochi giovani di ruolo che resteranno in servizio? E come si concilierà la tendenza al risparmio, privilegiando i contratti, con la norma (sacrosanta) che prevede che comunque solo e non più di una certa percentuale di insegnamenti debba essere affidata a professori a contratto, cioè a figure esterne ai ruoli universitari?

Ma, soprattutto, è possibile che una norma inserita surrettiziamente nella finanziaria modifichi retroattivamente gli stati giuridici e dunque i diritti acquisiti?

Finora, proprio per i professori universitari, la modifica retroattiva di diritti acquisiti (e anche poter andare fuori ruolo è un diritto) non si era mai data. Tanto che a lungo sono state diverse le età in cui andare fuori ruolo. Gli ordinari diventati tali prima della legge 382 del 1980 hanno mantenuto il diritto di andare fuori ruolo a 70 anni, quelli vincitori di concorso dopo la 382 ci dovrebbero andare a 65. O forse a 70, come dice una legge approvata sotto il ministero Moratti, ma priva dei decreti attuativi che consentirebbero di passare allo stato giuridico relativo, abbandonando quello precedente.

E adesso, tutti fuori all'improvviso? A quale età? Ai costituzionalisti e agli esperti la risposta…. Ma ho l'impressione che non sarà molto difficile vincere i tanti ricorsi che si profilano all'orizzonte.


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