sabato 19 gennaio 2008
di Marco Murgia
Meno tre giorni all'arrivo della finanziaria 2008 in aula e grandi manovre nella maggioranza del Consiglio regionale per arrivare a una linea comune da seguire durante la discussione. Gli incontri tra i consiglieri del centrosinistra proseguono all'ombra del dibattito sui rifiuti: a voler esagerare - ed escludendo e censurando il contorno violento - l'arrivo delle navi dalla Campania è quasi una manna per la coalizione di governo, con le attenzioni tutte puntate su quell'argomento e non più sulle difficoltà interne. L'obiettivo è quello di limare le distanze tra le diverse anime sui punti rimandati al momento del difficoltoso licenziamento del documento contabile dalla commissione Bilancio: frutto di un accordo dato dai tempi stretti più che dai contenuti.
Dal vertice di ieri, ad esempio, qualcosa di buono è venuto fuori: tre ore e passa di confronto nel pomeriggio e al termine la consapevolezza di «alcuni passi avanti», per usare le parole del capogruppo di Rifondazione comunista Luciano Uras. Non è poco, soprattutto se si considera che era stato proprio il Prc a sottolineare la necessità di ridiscutere e approfondire alcuni temi all'indomani del voto in commissione: con le politiche del lavoro e quelle occupazionali su tutti.
Il passo avanti si registra sulla formazione professionale, con la «conferma dell'orientamento per lo sblocco nella stabilizzazione occupazionale di personale docente e non». Altro passaggio importante è quello sulle politiche abitative: il problema della casa era uno dei punti fermi dello Sdi - assente ieri per impegni precedenti assieme all'Udeur, ormai fuori dalla maggioranza e quindi per scelta politica - con la richiesta del mantenimento dei mutui in conto capitale e conto interessi.
Fondamentale, secondo Uras, «è una maggiore operatività della Regione verso una più veloce capacità di spesa»: il fulcro del discorso è il «potenziamento del servizio per il lavoro, con l'incremento dell'occupazione» in termini quantitativi e qualitativi, «di quello per lo sviluppo e sui temi ambientali». Tutto per costruire «una Sardegna che sia più forte dal punto di vista economico e sociale»: ma «da costruire», è l'avvertimento, «in modo che la cosa funzioni e i benefici siano effettivamente percepiti dai cittadini».
Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì. Sarà una giornata decisiva anche per il Partito democratico, chiamato a decidere sul nome del capogruppo in via Roma. A meno di 24 ore dall'inizio del dibattito sulla manovra finanziaria, e con un regolamento interno che parla di votazioni a cinque giorni di distanza l'una dall'altra nel caso non si trovasse subito il presidente, torna d'attualità l'accordo che sembrava messo da parte nell'ultimo periodo. I 34 esponenti e gli stati generali del Pd sono al lavoro per studiare la soluzione ottimale. Potrebbe essere la staffetta a tre: con Siro Marrocu e Antonio Biancu a darsi il cambio in attesa del terzo nome.
Il primo, ex capogruppo Ds, potrebbe svolgere il ruolo sino a un eventuale approdo in Giunta (senza dimenticare le elezioni di maggio a Villacidro); il secondo, ex presidente della Margherita, potrebbe essere il traghettatore sino alla sua nomina a vicepresidente del Consiglio. Solo voci non confermate, a oggi: come quelle che indicano nei due rappresentanti della Margherita, Giovanni Giagu e Francesco Sanna, come terzi papabili. In questo caso peseranno ancora di più le dinamiche interne: entrambi ex Dl, ma con il secondo troppo vicino al presidente della Regione Renato Soru.
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