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sabato 19 gennaio 2008

I Comuni contestano la Finanziaria-lumaca,
un disastro l'esercizio provvisorio
Solidarietà a Soru, sì ai rifiuti ma con intese

Tempi troppo lenti sull'approvazione della finanziaria ma anche l'invito ad abbassare i toni della discussione politica sulla questione dei rifiuti campani nell'isola. A pochi giorni dall'arrivo nell'assemblea di via Roma del documento contabile - il dibattito in Consiglio inizierà martedì, con le relazioni di maggioranza e opposizione - l'Anci Sardegna esprime il proprio giudizio sul disegno di legge: una valutazione che riguarda tanto la manovra regionale quanto quella nazionale, al termine di un'assemblea che ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali.

Impossibile non guardare anche alla situazione contingente: con la solidarietà al presidente della Regione Renato Soru per gli scontri sotto la sua abitazione di una settimana fa, l'adesione all'iniziativa di viale Trento sui rifiuti - ma anche la richiesta di una maggiore concertazione - e la vicinanza convinta ai primi cittadini bersaglio di attentati intimidatori.

Con la discussione sulla finanziaria 2008 ai nastri di partenza quella degli amministratori locali è una valutazione in chiaroscuro. L'ombra scurissima riguarda i tempi di approvazione: «Ogni mese di ritardo nell'approvazione», chiarisce subito il presidente Tore Cherchi, sindaco di Carbonia, «si traduce in un danno per i Comuni». Pure quantificabile, e non da poco: nell'arco di una legislatura, «due mesi di esercizio provvisorio» equivalgono a «dieci mesi di lavoro sprecati»; approvare ogni anno la finanziaria non prima di marzo significa buttar via 15 mesi «su un mandato di 5 anni, cioè 60 mesi: è tanto». Era quello che si voleva evitare già nel mese di ottobre, quando l'Anci aveva invitato con un documento ufficiale all'approvazione entro il 2007 come previsto dai termini di legge: una richiesta «rimasta inascoltata». Cherchi ha chiesto una riforma («una di quelle che non costano un centesimo») che imponga tassativamente il varo della finanziaria entro il 31 dicembre.

Accelerazione dei lavori in aula, quindi, ma anche la richiesta per una rideterminazione del fondo unico per gli enti locali: all'appello, secondo i calcoli dell'associazione, mancano circa 20 milioni di euro. Servono correttivi per far crescere i trasferimenti di almeno il 9 per cento: una «percentuale ripartita tra il 4 per cento di risorse provenienti da un maggior gettito tributario della Regione e un 5 per cento che spetta ai Comuni come recupero dalla vertenza delle entrate». Bene, invece, le proposte sulle politiche abitative, sulle sociali e su quelle ambientali.

Su quelle di sviluppo l'invito è rivolto al sostegno degli investimenti per la ripresa produttiva: da utilizzare, ricordano i sindaci, ci sono i fondi della programmazione 2007-2013, pari a circa 10 miliardi e mezzo di euro: «Auspichiamo un raccordo tra i rappresentanti locale e regionali per portare avanti progetti già previsti, come i Piani strategici comunali e intercomunali e le intese tra enti locali, Province e Regione».

Le ombre non risparmiano neanche la manovra nazionale, con le perplessità legate al taglio da un miliardo di euro nei trasferimenti di risorse agli enti locali: dubbi che si concretizzano in un ricorso presentato al Tar «per l'illegittimità della decisione assunta dal governo a fine anno che impedisce così, di fatto, alle amministrazioni comunali di programmare per tempo il bilancio». Positivo, invece, il patto di stabilità sottoscritto per il controllo degli stessi bilanci.

(AGI/red)


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