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venerdì 18 gennaio 2008

Al via tra Regione e Comune l'operazione
“Sant'Elia quartiere modello”
Pronti 30 milioni, palazzoni da demolire

Da quartiere malfamato a fiore all'occhiello della città. Sant'Elia è destinato a diventare epicentro dell'orgoglio cittadino. Di quel capoluogo che ancora punta a diventare “Capitale del Mediterraneo”. Perché è proprio su quell'area che Regione e Comune, d'accordo, intendono realizzare i servizi migliori del capoluogo, comprese scuole e asili. Migliori per qualità. Un principio che sarà adottato anche per la realizzazione delle abitazioni, degli edifici e per la cura del paesaggio. E che partirà dalla demolizione - praticamente scontata, ormai - dei vecchi palazzoni che fanno a pugni con qualsiasi idea di rinascita del quartiere.

Il confronto sul futuro di Sant'Elia è ripreso ieri mattina nella sede dell'Area, l'Agenzia regionale per l'edilizia agevolata. Regione e Comune, ma anche l'Università di Cagliari, affiancata dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e dall'Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam. All'incontro hanno partecipato il presidente Renato Soru, l'assessore dei Lavori pubblici Carlo Mannoni, l'assessore comunale dell'Urbanistica Gianni Campus ed i responsabili di Area. Naturalmente era presente anche Rem Koolhaas, l'architetto olandese - vincitore del premio Pritzker per l'Architettura nel 2000 - chiamato a redigere il Master plan.

Tutti insieme per discutere della riqualificazione di Sant'Elia. Del suo porto e delle opportunità turistiche e paesaggistiche che saranno ricavate dalle aree militari dismesse. Dopo una prima fase di analisi, l'incontro di ieri è servito a studiare l'indirizzo e le strategie da mettere a punto per arrivare a definire i progetti esecutivi entro aprile. «Abbiamo informato Koolhaas delle novità», ha sintetizzato Francesco Licheri, presidente dell'Area. Come ad esempio «la realizzazione di un laboratorio a Sant'Elia per coinvolgere gli abitanti».

Durante una pausa della riunione lo stesso architetto olandese ha potuto spiegare: «All'inizio abbiamo ricevuto le informazioni per fare il punto e capire i problemi da affrontare. Negli incontri passati si sono evidenziati i problemi dell'area. Ma oggi abbiamo ascoltato le prospettive di sviluppo per questo territorio e ci rendiamo conto ora di quanto sia alta la posta in gioco: mai in passato c'è stata un'ambizione così articolata».

Assente per impegni istituzionali il sindaco Floris, la rappresentanza del Comune è stata assolta a pieno titolo da Gianni Campus, assessore all'Urbanistica: «È in atto un'azione sinergica tra Regione e Comune, tra il presidente Soru e il sindaco Floris, per sfruttare Sant'Elia come opportunità. Sia da un punto di vista sociale che ambientale. Un posto - ha sottolineato Campus - dove il progetto di Cagliari “Capitale del Mediterraneo” può trovare concretezza: Sant'Elia è un po' Cagliari». Un'operazione che potrà raggiungere pieno compimento solo con il coinvolgimento di chi ci vive: «Sfruttando quel senso di appartenenza che è proprio solo di abita nel quartiere», ha confermato Campus, che ha concluso dicendo: «Cagliari deve avere bisogno di Sant'Elia e non il contrario».

Il Presidente della Regione, Renato Soru, ha ricordato gli investimenti per il progetto: «Per questa prima fase la Regione ha stanziato 30 milioni di euro. Ma altri fondi potranno arrivare dalla programmazione dei finanziamenti 2007-2013». E in ballo ci sono anche altre prospettive. Come quella di coinvolgere il privato nel progetto pubblico: «Crediamo di poter attirare investimenti privati – ha spiegato il Soru -, sia per l'edilizia residenziale che nel settore turistico-ricettivo». Senza dimenticare un cenno al futuro senza stellette di Sant'Elia: «Mi aspetto nei prossimi giorni di ricevere notizie sulla dismissione dei beni militari».

(c.i.)


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