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venerdì 18 gennaio 2008

Lettere.

La lezione mancata nel mondo alla rovescia
che arricchisce finanzieri qui e schiavisti là

di Guido Bocchetta

Il Papa rinuncia alla lectio magistralis a La Sapienza ed i giovani anticlericali inneggiano alla loro vittoria mediatica, mentre l'establishment si genuflette per l'affronto subito dalla Santa Sede. Il tutto come nei migliori copioni di lotta fra fazioni, alle quali siamo così affezionati.

È giusto quello che è avvenuto? Diciamo di sì. La logica era perfetta per entrambi gli schieramenti, anzi, i tre schieramenti: quello del rettore della Sapienza, desideroso di attrarre l'attenzione dei media sulla inaugurazione dell'anno accademico; quello della diplomazia vaticana, che conduce una evidente politica per aumentare la propria influenza nella società; quello degli studenti new-sessantottini, che esercitano le prime prove di barricate sul campo.

Sul rettore della Sapienza si è già detto. Ha commesso un errore di “tradizione” invitando il Papa. Possiamo solo aggiungere che forse, nel nostro Paese, siamo arrivati ad un punto tale in cui sarebbe bene evitare le inaugurazioni in genere. Questo per gli anni accademici, giudiziari, e compagnia bella. Abbiamo bisogno di opere, non di “eventi”.

L'altra questione che preoccupa i laici è: perché il Papa desidera partecipare attivamente nelle questioni interne dell'Italia, a partire dalla città di Roma? Perché ha capito - e dovremmo averlo capirlo tutti - che il mondo intorno a noi gira male, alla rovescia. I finanzieri si arricchiscono, i poveri vengono umiliati ed i lavoratori sono avviati a forme di schiavitù mascherata. Un cerchio che si chiude sempre di più, grazie al miracolo della globalizzazione, che arricchisce - coi nostri finanzieri delle multinazionali - qualche schiavista cinese o indiano.

Due le soluzioni possibili all'impasse economico-sociale: quella violenta, che già si intravede in qualche blocco ferroviario od autostradale che nasce a macchia di leopardo sulla penisola, e l'altra evangelica, che spera di influire sui percorsi politici, per mitigare le umiliazioni dei deboli, mentre presenta un modello di vita spirituale, alternativo al consumismo ormai impossibile agli onesti, proprio per mancanza di mezzi. La vittoria dei new-sessantottini mostra che la prima ipotesi è per ora quella più probabile.


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