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venerdì 18 gennaio 2008

Riempiremo la Regione di “lettame”: via sms
annunciato nuovo raid. Nave fantasma,
al porto canale botte tra anarchici e destra

di Cinzia Isola

Di nuovo in piazza per dire no ai rifiuti. Con un doppio appuntamento per manifestare, ancora una volta, contro l'arrivo del secondo carico di rifiuti campani. Così mentre un gruppo ridotto e limitato a Sardigna Natzione ha presidiato per tutta la notte l'ingresso del porto industriale, da ieri ha iniziato a circolare un nuovo messaggino di adunata sui telefonini della città. Non più sotto casa del presidente Soru, ma più opportunamente in viale Trento, sotto il palazzo della Regione. «Protesta: 2º appuntamento venerdì 18 gennaio ore 20.00, sotto il palazzo della Regione. Portate buste d'aliga vuote da 70x110 le riempiremo di lettame per dire no alla Sardegna pattumiera! Non mancare se ami la tua terra. Fallo girare».

Insomma, il tam tam è ripartito. Con la nuova catena di Sant'Antonio che si diffonde perpetuando nel messaggio anche quel “lettame”, rafforzato dalla doppia “t”. Neppure stavolta l'autore della trovata si firma. Impossibile per ora, quindi, risalire al mittente di questo nuovo passaparola dal regista occulto.

Il preannuncio di un nuovo attacco monnezzaro arriva mentre si consuma il nuovo appostamento al porto canale contro lo sbarco dei rifiuti nell'Isola. Al presidio non partecipano solo i pionieri della protesta anti-spazzatura. A dare manforte ai militanti indipendentisti dell'Irs e Sardigna Natzione, ieri sera hanno fatto la loro comparsa le bandiere di A manca pro s'indipendentzia. E c'è anche il Cagliari social forum. Ma anche le facce semicoperte di un piccolissimo gruppo di giovani senza bandiere ma vicini all'area anarchica. Le bandiere dell'Irs campeggiano in diversi punti dell'area. Numerose anche quelle della compagine di Bustianu Cumpostu. Cento, centocinquanta al massimo le persone presenti sullo spiazzo davanti ai cancelli.

Sembra una serata tranquilla, dove persino le forze dell'ordine disertano. Nemmeno l'ombra di un agente in divisa. Ma la pace viene bruscamente interrotta dall'arrivo, peraltro annunciato anche tramite comunicati stampa, dei militanti di Alleanza nazionale e Azione giovani. Quanto basta per innescare la miccia tra “comunisti” e “fascisti”. Dapprima strategicamente distinti, i due gruppi si sono ritrovati improvvisamente faccia a faccia. L'arrivo e l'avanzata dei giovani An verso l'epicentro del raduno è stato salutato dapprima con i soliti slogan antifascisti. Ma per passare dalle parole alle mani non c'è voluto molto.

Una minoranza di giovani antifascisti è entrata in collisione con la controparte che non accennava ad arretrare e provocatoriamente sventolava sotto il naso degli altri le proprie bandiere mescolando i quattro mori al biancoceleste dell'Alleanza nazionale e al tricolore. «Non ci fate niente qui», «Andate via», si diceva da una parte. «Noi rimaniamo qui, questo posto non è vostro», si ribatteva dall'altra. Minacce e insulti, prima. Ma poi sono saltati fuori arnesi simil-manganello e spranghette di ferro. Ad avere la peggio i militanti di destra: nella zuffa un giovane è stato ferito in testa e trasportato all'ospedale. Immediata la ritirata dell'Irs, che ha preso le distanze da ogni forma di manifestazione violenta allontanandosi dalla zona calda. Le indicazioni del leader Gavino Sale sono state chiare: le bandiere dell'Irs possono sventolare solo pacificamente.

Della nave intanto neppure l'ombra. Tutti sembrano incerti sul da farsi. La notte si preannuncia lunga e il freddo pungente incomincia a far desistere i meno convinti. L'orario d'arrivo non è certo: attraccherà alle quattro, forse le cinque o le sei del mattino. Intorno alle 22,45 le truppe di Alleanza nazionale lasciano il porto. Inizialmente con destinazione viale Trento. Poi, valutate le forze in campo, contrordine: tutti in sezione. Anche i militanti dell'Irs alla spicciolata lasciano il campo di battaglia. Dalle 23 a presidiare i cancelli del porto canale sono rimasti gli irriducibili di Sardigna Natzione raccolti intorno ad fuoco per riscaldarsi insieme al leader Bustianu Cumpostu. Un presidio notturno della compagine in versione ridotta, «per non sacrificare tutti e risparmiare le forze». In ogni caso: all'alba e all'occorrenza, con l'arrivo della nave Italroro piena di rifiuti, al porto canale arriveranno i rinforzi.


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