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giovedì 17 gennaio 2008

Lo scontro sui rifiuti sbarca in Consiglio,
le ecoballe restano in Campania
L'assessore ora promette trasparenza

di Marco Murgia

È il gran giorno dei rifiuti in Consiglio regionale. Nessuna protesta eclatante, niente sacchetti neri - simbolici e non - davanti agli ingressi del palazzo di via Roma: l'assemblea discuterà le mozioni sull'emergenza rifiuti in Campania e sulla decisione della Giunta di accogliere i tir provenienti dalla provincia di Napoli. Tutto al termine di una settimana ad altissima tensione, con manifestazioni al porto canale, scontri di piazza e attentati incendiari sventati sotto l'abitazione del presidente della Regione Renato Soru; con notizie strillate sui giornali e nei tg regionali buone solo per alzare il livello di allarme e colpevoli ritardi nelle comunicazioni ufficiali; con numerosi esponenti politici pronti a cavalcare quell'allarme da una parte, con strumentalizzazioni di vecchio stampo, e altri dalla parte opposta attenti a evitare di esporsi troppo per non farsi travolgere dalle proteste.

In queste condizioni è fin troppo facile prevedere quale sarà il clima in Consiglio - infuocato - a meno di un clamoroso e inatteso, viste le premesse, rientro nei binari del confronto politico: il presidente Giacomo Spissu avrà il suo bel daffare per moderare il dibattito. Di certo c'è che i consiglieri avranno maggiori elementi su cui basare la discussione: almeno ufficiali, dopo le voci incontrollate andate avanti ancora sino a ieri, con l'audizione in commissione Ambiente dell'assessore Cicito Morittu.

Prima di entrare negli uffici del parlamentino presieduto dal consigliere di Sinistra autonomista Salvatore Licheri - critico per la mancata concertazione con il Consiglio, tanto da non firmare la mozione della maggioranza - l'esponente della Giunta aveva dovuto smentire in tutta la notizia dello stop degli arrivi in Sardegna per problemi di ordine pubblico: apparsa in prima pagina sul Sardegna e definita «destituita di qualsiasi fondamento». Di più: l'assessore «smentisce nella maniera più categorica di avere mai detto o anche solo lontanamente pensato le frasi che gli vengono attribuite».

L'arrivo annunciato per il pomeriggio di ieri - ma niente di ufficiale - sarebbe saltato per disguidi organizzativi al porto di Napoli e non per problemi di ordine pubblico. Sul calendario c'è la massima incertezza, in attesa dell'ordinanza del commissario straordinario Gianni De Gennaro «che definirà quando e dove sbarcherà la prossima nave, quanti e quali rifiuti trasporterà e dove saranno smaltiti». Con l'avvertenza che ogni prossimo sbarco di rifiuti campani «sarà preceduto da adeguate forme di pubblicità e da comunicazioni puntuali sulle quantità, sui luoghi dello sbarco e dello stoccaggio: non nasconderemo nulla».

È il segnale che in viale Trento si sono accorti che la comunicazione poco tempestiva può aver contribuito ad accrescere la tensione: anche a livello politico, come sottolineato da diversi commissari di centrodestra e centrosinistra durante l'incontro di ieri con l'assessore, giudicato un fatto «gravissimo» dall'opposizione ma criticato anche dalla maggioranza.

Sarà quindi la task force del commissario straordinario a decidere quando e dove arriveranno le prossime navi: un quantitativo da stabilire secondo la disponibilità espressa dalla Regione - cinque, seimila tonnellate: un quantitativo pari allo 0,5 per cento dello spazio disponibile nelle discariche isolane - che potrebbe variare al ribasso a seconda della disponibilità delle altre Regioni. Ancora, precisa l'assessore, arriveranno solo rifiuti solidi urbani: le ecoballe, come chiarito ieri dal presidente del Tecnocasic Sandro Usai, non possono essere smaltite nell'impianto di Macchiareddu, «non attrezzato tecnicamente e giuridicamente».

Rifiuti indifferenziati, quindi: ma saranno controllati, secondo quanto riferito dall'assessore, all'arrivo in Sardegna oltre che dai tecnici dell'inceneritore anche da quelli dell'Arpas, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente: «È una struttura che ancora non ha le dimensioni di servizio adeguate alla Sardegna ma è in grado di eseguire questi controlli». In ogni caso, ha spiegato ai commissari, nell'isola «non può arrivare niente se non è preceduto da un'ordinanza in cui viene specificato il tipo di rifiuto che deve essere smaltito».

A tenere alta la temperatura è ancora il coordinatore regionale di Forza Italia Piergiorgio Massidda. Le immagini dei rifiuti arrivati nell'isola, spiega, «associate a quelle drammatiche dei rifiuti che sommergono Napoli», fotografano all'estero «una Sardegna pattumiera». «Gli articoli e le foto pubblicati dai giornali stranieri», dice il senatore, «come hanno avuto modo di vedere i sardi in viaggio in questi giorni rappresentano la nostra isola come discarica d'Italia, il tutto in un periodo delicatissimo nel quale si decidono le strategie e i flussi turistici per la prossima stagione. Siamo stati accusati di mancanza di solidarietà ma abbiamo solamente chiesto garanzie sulla sicurezza e sui rischi per la salute che comunque esistono e sono stati ribaditi anche oggi in Senato. Un oncologo dell'Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori e della Fondazione Pascale di Napoli ha spiegato in Commissione sanitaria come i problemi non arrivino dalla quantità di rifiuti ma da ciò che contengono».

«Senza voler creare allarmismi crediamo sia lecito e doveroso sottolineare che idrocarburi e metalli pesanti anche in piccolissime quantità possono ugualmente avere effetti devastanti». In più, «come riferito dalle varie commissioni di inchiesta e dalla relazione Bertolaso, uno dei business maggiori della criminalità organizzata è quello di mischiare questi materiali ai rifiuti solidi urbani spedendoli il più possibile lontano dalla Campania, approfittando proprio dei momenti di maggior emergenza».

Poi c'è il risvolto politico: «Stando ai “si mormora” dei palazzi romani», ma il discorso vale anche per quelli cagliaritani, «la spinta solidale di Soru serviva solamente a fare da grimaldello per aprire alle resistenze delle altre regioni. Ciò che fa la Sardegna con l'emergenza campana è come togliere un bicchiere d'acqua dal mare. Quello stesso mare che ci ha rappresentato nel mondo e che oggi viene raccontato dalle immagini e dai giornali come mare di immondizia».

Avanti con le indagini:
video e tabulati sotto osservazione

Il giudice per le indagini preliminari Luisanna Melis ha convalidato ieri gli arresti dei due giovani bloccati sabato dalla polizia perché accusati di progettare un attentato incendiario contro la casa del presidente della Regione Soru. Durante l'interrogatorio di due giorni fa, Alex Polara e Michele Argiolas avevano respinto ogni accusa, sostenendo di non avere molotov ma solo due bottiglie di plastica piene di benzina. A pesare sulla decisione del gip, su richiesta del pm Danilo Tronci che conduce le indagini sugli incidenti di venerdì scorso, potrebbero avere influito i messaggi conservati nella memoria dei telefoni cellulari.

L'indagine si muove anche su binari digitali, con la visione delle registrazioni degli scontri effettuate dagli stessi militari e di quelle postate su internet già qualche ora dopo la conclusione degli scontri davanti alla basilica di Bonaria: in molti casi raccontano il punto di vista dei manifestanti e potrebbero raccontare molto di quanto avvenuto in quelle ore di guerriglia.


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