giovedì 17 gennaio 2008
Lettere.
di Gavino Ricci
Gli annunci di solidarietà del PierferdiCasini, ineccepibili dal punto di vista diplomatico, mal si legano ai numerosi sms inviati per tutta la Sardegna da parte di noti esponenti UDC che invitavano all'appuntamento, ore 23,00, in piazzale Bonaria muniti di “tottu s'aliga chi podeusu agattai”, giunti persino, di rimbalzo, da ragazzine, ripeto ragazzine poco più che ventenni da Orani ad una mia nipote.
Mal si digeriscono le dichiarazioni di quegli esponenti della destra sarda che, quando la triade Pili - Cicu - Berlusconi voleva scaricarci qualche tonellata di scorie radioattive si guardarono bene dall'indire una benchè minima informativa o riunione consiliare, tantomeno di partecipare la decisione ai cittadini, quando il Cavalier Berluschi usava il segreto di stato per fare i propri scempi comodi a Villa Certosa.
Per finire, ricollegandomi alla lettera di Rossana Deplano, vi inviterei a visitare il sito regionale di “Fiamma Tricolore” e leggere come questi garantisti/nazionalisti part time travisino la Costituzione italiana al pari di chi accusa il presidente Soru di aver preso una decisione “autoritaristica”.
Ma si sa, a loro piace risolvere le emergenze, sia locali che nazionali, ma solo corpore praesenti: infatti, sempre secondo loro, prima di dare un aiuto a una grave emergenza, bisognava convocare Consiglio regionale, provinciale, comunale, circoscrizionale, assemblee del territorio e assemblee cittadine, il tutto per poter democraticamente deliberare che, dopo minimo 6 mesi di riunioni, il problema non sussiteva più perché a Napoli il colera aveva nel frattempo risolto.
Questi sono lo spirito di patria e l'unità nazionale che la destra propone? Molto meglio Gavino Sale, a quel punto!
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