mercoledì 16 gennaio 2008
di Marco Murgia
Passato il momento della solidarietà - anche se numerosi attestati continuano ad arrivare al presidente della Regione dopo gli scontri di venerdì notte e l'attentato sventato sabato sotto la sua abitazione: dalla comunità dell'impegno cristiano, dal Consiglio comunale e dalla commissione ambiente della Provincia di Cagliari, da otto sindaci del Nuorese, con in testa Orgosolo, dopo il ringraziamento ufficiale del sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino - la discussione sui rifiuti provenienti dalla Campania torna nelle sedi istituzionali: domani se ne parlerà in Consiglio regionale, in una seduta convocata per l'esame delle mozioni sulla vicenda. Due: perché a quella presentata dal centrodestra si aggiunge il documento, autonomo, dell'Udeur.
Se l'assemblea di via Roma dovrebbe poter essere la sede più appropriata per la discussione politica, i dubbi sono tutti legati ai toni che il confronto potrebbe assumere. Le premesse non sembrano indicare nulla di buono: la mozione del centrodestra è incentrata sull'emergenza rifiuti ed è collegata alla sfiducia al presidente della Regione - l'opposizione chiede che sia in aula - forte dell'appoggio simbolico di migliaia di messaggi arrivati negli uffici dei gruppi consiliari, così come comunicato nei giorni scorsi. A quella dell'opposizione si aggiunge il documento sottoscritto dai consiglieri dell'Udeur Sergio Marracini, Pietro Pittalis e Renato Lai: invitano Soru a riferire sui termini degli accordi assunti con il governo nazionale e lo impegnano «ad astenersi dall'assumere iniziative, aventi ripercussioni sul territorio della Sardegna, senza il preventivo e pieno coinvolgimento del Consiglio regionale e degli enti locali interessati».
Sulla discussione in aula c'è tutta la soddisfazione del capogruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa: «Finalmente il problema dell'emergenza napoletana arriva all'esame di una sede istituzionale appropriata. In questa vicenda il ruolo assunto dalla Sardegna è stato del tutto particolare, concretizzandosi in un'immediata, incondizionata e incontrollabile disponibilità a ricevere i rifiuti campani. Il presidente», rilancia il consigliere, «ha agito quasi come un subcommissario straordinario, senza condividere le valutazioni e le scelte con il sistema istituzionale sardo. Le conseguenze sono state e sono gravissime per la nostra isola».
Espletate le formalità legate alla contingenza - si legga solidarietà - il dibattito politico torna quindi sui binari normali. Con un prologo che è tutto un programma, basato sull'iniziativa del presidente della Regione di acquistare una pagina de L'Unione Sarda per spiegare ai cittadini le motivazioni, i numeri e lo stato della gestione dei rifiuti in Sardegna. Una mossa quasi normale, se si considera il fatto che il maggior quotidiano isolano - Soru lo aveva ricordato anche durante la conferenza di fine anno - in tre anni e mezzo non si è mai preso la briga di intervistarlo per spiegare l'operato della Giunta. Anche sulla questione dell'immondizia, visto che da Terrapieno erano partiti i titoli allarmistici e sballati che avevano alimentato la tensione per le navi in arrivo dalla Campania.
In quella pagina Soru ribadisce quanto già espresso negli ultimi giorni, con una visibilità decisamente maggiore: cita l'articolo 2 della Costituzione sull'adempimento dei «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» e per questo, spiega, ha ritenuto di «dover rispondere positivamente e tempestivamente alla richiesta urgente di solidarietà espressa dal Governo». Il presidente della Regione, nell'auspicare che «tutti siano capaci di mettere da parte gli episodi di intolleranza e persino di violenza di questi ultimi giorni», sottolinea che all'isola «viene chiesta la collaborazione per poche settimane e per una quantità stimata di circa 6mila tonnellate, ossia la modestissima quantità che occupa circa lo 0,3 per cento delle discariche presenti in Sardegna».
Dovrebbe trattarsi di ecoballe, secondo quanto riferito dagli uffici dell'assessorato all'Ambiente, e quindi «molto simile a materiale inerte» che non dovrebbe puzzare o rilasciare liquami. Soru annuncia che nei prossimi giorni la Regione farà conoscere in maniera più capillare e dettagliata la situazione del sistema integrato dei rifiuti solidi urbani e i progetti in corso di completamento degli impianti di smaltimento, selezione meccanica e recupero riciclabile.
Una mossa quasi normale, quella di acquistare una pagina del quotidiano, anche dopo che i partiti dell'opposizione avevano fatto lo stesso per richiedere l'appoggio simbolico dei cittadini sulla mozione di sfiducia. Ma al centrodestra l'iniziativa non piace proprio: «Che fosse un abile venditore già lo si sapeva, ma a tutto c'è un limite», dice il capogruppo dell'Udc Roberto Capelli. Quell'annuncio è «pura demagogia pagata dalla Regione: non è certo la prima volta che Soru utilizza soldi pubblici per farsi pubblicità. Vedi, non ultimo, il giornalino “Novas”, pura comunicazione di regime, che in questi giorni viene consegnato gratuitamente nelle cassette postali dei cittadini. Noi paghiamo sempre di tasca nostra, anche le pubblicità».
Ancora più caustico Mariano Contu: «Si accorge soltanto ora che bisognava coinvolgere la gente e le istituzioni». Per il consigliere regionale di Forza Italia «la scelta del presidente della Regione conferma nella sua interezza la demagogia e il populismo che ha sempre contraddistinto la sua azione politica». Soru «sta cercando disperatamente di uscire dal vicolo cieco in cui si è infilato con la sua decisione solitaria» e intanto «i sardi l'hanno sfiduciato. È inquietante che il presidente della Regione paghi con i soldi pubblici la pagina di un quotidiano per riconquistare consenso».
La risposta arriva dal consigliere del Partito democratico Giuseppe Pirisi: «Le dichiarazioni dell'onorevole Capelli portano a una chiara personalizzazione del confronto politico che, non distinguendo tra persona e ruolo istituzionale, possono, anche in maniera del tutto involontaria, provocare nuovi episodi di intolleranza. L'onorevole Capelli prenda esempio dal leader nazionale del suo partito, Pier Ferdinando Casini, che nella vicenda ha usato toni misurati. Rivolgiamo a tutti, noi per primi, un invito a discutere in termini più pacati e di merito per aiutare i cittadini a informarsi correttamente sulle scelte assunte dal presidente e dalla Giunta per affrontare in maniera concreta l'emergenza rifiuti che ha colpito la Campania». Ed è solo il prologo, appunto: il resto, e saranno scintille, è in programma per domani.
L'iniziativa di viale Trento non passa inosservata neanche fuori da palazzo: «Il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, cita i doveri che la Costituzione impone ai cittadini ma dimentica di aggiungere quelli che competono allo Stato», sottolinea Bustianu Cumpostu, coordinatore di Sardigna Natzione. Dall'indipendentista, al quale «la Costituzione dello Stato italiano, ultimo dominatore del popolo sardo, non suscita nessuna emozione e non fa sentire nessun dovere da rispettare», arriva un'analisi da far invidia ai consiglieri regionali intervenuti sull'argomento: «Come al solito anche il suddetto articolo costituzionale è stato tagliato e addomesticato a proprio uso e consumo. È stata riportata, infatti, la parte relativa ai doveri dei cittadini (solidarietà politica, economica e sociale) ma è stata omessa quella relativa ai doveri della repubblica, la quale dovrebbe “riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità”. Diritti dei quali il cittadino sardo non gode né come singolo né come popolo, del quale non ne viene neanche riconosciuta l'esistenza, la storia, la lingua, il diritto allo studio nella propria cultura e la sovranità sul proprio territorio».
Da non utilizzare, secondo Cumpostu, è il binomio emergenza-solidarietà, «condivisibile in assoluto, se il significato dei due termini è pieno. Condizione che non sussiste nella questione rifiuti campani: l'emergenza è infatti legata ad un fatto contingente, inaspettato o di evoluzione non controllabile. Se così non è significa che l'emergenza è stata voluta o causata per conseguire obbiettivi non conseguibili in condizioni di normalità. Altro che solidarietà: basta ascoltare il profondo respiro di sollievo degli affaristi che stanno dietro la produzione e la gestione dei miracolosi termovalorizzatori, che si sono già pappati 1.460 milioni di euro dei 1.700 destinati all'energia rinnovabile».
Per Soru, intanto, continuano ad arrivare attestati di vicinanza. Solidarietà «piena e convinta» da tutta la commissione Ambiente della Provincia di Cagliari, riunita per sentire in audizione Rosaria Congiu. Una seduta utile anche per chiarire quali potrebbero essere le strade che la Provincia potrebbe percorrere per avere un ruolo determinante: dal controllo dei documenti di accompagnamento alle indagini “fisiche” con gli strumenti che i tecnici dell'assessorato hanno a disposizione e sino alla richiesta alla Provincia di Napoli di controllare i rifiuti alla partenza.
Dal Nuorese, a firma dei sindaci di Dorgali, Mamoiada, Orosei, Orgosolo, Orani, Orotelli, Onifai e Galtellì, arriva un documento di condanna durissima per gli incidenti dello scorso fine settimana: «La contestazione violenta ed eversiva di cui è stato fatto oggetto il presidente della Regione testimonia un progressivo imbarbarimento della lotta politica: è stato violato un principio mai messo in discussione prima, quello della inviolabilità del domicilio. Con metodi mutuati dal peggior squadrismo, solleticato cinicamente da personaggi senza scrupoli, si è pescato a piene mani in una subcultura fatta di estremismo anarcoide, eversivo, violento, intollerante, e vagamente razzista. Era lecito attendersi parole e comportamenti conseguenti, specialmente da chi ha ricoperto importanti cariche. È invece emersa una desolante povertà culturale e politica e, quel che è peggio, una assenza totale di senso delle istituzioni».
Tutto improntato sulla solidarietà, sul rifiuto della violenza e sulla richiesta di giustizia è il documento firmato da cinque sacerdoti che rappresentano la Chiesa impegnata nel sociale: «La comunità cristiana non può assistere indifferente ai bisogni crescenti e sempre nuovi del proprio tempo, e mai e poi mai rinchiudersi in se stessa. La solidarietà è l'espressione di una società matura e pienamente spirituale», scrivono don Salvatore Benizzi, don Ettore Cannavera, padre Salvatore Morittu, don Angelo Pittau e don Giovanni Usai.
Restano per il momento in carcere i due giovani arrestati sabato dalla polizia perché accusati di progettare un attentato incendiario contro la casa del presidente della Regione Soru. Il gip si è infatti riservato di decidere sulla convalida dell'arresto, chiesta dal pm Danilo Tronci, di Alex Polara, 23 anni, e Michele Argiolas, 20 anni, entrambi cagliaritani. I due, secondo quanto riportato dall'avvocato difensore Barbara Loni, hanno respinto gli addebiti affermando di non essere stati trovati in possesso di molotov ma solo di bottiglie in plastica contenenti benzina. Hanno anche precisato di non appartenere ai gruppi ultras del Cagliari.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari