martedì 15 gennaio 2008
di Marco Murgia
Attestati di vicinanza da una parte, adesioni per la mozione di sfiducia dall'altra. In mezzo, e in ogni caso suo malgrado, Renato Soru. Dopo gli scontri di venerdì notte davanti alla sua abitazione privata e soprattutto dopo l'arresto dei due uomini accusati di preparare un attentato incendiario contro la casa di Bonaria, sventato in extremis, in viale Trento continuano ad arrivare messaggi di solidarietà: tanto dal versante nazionale, con quelli del presidente della Camera Fausto Bertinotti e del consiglio provinciale di Firenze, quanto da quello regionale. Nelle stesse ore, fanno sapere i partiti di opposizione, «migliaia di messaggi di posta elettronica e fax stanno arrivando in queste ore negli uffici del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, e in quelli degli altri gruppi, in risposta all'appello ai cittadini lanciato dai partiti di opposizione per sostenere idealmente la mozione di sfiducia al presidente della Regione sarda»: appello partito con una pagina acquistata su L'Unione Sarda e sostenuto con i banchetti per la raccolta delle firme in città.
Dai consiglieri regionali del centrodestra - gli stessi che avevano recitato ruoli da protagonisti assoluti nelle giornate di mercoledì (Ignazio Artizzu e i suoi sacchetti neri sotto il palazzo della Regione) e giovedì (sulle banchine del Porto Canale, a cercare di impedire lo sbarco delle quasi 500 tonnellate di rifiuti dalla Campania) - arriva la richiesta, singolare, di riportare il dibattito nell'assemblea di via Roma, perché «è un tema delicato che non può essere trattato solo nelle piazze». Di più: il deputato Mauro Pili, anche lui in prima linea al porto, chiederà che il Governo «riferisca in aula sui fatti di Cagliari»: potrebbe spiegare, l'esponente di Forza Italia, la presenza di un camioncino carico di spazzatura, venerdì notte vicino alla villa di Soru, con sopra le bandiere del suo partito e di Alleanza nazionale.
Quella portata avanti contro Soru è una intimidazione «inaccettabile e inqualificabile»: il riferimento di Fausto Bertinotti è tutto indirizzato alla notizia dei due arresti di sabato notte, con un attentato incendiario contro l'abitazione del presidente sventato dalle forze dell'ordine, ma è anche collegato alle proteste dopo la disponibilità della Sardegna ad accogliere i rifiuti provenienti dalla Campania: «Ogni problema», sottolinea il presidente della Camera dopo aver espresso «solidarietà e vicinanza» al governatore, «va affrontato seguendo percorsi basati sul confronto e sul dialogo e, in ogni caso, la violenza va sempre respinta con fermezza».
Contro «la violenza» che «è parte di altra cultura, non la nostra» si schiera anche il Consiglio provinciale di Firenze, con un ordine del giorno del presidente del Consiglio, Massimo Mattei, per i fatti cagliaritani: «Tutti sono a conoscenza di quanto è accaduto e sta accadendo a Napoli e di quello che sta accadendo in Sardegna. Quando si minaccia e si tirano le molotov si va tutt'altra strada, e credo che da parte di un'istituzione come la nostra sia forte la necessità di ribadire la solidarietà al presidente della Regione Sardegna Soru».
A fare da ponte tra il nazionale e il regionale è la deputata del Partito democratico Amalia Schirru: «Quanto occorso l'altra notte di fronte alla casa del governatore, bersaglio di azioni sconsiderate e vergognose, dev'essere condannato a gran voce». Netto il ragionamento dell'esponente sarda: «Tutto ciò è stato il frutto di una pessima informazione sull'argomento, nonché di una cattivissima politica, che non ha avuto remora a strumentalizzare e giustificare i gesti violenti di frange politiche e pseudo-tifoserie: deve restare ferma la condanna della pericolosa simbiosi fra una certa parte dei mezzi di stampa e una brutta politica condotta dalla destra, che ha prodotto solamente allarmismo, tensione e confusione». Allora «ancora di più bisogna esprimere sostegno al presidente, perché continui con fermezza e convinzione nella direzione presa: ben vengano, quindi, tutte le manifestazioni, i cortei pacifici, i comunicati e i provvedimenti che manifesteranno d'ora in poi il nostro impegno per l'ambiente».
Arriva anche un ordine del giorno di solidarietà dal Consiglio provinciale di Cagliari, riunito per discutere sullo smaltimento dei rifiuti campani in Sardegna: «Credo che quanto accaduto in questi giorni ci debba insegnare quanto sia importanze l'esercizio della responsabilità da parte delle classi dirigenti», ha commentato il presidente della Provincia Graziano Milia. «Se è bene che in democrazia le contestazioni emergano liberamente è però altrettanto sbagliato che vengano manifestate, tanto più con violenza, dinanzi all'abitazione privata di chicchessia: in tal senso devo ricordare che le contestazioni svolte anni addietro da alcuni esponenti politici e cittadini, in Sardegna, dinanzi all'abitazione privata dell'allora presidente del Consiglio Berlusconi, videro anche allora la nostra più ferma condanna».
Le critiche arrivano sul metodo con cui la decisione è stata presa: se Prodi ha affrontato l'emergenza con la dovuta responsabilità «nel momento stesso in cui, pur potendo disporre lo smaltimento dei rifiuti con una semplice ordinanza governativa, ha preferito invece convocare e coinvolgere preventivamente tutti i presidenti delle Regioni, da noi sarebbe stato meglio fare altrettanto: l'esperienza insegna che la condivisione e partecipazione di qualsivoglia problematica, se affrontata per tempo e col massimo coinvolgimento delle parti, è il primo più importante passo per portare i problemi a soluzione, col massimo grado di accettazione possibile dei cittadini». Anche perché «se avessimo saputo fin dall'inizio che il quantitativo dei rifiuti era quello che poi è stato, molto probabilmente sarebbe bastato un semplice comunicato stampa del Tecnocasic per fare chiarezza sulla reale portata dell'impatto ambientale di questi rifiuti». Un appunto su cui in viale Trento si sarebbe dovuto effettivamente ragionare.
Arriva da undici consiglieri di centrosinistra l'ordine del giorno che impegna invece il Consiglio provinciale di Sassari «affinché vi sia il più ampio coinvolgimento degli enti locali del territorio per affrontare e superare le eventuali criticità esistenti» nella gestione dei rifiuti che eventualmente dovessero arrivare dalla Campania: «La pronta collaborazione e la piena solidarietà espressa all'emergenza nazionale dalla Giunta della Regione è pienamente condivisa per la sua opportunità e immediata operatività». Ferma la solidarietà al presidente Soru, «oggetto di una sconsiderata campagna denigratoria frutto di una strumentalizzazione politica dei fatti e delle scelte operate», si denuncia la «pericolosità degli episodi di squadrismo e di violenza attivati da chi rifiuta la dialettica democratica».
«L'azione coscienziosa, in materia di rifiuti, intrapresa dal presidente Soru in un momento di grandi tensioni sociali a Napoli, ha dimostrato all'Italia intera che nel momento del bisogno la Sardegna c'è», sottolinea il presidente del Medio Campidano Fulvio Tocco: «In pochi anni siamo passati da una Sardegna insostenibile alla Sardegna sostenibile. Questo è l'orgoglio di essere sardi. La vera emergenza sono gli atti di teppismo che abbruttiscono l'immagine dell'isola nel mondo. Le iniziative anti-rifiuti hanno mostrato il vero volto: quello di chi si organizza per le devastazioni».
Mentre il Consiglio comunale di Cagliari si riunirà nel tardo pomeriggio di oggi per la discussione straordinaria sugli scontri dei giorni scorsi, un'altra condanna arriva dalla Giunta e dal sindaco di Carbonia. L'esecutivo ritiene «fortemente lesive delle regole democratiche le gravi violenze messe in atto da squadre organizzate, con la partecipazione di gruppi politici». Il documento esprime «totale solidarietà» a Soru, «che ha esercitato legittimamente le proprie funzioni nella gestione della vicenda derivata dall'emergenza dei rifiuti campani e che in ogni caso, anche quando si dissente, non può essere condizionato con atti di violenza».
Si muove anche il centrodestra. La solidarietà obbligata non impedisce di andare avanti lungo la strada della sfiducia da discutere in Consiglio regionale. Mentre da Olbia il sindaco Gianni Giovanelli condanna la violenza ma ribadisce il no agli sbarchi eventuali dei rifiuti in Gallura, il deputato azzurro Mauro Pili chiede che il Governo riferisca in aula sulle «ragioni che hanno portato alla decisione di usare due pesi e due misure nei confronti dei cittadini sardi e di quelli campani: in Campania» giovedì «veniva giustamente evitata qualsiasi carica di polizia mentre nel contempo in Sardegna venivano usati manganelli e lacrimogeni» e «sulle dichiarazioni rese dal questore di Cagliari», che ha parlato per i disordini del venerdì di «teppisti prezzolati».
Siccome tutta la faccenda si sta rivelando un clamoroso boomerang, con un ritorno d'immagine strepitoso per Soru, dall'opposizione in Consiglio regionale arriva la richiesta di riportare la discussione su un terreno obbligato: «La questione dei rifiuti provenienti dalla Campania è un tema delicato che non può essere trattato solo nelle piazze dove i soliti noti facinorosi possono far degenerare manifestazioni pacifiche e democratiche. È quanto mai urgente convocare il Consiglio regionale sardo, che a suo tempo approvò una legge che impedisce di accogliere e smaltire rifiuti provenienti da altre regioni, perché si riappropri della propria sovranità e invitare le amministrazioni locali a esprimere contrarietà a un'iniziativa solitaria assunta dal governatore».
È un dietrofront ma a scarsa velocità, senza tralasciare le stoccate: «La decisione di accogliere i rifiuti non era animata solamente da spirito di solidarietà. Allo stato attuale la vicenda rappresenta un'ulteriore conferma della prevaricazione del presidente della Regione che dovrebbe essere il primo a tutelare gli interessi della Sardegna e le leggi vigenti e che invece continua ad agire nel più completo disprezzo della volontà dei sardi e in spregio delle leggi stesse».
«Nel frattempo», si legge in una nota, «migliaia di messaggi di posta elettronica e fax stanno arrivando in queste ore negli uffici del gruppo di Forza Italia e in quelli degli altri gruppi», in risposta all'appello ai cittadini lanciato dai partiti di opposizione per sostenere idealmente la mozione di sfiducia al presidente della Regione. Diversi i commenti, «alcuni estremamente pesanti, altri dai toni ragionevoli e pacati», ma tutti uniti dal tema costante della contrarietà al provvedimento: «Da una prima analisi dei messaggi appare evidente che i sottoscrittori della mozione appartengono al centrodestra, ma sono molto numerosi anche quelli di cittadini che si dichiarano elettori di sinistra». Diversi anche i messaggi provenienti da sardi emigrati.
Secondo il capogruppo Giorgio La Spisa «è un segnale molto importante proprio perchè esprime in maniera del tutto civile e pacifica le ragioni di un dissenso che tende a riportare la questione di fondo nell'ambito di un confronto politico che deve avvenire nelle sedi opportune: il Consiglio regionale, i Consigli provinciali e quelli comunali. Non è accettabile che la violenza di alcuni irresponsabili sia utilizzata per nascondere i gravi errori compiuti dal governo nazionale e da quello regionale». Lo sforzo di An in questa direzione, invece, è tutto basato sul lavoro dei militanti più giovani: metteranno da oggi a disposizione la sede del movimento per la raccolta delle firme, mentre già ieri era possibile sottoscrivere almeno idealmente la mozione in un banchetto allestito in via Dante.
Respingono «ogni tentativo di far sfociare una legittima azione di protesta pacifica e democratica in un'indegna guerriglia civile» i consiglieri regionale di Fortza Paris Silvestro Ladu, Eugenio Murgioni e Domenico Gallus insieme alla direzione nazionale del partito: solidarietà a Soru, ma anche «ferma critica politica al presidente per aver ancora una volta assunto decisioni delicate in perfetta solitudine, mancando di coinvolgere le istituzioni regionali, il parlamento e le amministrazioni locali, scavalcate da un decisionismo e una tempistica che suscitano più di una perplessità».
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