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lunedì 14 gennaio 2008

Interventi.

Se la politica si confonde con la delinquenza
è il momento di fermarsi a riflettere

di Alessandro Frau

Quanto è successo venerdì notte davanti alla basilica di Bonaria e alla casa del presidente della Regione non ha più nulla a che fare con il problema dei rifiuti e del loro smaltimento. È diventato invece un problema di come difendere la democrazia, le Istituzioni, la nostra Costituzione da un modo di fare politica barbaro, incivile e oltre il limite della delinquenza.

Abbiamo assistito in questi anni a migliaia di legittime manifestazioni di protesta, alcune molto dure, che si sono svolte davanti ai palazzi della Regione, del Consiglio regionale, dei Comuni, ma credo di non sbagliare quando affermo che mai, nella storia della nostra Autonomia, si sia arrivati ad aggredire in questo modo l'abitazione privata di un rappresentante politico e per giunta del massimo rappresentante del governo regionale, eletto da oltre la metà dei cittadini sardi e pertanto massimo rappresentante dei cittadini stessi.

Quando la politica scende a questi livelli, allora si giustificano anche le sparatorie e le bombe di cui spesso sono oggetto i sindaci di alcuni paesi dei nostri territori. Voglio invece essere solidale col sindaco di Oliena, da cui tutto mi divide politicamente (anche se ha votato per il PD alle primarie!), con tutti quegli amministratori che subiscono atti intimidatori, con tutti coloro che spesso, da noi, rischiano la vita per adempiere al proprio dovere.

Ma un simile imbarbarimento, una lotta politica che si trasforma in guerriglia urbana, mina alla base i principi di civile convivenza, di solidarietà, di civiltà. Oggi tutti, pilatescamente, cercano di tirarsi fuori dalle pesanti responsabilità che gravano come macigni sul loro modo di fare politica. Un quartiere della nostra città è stato messo a ferro e a fuoco da manipoli di fascisti resuscitati, da ultras da stadio assoldati (sono le parole del Questore di Cagliari ) e mescolati con la destra più impresentabile. Ma sono i mandanti di questi disordini a doversi giustificare per la devastazione che la città ha dovuto subire e per il clima di preoccupazione, se non di autentico terrore che ha pervaso la città in queste ore.

Prima di tutti il sindaco di Cagliari, il principale responsabile della produzione di rifiuti della nostra Regione, che ancora non è riuscito ad organizzare la raccolta differenziata, e che ha trovato il coraggio di lamentarsi delle precedenti amministrazioni, dimenticando che prima di Floris c'era sempre Floris, e prima ancora Delogu. Ha voluto utilizzare un problema irrisorio (lo smaltimento di 460 tonnellate di rifiuti urbani, meno di quanto la città da lui amministrata produce in un paio di giorni) per denunciare l'immagine turistica compromessa nel mondo. Ha consegnato al mondo l'immagine di una città egoista, violenta, ingovernabile. Vergogna!

Abbiamo visto deputati e senatori della nostra Repubblica negare i principi di solidarietà sanciti dalla nostra Costituzione e stimolare gli istinti più beceri e selvaggi al solo scopo di condurre una battaglia politica priva di idee e di risultati. Povero Mauretto, che dopo aver visto per la terza volta infrangersi il suo maniacale obiettivo di affondare il Piano Paesaggistico, ha sognato finalmente di affondare la nave che trasportava i rifiuti della Campania ed è finito affondato da una testata delle forze dell'ordine. Vergogna!

Abbiamo visto consiglieri regionali, alcuni dei quali membri del CdA del CASIC, struttura deputata allo smaltimento dei rifiuti a caro prezzo, e lautamente pagati, compromettere l'immagine di una Regione che in soli tre anni ha affrontato, e con ottimi risultati, il problema del trattamento dei rifiuti che mai era stato da loro affrontato. Vergogna!

Abbiamo visto Videolina - una televisione privata ma che riceve contributi pubblici - mandare in sovrimpressione, continuamente, un messaggio che invitava a concentrarsi sotto la casa del presidente della Regione, muniti di sacchetto della spazzatura. Vera istigazione a delinquere di cui, penso, dovrebbe occuparsi la Magistratura. Vergogna!

Abbiamo visto un giornale indipendente, L'Unione Sarda, che ci ha abituati alle più ridicole bufale, titolare a caratteri cubitali di improbabili sbarchi di bastimenti carichi di spazzatura, che avrebbero sommerso in un anno la nostra Regione. Ovviamente senza nessuna verifica e nessuna prova, ma col risultato concreto di seminare a piene mani odio, incertezze, paure. Vergogna! E vergogna per quei giornalisti che si prestano a queste ignobili manovre.

Mentre, a notte inoltrata, camminavo in questo terreno di battaglia disseminato di pietre, pali, vasi, spazzatura, ho fotografato il cartello stradale divelto “Piazza Paolo VI”, che qualche ora più tardi è stato portato via con macerie e rifiuti. Per decenni la città di Cagliari ha portato la macchia dell'aggressione al Papa. Per decenni i responsabili morali e materiali di una simile devastazione dovranno portarne la responsabilità.

* consigliere regionale della Sardegna, PD


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