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lunedì 14 gennaio 2008

La solidarietà non gratuita del Cavaliere
che lascia solo Pili sulle barricate
con l'invito a dare una mano nell'emergenza

di Raffaele Deidda

Le agenzie di stampa della domenica ci hanno regalato la notizia che Berlusconi ancora una volta ha spiazzato tutti: da Roccaraso - dove ha chiuso la festa azzurra sulla neve con un collegamento telefonico - ha fatto quello che già aveva fatto Prodi, lanciando un appello alle Regioni ed esortando tutti alla collaborazione per superare l'emergenza dei rifiuti campani.

Fin qui tutto come da copione o da deja vu, il Cavaliere è uno che ama stupire ed essendo anche uomo di cultura, trattandosi di fatti che riguardano Napoli, magari avrà pensato di parafrasare il grande poeta napoletano del barocco italiano Giovambattista Marino: «è del … Cavalier il fin la meraviglia, chi non sa fa stupir vada alla striglia».

Sarebbe bastata una telefonata a Mauro Pili da Antigua, anziché esporlo a quelle poco qualificanti performances al porto canale e soprattutto a quella poco delicata testata per cui il vice capo della squadra mobile di Cagliari dovrà «pagarla cara» (si veda il servizio del TG2 dell'11 gennaio).

L'appello alla solidarietà del Cavaliere, lanciato nel nome dell'interesse generale, non è comunque gratuito, altrimenti che caimano sarebbe il Berlusca? L'appello viaggia assieme alle dure accuse sulle responsabilità non solo degli amministratori campani ma anche di Romano Prodi, accusato di aver a suo tempo revocato l'incarico a Guido Bertolaso, il commissario nominato dal precedente Governo Berlusconi per attuare soluzioni strutturali al drammatico problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania.

Il Cavaliere ha a cuore soprattutto l'immagine dell'Italia, drammaticamente compromessa dalla situazione da terzo mondo verificatasi in Campania. Quindi, pur ribadendo che «chi non ha provocato questo disastro ed è rimasto ad assistere al disastro deve mettersi da parte» (questo l'abbiamo detto in tanti anche a sinistra senza attendere che l'Unto del Signore ci indicasse la via), per Berlusconi «non è possibile non risolvere il problema rifiuti solidi urbani e la solidarietà deve esserci, e tutti finiranno per darla, anche se deve essere come fatto transitorio e di emergenza». (Soru è avvisato, non se ne parla proprio di fare arrivare per un anno i rifiuti di Napoli in Sardegna nella misura di 750 tonnellate a settimana, come ha riferito L'Unione Sarda).

Comunque, prosegue il Cavaliere, «la situazione è talmente grave che dobbiamo tutti collaborare per superarla». Capito Pili?

Archiviata velocemente la quisquilia della munnezza campana con questo gesto di inattesa disponibilità che mette in serio imbarazzo i referenti sardi del PdL, il Cavaliere arriva alle cose ben più serie, al guicciardinesco “particulare”, ovvero il tornaconto personale, e tuona: «Massima apertura al confronto sulla legge elettorale, ma chiusura netta se il campo viene occupato anche da provvedimenti come la Gentiloni», il disegno di legge per la disciplina del settore radio-televisivo considerato dall'ineffabile fondatore di Mediaset «una decisione criminale».

Eccolo qui di nuovo, il nostro vecchio caimano. Per un attimo avevamo pensato che fosse davvero preoccupato dell'immagine dell'Italia e che volesse contribuire seriamente alla risoluzione del problema munnezza limitandosi a chiedere le dimissioni di Bassolino e di Prodi, magari ridicolizzando gli ultras sardi del PdL. E invece ecco la vera posta in palio: le televisioni!

Però, cribbio, potevano dirglielo prima a Pili che sui rifiuti campani il Capo aveva cambiato posizione!


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