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lunedì 14 gennaio 2008

Al Poetto per una stretta di mano solidale
Cittadini e qualche raro politico
al fianco di Soru nell'emergenza violenza

di Cinzia Isola

Una fetta di società civile si stringe intorno al presidente Soru. Scrittori, registi, artisti, ma soprattutto tanta gente comune. Centinaia di persone che, individualmente, si faranno largo tra la folla per stringere la mano al governatore. Al Poetto, per l'appuntamento organizzato ieri mattina da Legambiente c'è pure Pasquale Mistretta, l'inossidabile rettore dell'Università di Cagliari. E poi ci sono anche i politici. Ma, purtroppo, solo quelli vicini ideologicamente al presidente. E così la solidarietà espressa formalmente e solo da alcuni esponenti del centrodestra non trova riscontro fisico nella prima fermata del lungomare.

Anche perché la lodevole iniziativa promossa da Legambiente, in collaborazione con l'associazione “Progettare il futuro”, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dei rifiuti, alla fine, appare quasi un pretesto per manifestare piena e totale solidarietà a Soru. Del resto, la spiaggia, spesso immortalata come una vera e proprio discarica a cielo aperto, proprio ieri non brulicava di rifiuti. Certo, a spulciare sullo strato sottile della sabbia, qualche sacchetto azzurro degli ambientalisti è stato riempito. Ma il senso della giornata è tutto racchiuso negli interventi, alcuni anche accorati, delle persone accorse al Poetto per gridare al microfono di Legambiente lo sdegno per quel tragico venerdì di guerriglia urbana. Per dire no alla violenza ed esprimere sostegno al presidente minacciato, politicamente ed istituzionalmente, sotto la propria abitazione da ultràs ed estremisti di destra.

Una vicinanza rafforzata anche dalle ultime notizie che rivelano di uno sventato attentato ai danni della villa del governatore. «I cittadini sardi che hanno veramente a cuore l'ambiente ed il territorio non manifestano con atti vandalici e bruciando cassonetti ma contribuendo tutti i giorni a mantenere pulita la città», ha ricordato il consigliere regionale Chicco Porcu presente con la sua inseparabile bicicletta. «Sono qui e credo di rappresentare i 40mila studenti di Cagliari e dell'Isola», ha azzardato il rettore Mistretta. Che, nella peggiore delle ipotesi rappresentando anche solo se stesso, può ben dire: «La protesta non ha senso se diventa violenza. Soprattutto in questa città che è sempre stata ospitale nei confronti degli ultimi».

La gente tutto attorno ascolta e nei momenti di maggior coinvolgimento applaude. Anche davanti alla «paura e preoccupazione» espressa con voce flebile ma inflessibile dalla sociologa Anna Oppo. Che aggiunge fiera: «In discussione ci sono i principi democratici: sarei venuta qui anche per l'ex presidente Pili». Ai margini del banchetto allestito da Legambiente qualcuno ha ancora i guanti forniti dagli ambientalisti. mentre i bambini giocano al sole, più in là altri commentano ancora la guerriglia messa in scena da quelli che il questore di Cagliari ha definito ultras “prezzolati”.

Si respira rabbia e speranza in questa giornata di orgoglio civile. Per Vincenzo Tiana, «l'assedio che si è verificato davanti all'abitazione del governatore della Sardegna è stato un atto barbaro e ingiustificabile», e anche se in altre occasioni l'associazione ambientalista «si sarebbe mostrata nettamente contraria ad una importazione di rifiuti nell'Isola», in questo momento delicato, «per un principio di responsabilità non possiamo non accogliere la richiesta di aiuto di regioni in estrema difficoltà». Già da sabato era stata annunciata la presenza dello stesso Soru. Le voci si rincorrono per tutta la mattina e tutti aspettano il presidente. Senza spazientirsi. Anche perché «pare sia stato trattenuto da una visita a domicilio del vescovo», si affretteranno a spiegare gli organizzatori.

La spiaggia accoglie altri politici e curiosi. Alla fine, intorno a mezzogiorno e mezza, accolto da un lungo e caloroso applauso, Renato Soru, raggiunge i suoi sostenitori al Poetto. Sorridente ad ogni stretta di mano ha raggiunto il banchetto per dieci minuti. Senza tradire il suo stile misurato e conciso: «Non voglio minimizzare, ma voglio dimenticare in fretta», ha detto riferendosi ai fatti di venerdì notte. Prima di snocciolare, sempre a memoria, cifre, dati e successi che riguardano il tema dei rifiuti nell'Isola. Dal pubblico qualcuno chiede “informazione libera”. Il cielo diventa improvvisamente grigio pioggia. Ma Soru sorride ancora e alza le spalle: non può rispondere delle censure, delle disinformazioni dei media, di cui lui stesso è spesso oggetto. Poi vede le telecamere del Tg3: «Abbiamo qui il servizio pubblico: potrebbero mandare in onda le mie dichiarazioni interamente».


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