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lunedì 14 gennaio 2008

Interventi.

La faccia di bronzo del sindaco Floris
che per l'ambiente non ha mosso un dito

di Cristiano Montis

La polemica del centrodestra sardo di questi giorni sull'arrivo dei rifiuti campani avrebbe del grottesco, del ridicolo, dell'ipocritamente pretestuoso, se non avessi assistito a quello che - anche dal Bastione di Castello - si riusciva a vedere degli scontri e della follia (spontanea?) dei cosiddetti ultrà, di fronte alla villa di Soru, vicino alla basilica di Bonaria. Quello che ho visto non ha nulla a che vedere con la polemica politica: quello che ho visto è squadrismo, violenza smisurata rispetto al problema che si contestava.

Parto da alcune considerazioni quantitative, utilizzando il Rapporto sui rifiuti urbani 2006 della Regione Sardegna. Ogni anno noi sardi produciamo, nelle nostre case, circa 850.000 tonnellate di rifiuti (chiamati solidi urbani). Parallelamente, ogni anno vengono prodotti in Sardegna, in prevalenza dal tipo particolare di grandi industrie che abbiamo, circa 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Questo non da oggi ma da almeno 30 anni.

Da quando è stata eletta la maggioranza di centrosinistra che governa la Regione (nel 2004) si è passati dallo 0 al 20% di raccolta differenziata (nel 2007 si è arrivati al 30%), grazie ad una politica di premi e multe, voluta dall'ex assessore all'ambiente Tonino Dessì. In numeri, nel 2006 questa quantità di rifiuti raccolta separatamente ammontava a 170000 tonnellate.

Nel 2005 si svolse un referendum per impedire l'importazione di alcuni particolari tipi di rifiuti - fumi di acciaieria - utilizzati come materia prima da un'industria metallurgica (si parla di oltre 200.000 tonnellate/anno). In quell'occasione il centro destra si espresse per bocciare il referendum (come quasi tutte le forze politiche, esclusi gli indipendentisti), cioè per continuare a importare quel tipo di rifiuti, molto più pericolosi dei rifiuti urbani.

La stessa Sardegna, inoltre, esporta circa 600.000 tonnellate/anno di rifiuti speciali verso altre regioni. A questo si aggiunga che l'impianto di Macchiareddu che ha ricevuto le prime 500 tonnellate di rifiuti urbani dalla Campania ne tratta ogni anno circa 200.000 tonnellate tutte nostre.

Fatto questo quadro della situazione, si capisce come la quantità di 6000 tonnellate di rifiuti urbani che potrebe arrivare dalla Campania sarebbe veramente una quantità esigua per gridare all'emergenza ambientale: la Sardegna si può permettere di smaltirla.

La cosa che sorprende, che indigna e preoccupa è che a strumentalizzare la protesta, o meglio ad aizzare la protesta, siano personaggi politici di primo piano nel centrodestra come l'ex presidente della Regione Mauro Pili e il sindaco di Cagliari Emilio Floris, entrambi di Forza Italia.

Sul sindaco Floris mi voglio soffermare. Al di là del fatto ridicolo di aver mandato il vicesindaco, con tanto di fascia tricolore, e il capo dei vigili a notificare agli addetti del porto canale una delibera del Comune che vietava l'arrivo di rifiuti extra regionali nel suolo comunale - quando il molo di arrivo e l'inceneritore sono sul territorio di un altro comune - ciò che stupisce è la malafede.

Prima considerazione: il Comune di Cagliari si è fatto capofila della protesta contro l'arrivo dei rifiuti campani ma lo stesso Comune, come i cagliaritani ben sanno, non ha, da anni, nessuna volontà politica di far partire una seria raccolta differenziata, tanto che su 100.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotte ogni anno, solo 9.000 (il 9%) provengono dalla raccolta differenziata, con conseguenti multe di milioni di euro, che pagheranno i contribuenti.

La seconda considerazione riguarda l'inquinamento atmosferico. In assenza di una politica della mobilità che porti alla riduzione delle auto private, le centraline di rilevamento della qualità dell'aria cittadina segnalano valori d'inquinamento superiori a quelli rilevati dalle centraline poste in prossimità dell'inceneritore del Tecnocasic. Basta controllare i dati pubblicati dal Comune di Cagliari e i dati della Provincia per Macchiareddu.

Mi sembra perciò che il clima da tragedia e da guerra che si sta creando in questi giorni sia assolutamente pretestuoso e ipocrita da parte del centrodestra. Oltre che molto pericoloso: penso che troppi politici stiano facendo gli apprendisti stregoni, alzando i livelli dello scontro su piani non più civili.

Per quanto riguarda il governatore Soru, a parte la solidarietà personale per quello che è successo l'altra sera e l'approvazione per il gesto di accettazione dei rifiuti campani (ampiamente sostenibile e remunerata, fra l'altro), sarebbe opportuna un'operazione trasparenza: cioè informare i cittadini dell'esatta quantità di rifiuti che arriveranno.


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