l'altra voce.net


lunedì 14 gennaio 2008

Lettere.

La violenza va in scena a Cagliari
ma il copione è scritto per la platea nazionale

di Guido Bocchetta

La notte “pazza” di Cagliari era già scritta nelle cose, prima che succedesse. Perché dico questo? Perché la questione dei rifiuti napoletana pubblicizzata per una settimana in tv aveva creato in tutti una situazione emotiva fortissima. Le immagini delle immondizie accatastate per le strade che si confrontavano in diretta con i lazzi del talk-show politico hanno fatto crescere un rancore ancor più rabbioso nei confronti della Casta.

Cosa chiedeva il sentimento popolare? Che qualcuno pagasse per lo scempio, a partire dal governatore Bassolino. Niente di questo è avvenuto, a livello centrale, creando un sentimento ancora più profondo di distacco del Paese dai suoi governanti. Qualunque atto Soru si apprestasse a compiere, a sostegno della cosiddetta “emergenza” di Napoli, doveva fare i conti col fatto che quella emergenza era vista da tutti come malaffare e pessima politica. Perciò l'approdo di una nave coi rifiuti doveva essere preceduto da una informazione tempestiva e corretta.

Cosa doveva fare Soru? Comunicare. Con chi? Non certo con il Consiglio regionale o le altre forze politiche, di cui francamente non importa nulla a nessuno, ma coi cittadini sardi che lo hanno eletto. Doveva rivolgersi loro in tv per spiegare la necessità di questo sacrificio, documentando - come è stato costretto a fare due giorni dopo - le dimensioni dell'intervento e le nostre capacità di smaltimento. Tutte cose che i sardi ignoravano e che solo adesso stanno venendo a galla, rasserenando la situazione. È chiaro che nel vuoto dell'informazione, nascono i peggiori incubi.

L'emergenza immondizia a Napoli è faccenda ventennale, e, come l'Araba Fenice, risorgerà anche se venissero fatti gli inceneritori, se mai si faranno. Perciò nella mente di tutti i sardi è apparso l'incubo di una solidarietà forzata a schiavitù, un perenne, infinito tributo alle alchimie politiche di un Governo impopolare.

Che l'opposizione o gli indipendentisti cavalcassero la protesta era nelle cose. Che la polizia, schierata in assetto antisommossa sia andata per le spicce, per il centinaio di persone radunate da Gavino Sale, ha funzionato da detonatore il giorno seguente, quando un drappello di inconsapevoli teppisti sardi - il questore dice “prezzolati” - ha agito per la politica mediatica nazionale, onde mostrare la impopolarità delle scelte del Governo Prodi, non per contestare le scelte - criticate e criticabilissime - del governatore.

Spiace per i cagliaritani, ma sono stati vittime di un gioco molto più grande.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari