domenica 13 gennaio 2008
Interventi.
di Franciscu Sedda
iRS non accetta i tentativi di criminalizzazione e di delegittimazione di certa stampa così detta “democratica” o “indipendente” che continua ad associare iRS al centrodestra italiano, facendo finta di non conoscere la realtà dei fatti di questi giorni e il valore di quattro anni di attività politica di iRS alla luce del sole.
È ironico che chi oggi cerca di accomunarci a motivazioni e azioni della destra italiana, da cui iRS ha fin dall'inizio tenuto le distanze, è chi ieri ci blandiva e adulava quando davamo merito a Renato Soru di alcune sue azione positive.
È assurdo e offensivo che un dissenso democratico e motivato su scelte di governo, come è quello espresso da iRS, sia il pretesto per delegittimare un movimento popolare, per accomunarlo alla destra italiana e accusarlo di mancanza di credibilità. iRS rifiuta questo comportamento davvero anti-democratico, questo comportamento che va contro qualsiasi deontologia umana e giornalistica: iRS è un movimento non nazionalista e non violento e ha dimostrato anche questa volta, nelle azioni e nelle motivazioni, di non avere nulla a che fare con chi invece è esattamente nazionalista e (spesso, nelle esternazioni e nelle azioni) violento.
Se qualcuno fa finta di non sapere chi è iRS o non si sforza di capirne le scelte e le logiche, si metta semplicemente una mano sulla coscienza. Oppure rifletta se il giornalismo è il suo mestiere: negare il più elementare dovere di cronaca, che è quello di documentare che gli attivisti di iRS hanno fatto lotta nonviolenta e sono stati pesantemente pestati dalla polizia e di riportare che iRS non ha manifestato contro l'idea di solidarietà ma contro una costante logica di gioiosa immolazione della classe politica autonomista ad interessi esterni alla Sardegna, è lontano da qualunque seria prassi intellettuale e giornalistica, da qualunque prassi “civile”.
A patto che il giornalista o l'intellettuale non sia ormai altro che il passacarte di un partito di governo o degli interessi di un gruppo economico-editoriale. Ma a questo punto sarebbe onesto dirlo e fare politica o lavorare come P. R. nell'ufficio della sua azienda.
Dunque se qualcuno fa finta di non sapere chi è iRS o non si sforza di capirne le scelte e le logiche, noi, convinti della perfettibilità del genere umano, continuiamo a ripetere.
Il centrosinistra sardo protestò aspramente quando il governo di Berlusconi, e i suoi delegati sardi, volevano mandare scorie e rifiuti in Sardegna nel nome dell'interesse nazionale italiano; ora invece, in nome dello stesso “interesse nazionale” italiano, il centrosinistra accetta per primo e fieramente di portare rifiuti esterni alla Sardegna, mentre il centrodestra si erge a paladino dei sardi e della Sardegna.
Tutto questo non è assurdo e inquietante? Non è la spia di un problema più profondo? Per iRS è il segno che siamo governati da una classe dirigente che rinuncia continuamente alla sovranità dei sardi. Una classe dirigente autonomista che gioca sulla pelle della Sardegna per i suoi desideri di potere, per desideri di potere contingenti e italiani.
È così antidemocratica questa posizione? È così difficile da capire? Ditecelo, e ve la spiegheremo di nuovo.
* esecutivo nazionale di iRS
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