domenica 13 gennaio 2008
Il giorno dopo è quello della solidarietà: ma personale, nei confronti del presidente della Regione diventato un bersaglio. Sulla solidarietà nazionale, richiamata per spiegare la decisione di accogliere in Sardegna parte dei rifiuti provenienti dalla Campania, il centrosinistra isolano si era espresso a voce molto più bassa. Ora però, dopo le violenze sotto l'abitazione privata di Renato Soru, gli attestati di vicinanza si moltiplicano. Senza dimenticare le accuse - da parte di Rifondazione comunista e Sinistra democratica - nei confronti degli esponenti dell'opposizione, colpevoli quanto meno di aver fomentato i disordini. Numerosi anche i commenti che arrivano da oltre Tirreno: a iniziare da quello di Romano Prodi, che rilancia l'immagine del governatore, «un leader capace di prendere decisioni che devono essere un esempio per il resto del Paese».
L'eco degli scontri cagliaritani arriva sino a Malta, dove il presidente del Consiglio partecipa alle cerimonie per l'ingresso dell'isola-stato nella zona euro. Prodi dedica alla questione dei rifiuti tutta la conferenza stampa con i giornalisti italiani al seguito. E giudica «male, molto male» le proteste in Sardegna: «Noi siamo un paese civile che deve dare esempi di solidarietà». Gli stessi che sta dando il presidente della Sardegna, con «decisioni che sono sopportabilissime per l'isola», scandisce il capo del Governo. «Io sto lavorando perché il medesimo senso di responsabilità e solidarietà venga dato anche da altre regioni. Alcune hanno già risposto, altre stanno rispondendo».
Quello che deve finire sono le violenze: «Ci sono state altre tensioni perché una Regione ha dimostrato quel necessario spirito di solidarietà che tiene insieme ogni paese del mondo. E il suo presidente è stato oggetto di attacchi, di insulti, di proteste. È chiaro che è ora di parlare al paese: il governo è intervenuto sul problema dei rifiuti a Napoli cambiando le strutture di potere, organizzando una soluzione definitiva, dando i mezzi materiali e la potestà perché il problema sia risolto. Ho chiesto alle Regioni solidarietà, me n'è stata offerta un minimo e questa deve essere allargata, approfondita».
A Cagliari per un incontro sulla costituente socialista, il segretario nazionale dello Sdi Enrico Boselli esprime a Soru «tutta la solidarietà per l'aggressione» della notte scorsa. «Non ci può essere spazio per questi episodi in una regione così civile. Nessuna protesta può giustificare fatti del genere. Episodi come questi non sono altro che manifestazioni di teppismo e violenza da respingere in modo netto». Di «forme di squadrismo politico assolutamente inaccettabili» parla Gavino Angius: «Vorrei che tutte le forze politiche autonomiste sarde esprimessero la loro condanna per ciò che è accaduto: si è trattato di un modo barbaro e incivile di esprimere il dissenso».
Dello stesso tenore il commento del capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli: «La violenza di tipo squadrista nei confronti del presidente Renato Soru va condannata con forza. È indecente la pressione cui è sottoposta la Regione Sardegna per essersi attivata nella solidarietà nei confronti dell'emergenza in Campania». Dal capogruppo del Pdci Pino Sgobio un appello a Giuliano Amato: «Il ministro dell'Interno si attivi immediatamente al fine di fare piena luce su quanto avvenuto ieri notte davanti all'abitazione del presidente della Regione Sardegna. Le dichiarazioni del questore di Cagliari, che ha parlato di “teppisti pagati”, quanto riferito da numerosi testimoni, da alcuni giornalisti e quanto dichiarato dallo stesso Soru, a cui va tutta la nostra solidarietà, meritano un'indagine accurata e approfondita».
Dentro i confini regionali batte un colpo il presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu. Prima di tutto sulle violenze e sugli scontri di piazza: «Sono in ogni caso da condannare quelle azioni di teppismo che niente hanno a che vedere con forme di dissenso civile e le intimidazioni alle persone che ci fanno precipitare nella barbarie e non possono essere tollerate». Poi, fuori tempo massimo, sulla decisione di far arrivare nell'isola i tir carichi di rifiuti dalla provincia di Napoli: «È un atto di civiltà e di grande responsabilità cui il popolo sardo è chiamato e che saprà onorare come ha sempre fatto nei momenti più difficili del nostro paese». Tutto con un invito alle parti politiche per il superamento «della polemica ancorché fondata su condivisibili ragioni di metodo che avrebbero prodotto una maggiore informazione e coinvolgimento dei soggetti istituzionali interessati».
Chi non usa mezze misure è il segretario di Rifondazione Comunista Michele Piras, che punta il dito verso gli esponenti politici del centrodestra: «I fatti vergognosi» della scorsa notte «dimostrano ancora una volta che con questa destra, che sobilla e finanzia le squadracce neofasciste, non è possibile alcun dialogo: la violenza è stata sostenuta apertamente e volutamente organizzata dai massimi vertici regionali della CdL». Tutti e nessuno escluso, «a partire dal sindaco di Cagliari e da tutti quei teatranti del populismo che in questi giorni si sono trasformati da parlamentari della Repubblica improvvisati in ultras, incapaci persino di esprimere una parola di condanna».
Sulla stessa linea Sinistra Democratica. In un documento firmato dal coordinatore regionale Massimo Zedda, dalla coordinatrice provinciale Federica Grimaldi e dal vicepresidente in Consiglio comunale Giorgio Cugusi si condannano «i gravissimi episodi di violenza teppismo e devastazione che hanno caratterizzato la notte tra venerdì e sabato». «Cagliari, città civile e, si vorrebbe, “capitale nel Mediterraneo”, ha vissuto la sua peggiore giornata da diversi decenni a questa parte, e un crollo della sua immagine cui non sarà facile porre rimedio. Gravissima è, nella circostanza, la responsabilità assunta dalle forze del centrodestra e, purtroppo, dallo stesso sindaco della città, che con il sostegno di alcuni organi di informazione-disinformazione, hanno per giorni attizzato l'odio e il più becero razzismo: questi uomini e queste componenti recano tutta intera la vergogna per l'accaduto e senso del decoro istituzionale e dignità personale imporrebbero l'ammissione delle proprie responsabilità e, nel caso del sindaco Floris, le immediate dimissioni. Tanto più in quanto Cagliari è città ultima nella raccolta differenziata».
In area Pd il primo a parlare è il presidente Roberto Deriu: esprime «la più ferma condanna per le vergognose intimidazioni di sapore squadristico subite dal presidente Renato Soru». È una condanna «senza condizioni, perché gli atti e le azioni si sono collocati al di fuori della dialettica politica e dell'auspicabile confronto politico: la Sardegna civile non tollera questo genere di azioni, considerandole indegne e meschine».
Solidarietà arriva anche dall'assemblea regionale del Partito democratico, riunita per l'insediamento delle commissioni di lavoro: «Piena e totale solidarietà al presidente per i violenti e incivili attacchi che sta subendo in queste ore sia da parte di teppisti, che evocano i brutti ricordi delle squadracce fasciste, sia da parte di esponenti del centrodestra che hanno freddamente deciso di strumentalizzare un gesto di solidarietà nazionale senza porsi il problema degli effetti che questo loro comportamento avrebbe potuto produrre». Una scelta condivisa, anche in questo caso con un ritardo inspegabile: tanto nei contenuti quanto nelle modalità di aiuto, «limitato nel tempo e irrisorio nella quantità di rifiuti da smaltire, che non produrrà alcun danno o problema all'operatività del trattamento del ciclo dei rifiuti prodotti in Sardegna».
Quindici firme, di politici e intellettuali, per un unico messaggio: «Gli episodi di teppismo in prossimità della casa del presidente Soru sono il segno inequivocabile del degrado del confronto democratico e del rifiuto di una scelta pubblica, coraggiosa e responsabile» doverosa «in quanto parte costitutiva della Repubblica: attaccando Renato Soru non solo è stato colpito il presidente della Regione, ma con lui l'intera Sardegna. La nostra solidarietà è totale ed è per la difesa più efficace di quei valori di accoglienza e solidarietà di cui la nostra regione è capace e che orgogliosamente riconosciamo nelle scelte fatte in questi giorni». Tutto firmato da Maria Antonietta Mongiu, Gianmario Demuro, Caterina Pes, Giovanna Cerina, Stefano Pinna, Chicco Porcu, Marcello Fois, Alessandro Frau, Rosanna Rossi, Elio Corda, Giovanni Pirodda, Gianluigi Gessa, Serena Russo Ricchi, Alessandro Aresu e Mario Bruno.
Pochi dubbi anche per Giampaolo Diana: «Un fatto intollerabile» sottolinea il segretario della Cgil sarda «che, purtroppo, potrebbe essere stato innescato - anche se involontariamente - proprio dai toni aspri con cui, soprattutto il centro destra, ha improntato la polemica legata all'arrivo della prima nave di rifiuti dalla Campania». Certo, «la delicatezza del tema rifiuti avrebbe anche dovuto portare il presidente a coinvolgere immediatamente le forze politiche, le istituzioni e le amministrazioni nella scelta. Ciò non toglie che, dal momento che l'emergenza della Campania è diventata nazionale, è auspicabile che tutte le regioni d'Italia che possono tecnicamente smaltire una parte dei rifiuti campani, diano un contributo».
Intanto, su richiesta del centrosinistra, il Consiglio comunale di Cagliari si riunirà domani in seduta straordinaria e urgente per discutere le violenze accadute in città: gli esponenti dell'opposizione sollecitano il sindaco a riferire in aula sugli incidenti e auspicano «un pacato dibattito sull'intera vicenda, sulle cause e sulle conseguenze: le violenze scatenate in città mettono in evidenza i rischi che si corrono quando la polemica politica trascende il confronto civile. Le opposizioni ritengono doveroso che il Consiglio comunale condanni ogni forma di violenza materiale e morale e offra il suo contributo determinante a ricondurre il dibattito a livelli di civiltà consoni al ruolo di Cagliari».
(AGI/red)
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