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sabato 12 gennaio 2008

Raccolta differenziata al 30 per cento,
crollo del conferimento in discarica
Piano rifiuti, Sardegna virtuosa del Sud

Risultati, numeri e prospettive: il sistema della gestione dei rifiuti in Sardegna funziona e migliora con il tempo, almeno a guardare i dati diffusi ieri dalla Regione. Riguardano i passi in avanti compiuti in tre anni con il piano di gestione del solido urbano messo in campo nel 2005 e gli obiettivi stabiliti dalla sua nuova versione approvata dalla Giunta due settimane fa: parlano, per il presente, di un risparmio di 200mila tonnellate di spazzatura nelle discariche isolane ottenuto con la raccolta differenziata «passata dal quasi zero del 2004 al 27 per cento del 2007, con il 30 per cento nell'ultimo trimestre».

Una percentuale che continuerà a salire - si prevede - sino al «70 per cento del 2012» con appena 91mila tonnellate in discarica» per quella scadenza. «Stime prudenziali», chiariscono il presidente Renato Soru e l'assessore all'Ambiente Cicito Morittu, che vanno però «oltre i parametri nazionali perché miriamo a diventare i più virtuosi in Italia».

Certo, «è una presentazione spinta dalla contingenza», data dal dibattito sui rifiuti provenienti nell'isola dalla Campania, «ma si sarebbe fatta comunque, anche senza il fenomeno mediatico e strumentalizzato» di queste ore: in ogni caso calza a pennello per ribadire come «a fronte di un risparmio di 200mila tonnellate di rifiuti nelle discariche sarde si può dare una mano a chi è in difficoltà per qualche migliaio di tonnellate, pari al 2 per cento di quel risparmio».

Probabilmente sarebbe stato più utile presentarlo ancora prima: quei numeri sono la dimostrazione che il sì immediato di Soru alla richiesta del Governo per lo stoccaggio dell'immondizia partenopea non era da primo della classe ma aveva dietro un ragionamento importante. Forse non avrebbe disinnescato le strumentalizzazioni ma avrebbe tolto qualche appiglio ai contestatori più accaniti.

Il prossimo obiettivo è il 40 per cento di rifiuti differenziati a livello regionale: «Facilmente raggiungibile nel 2008, quando il servizio partirà nelle grosse città, da Cagliari a Oristano sino ad Alghero e Olbia». Barra dritta per gli anni a seguire: 50 per cento nel 2009, 60 nel 2010, 65 nel 2011 sino al 70 per cento fissato per il 2012. Livelli impensabili sino nel 2004, quando la percentuale era vicina allo zero e quando l'allora assessore Tonino Dessì - «di questo lo ringrazio», dice Soru - mise in piedi il primo piano di gestione dei rifiuti urbani.

In mezzo c'è il presente: attualmente «vengono prodotte in Sardegna 860mila tonnellate di rifiuti l'anno, un dato che ha iniziato a calare nel 2005». Se prima «quasi tutto veniva portato in discarica, circa 717mila tonnellate», ora se ne conferiscono «solo 522mila. E nel 2008 ce ne porteremo 100mila in meno: significa che in tre anni, grazie al comportamento virtuoso delle amministrazioni e dei cittadini, avremo dimezzato quella quantità». Nel 2012, con la differenziata al 70 per cento, «solo l'11 per cento finirà in discarica»: il resto sarà recuperato in termini energetici con i termovalorizzatori, per cui è previsto «la ristrutturazione degli impianti esistenti, sino a 250mila tonnellate e con emissioni minori».

In tutte le province «ci sarà una discarica e la raccolta differenziata», senza dimenticare «gli impianti di selezione meccanica, in grado di fare la selezione dei rifiuti» per far sì che «niente arrivi in discarica o nei termovalorizzatori senza trattamenti preventivi». Su tutto il territorio, poi, saranno presenti punti di stoccaggio per favorire il sistema del riciclo e favorire le diverse filiere. Alcune già completate: è il caso della carta, con una cooperativa isolana che produce quaderni e buste da materiali di recupero; della plastica, «con un impianto a Macchiareddu che lavora le scaglie e uno nel Sulcis che le riutilizza per i propri prodotti; dei pneumatici, «di cui si recupera il cordino in acciaio e la gomma, riutilizzata per il bitume degli asfalti drenanti. Manca il vetro, per cui «abbiamo il pretrattamento ma non la vetreria: ma faremo in modo di chiudere anche questo cerchio».

È una «situazione virtuosa di cui dobbiamo andare orgogliosi», ha detto Soru. Sarà migliorata, nelle prossime settimane, con la predisposizione «in ogni comune di un'isola ecologica, per lo smaltimento civile e gratuito degli inerti. Saranno eco-centri finanziati dalla Regione, così come la loro custodia: un modo per creare anche nuovi posti di lavoro».

(ma. mu.)


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