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sabato 12 gennaio 2008

Il tricolore da arrotolare quando non serve
Sconfitta la linea dell'egoismo
di un centrodestra finto ambientalista

di Antonio Piras

Fortunatamente ha prevalso la Sardegna della solidarietà rispetto a quella dell'egoismo e dell'intolleranza, aizzata in maniera veemente da un'informazione locale a senso unico.

È parzialmente comprensibile il disappunto di IRS: secondo il punto di vista - coerente - di Sale e cumpanzos, la Sardegna nulla ha a che fare con l'Italia; essi ritengono che questi rifiuti siano stati importati da un Paese straniero. È deprimente, invece, constatare come il centrodestra, pronto a sfoggiare dovunque il tricolore e a inserire in ogni propria manifestazione l'inno nazionale, mostri, in ogni occasione, di ignorare cosa significhi essere un unico popolo ed essere pronti ad aiutarsi vicendevolmente nelle situazioni di difficoltà.

Avrebbero potuto risparmiarsi quel finto e patetico attestato di solidarietà espresso in conferenza stampa alla popolazione campana sommersa dai rifiuti: è il momento dei gesti concreti, non dell'ipocrisia. Se anche si volesse colpire Bassolino, lo si potrà fare solo dopo che sarà stata risolta questa tragica situazione che ha disonorato il nostro Paese di fronte all'Europa intera.

Che colpa hanno di questa condizione quei cittadini che magari non hanno votato per Bassolino, che nulla hanno a che fare con gli affari della camorra e che sono costretti a pagare gli errori di altri? Cosa direbbe Mauro Pili se, per colpa di Soru, si trovasse, impotente, a dover sopportare, di fronte alla propria casa, una montagna alta tre metri di bustoni maleodoranti, impossibili da rimuovere senza l'intervento di terzi? Come si sarebbe sentito l'on. Pili se, in una simile eventualità, il resto d'Italia gli avesse negato aiuto e lo avesse costretto a vivere per mesi in condizioni da epidemia?

Si notano anche altre contraddizioni, in questi comportamenti. Si può osservare come il centrodestra faccia un uso a corrente alternata dei valori cristiani, ad esempio. Di questi, infatti, si sente parlare quando si tratta di negare diritti ad alcune minoranze, o quando si tenta di instaurare legislazioni quasi medievali in materia scientifica o etica; qualora, invece, sorga la necessità di dimostrare concretamente cosa significhi essere cristiani, e cioè aiutare il prossimo in difficoltà, casualmente questa tensione mistica viene meno: il caso dei rifiuti è l'ultimo esempio di una lunga catena; si pensi, per tutte, alla questione immigrazione.

Che dire, poi, del disappunto mostrato per l'intervento della polizia? Come sono dure, le manganellate, se ci colpiscono in testa! Eppure, quando i bersagli delle botte sono stati gli inermi ragazzi della caserma Diaz al G8 di Genova la solidarietà di forzisti e soci non è stata altrettanto calorosa; né, come sarebbe stato opportuno, si è avuta l'onestà intellettuale di accostare la nostra polizia alle forze dell'ordine sudamericane (ardito paragone abbozzato ieri sera da parte di un esponente del centrodestra sardo ai microfoni di Videolina).

E ancora, sorprende che d'improvviso i cosiddetti “azzurri” si ricordino dell'importanza del nostro ambiente, paventando che possa essere messo in pericolo da un quantitativo di rifiuti urbani che in Sardegna si produce, normalmente, in due-tre giorni; quanto era stato assordante, invece, il silenzio, quando si parlò dello sfrontato progetto del governo Berlusconi, datato 2003, che voleva rendere - in quel caso sì - la Sardegna pattumiera d'Italia, mediante il trasferimento di ingenti quantità di scorie radioattive; e quanto viene disprezzato, quello stesso patrimonio ambientale, quando si cerca con ogni mezzo di consentire nuovamente a palazzinari senza scrupoli di devastare le coste, come è stato fatto liberamente per decenni.

Se avesse davvero a cuore il problema ambientale, il centrodestra dovrebbe iniziare a preoccuparsi constatando che il Comune di Cagliari non si decide ad attuare seriamente la raccolta differenziata, unico strumento che consente davvero di rimediare drasticamente al problema dei rifiuti.

Ancora una volta, insomma, il centrodestra dimentica che la nostra, amata, Costituzione, ultimo baluardo a protezione della politica degli slogan, afferma che «la Repubblica richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». È difficile, peraltro, spiegare concetti simili a chi ha cercato, con una scellerata riforma costituzionale bloccata in extremis dal referendum del 25 giugno 2005, di suddividere nuovamente l'Italia in tanti piccoli staterelli.

Aiutando la Campania, i sardi hanno dimostrato di non ispirarsi a modelli del calibro di Calderoli e Borghezio; qualcuno, peraltro, l'ha fatto; ma, per favore, la finisca di agitare ipocritamente la bandiera tricolore, simbolo di un'unità nazionale che per alcuni esiste solo quando fa comodo.


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