sabato 12 gennaio 2008
di Nino Nonnis
È alto, è nato a Sanluri, sta facendo retrocedere il Cagliari: quattro caselle orizzontale.
Boh! Fosse 5 caselle sarebbe Fortin, o Conti. Pepe no, perché l'abbiamo venduto.
È sardo, finisce con u, brusciu è troppo lungo, vediamo con i verticali, dunque, ecco, inizia con esse, e questa è una o, So, So... Soru. Soru?! E io che per un attimo avevo pensato a Pili, ma quello ha fatto retrocedere la Sardegna, anche se ha cercato di spacciarla per la Lombardia.
Il Cagliari in B è storia di lunga gestazione, arrivata a conclusione. Cellino ha fatto come certi nobili, che a poco a poco si mangiano il patrimonio, case, terreni, castelli, tenendosi a galla in società sino allo sfascio finale. Qualche anno fa dissi: se Suazo fa il mostro ci salviamo. L'anno dopo: se Suazo si ripete ci salviamo. L'anno successivo: se Suazo fa Suazo ci salviamo.
Quest'anno ho detto: andiamo in B. Ma l'ho detto alla preparazione, durante e dopo. Ora non è neanche pronostico tecnico, è constatazione banale. Prima gli avversari avevano paura di sbilanciarsi, per non lasciare spazi all'honduregno e alle doppie ammonizioni. Adesso ci raddoppiano allegramente e noi non abbiamo palleggiatori. La memoria ci rimanda immagini di Matteoli che tiene palla, nascondendola sotto la maglia, Francescoli che tiene a bada una difesa per far salire la propria squadra.
Abbiamo preso giocatori a parametro zero, reduci da infortuni pesanti, non erano ristrutturabili e nessuno li vuole, manco per scambi. Molti giornalisti per tanto tempo hanno detto che la squadra meritava, che non era male, che aveva perso 10 partite sempre a testa alta, a parte tre o quattro capitomboli. Buono questo buono quello, facevi la somma e i conti non tornavano. Adesso gli stessi fanno gli esperti della constatazione negativa obbligata.
Fortin, sempre riserva in carriera, diventa titolare per nomina, e al decimo indugio diventa improvvisamente precario. Conti presidia 4 metri quadri, non palleggia e fa tic toc. Peccato, perché si impegna, ma è lento. Qualcuno lo aveva segnalato per una convocazione in nazionale. Ci teniamo D'Agostino, che non segna manco a crick sottoporta e non sa crossare; abbiamo avuto Conticchio, scatto di due metri e frenata, solo che non è Rosina, è un centrocampista. Tutte mezze figure date via dalle altre società, broccoloni che Suazo esaltava.
Abbiamo fatto quest'anno quello che andava fatto da tempo: l'acquisto di giovani promesse da mettere alla prova senza fretta e pretese immediate. Tutto si reggeva con Suazo e si resse su Zola, che Cellino non voleva cartellinare per il secondo anno in A. Mistero umano, non potendo essere mistero tecnico.
Non riusciamo a vendere bene nessun giocatore, perché non possiamo, e a ben vedere anche Suazo è stato dato via a un prezzo neanche troppo alto, per il suo valore.
Speriamo che finisca qui. A meno che non provi più gusto per una partita d'alta classifica: Cagliari-Treviso.
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