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sabato 12 gennaio 2008

Gian Antonio Stella: «Atto di generosità,
coraggioso e impopolare: bravo Soru»
Bellu: «Destra e disordine, solo slogan»

Sulla situazione che si è creata in Sardegna e sulla valutazione della scelta di Renato Soru, abbiamo sentito due noti giornalisti dei maggiori quotidiani italiani: Gian Antonio Stella, inviato speciale del Corriere della Sera e scrittore di successo (autore tra l'altro de “La casta”), che si è occupato spesso di clamorose questioni sarde, e Giovanni Maria Bellu, inviato speciale de la Repubblica e autore di alcuni libri di grande impegno civile e sociale. Ecco le valutazioni che hanno espresso per l'AltraVoce.

Gian Antonio Stella: «Credo che fare buona politica comporti anche la capacità di fare scelte difficili, anche impopolari. Chi lo fa, va apprezzato, specie davanti a un'emergenza terribile come quella di Napoli. Che non è solo responsabilità del centrosinistra. Prima di Bassolino, il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti è stato Rastrelli, presidente di An per cinque anni. Il governo Berlusconi ha avuto tutto il tempo che voleva per nominare chiunque, magari un nazista, per sbloccare la situazione. Non ha cambiato la situazione e dunque ha la sua quota di responsasbilità. Quelle di gran lunga maggiori ricadono sul centrosinista ma è ridicolo dire che sono esclusivamente sue».

«Perciò somo indecorose certe reazioni della destra che per cavalcare la tigre dello scontento scarica tutto sugli altri. Sacrosanto chiedere che Bassolino se ne vada ma altro è scatenare una reazione demagogica a senso unico, come assaltare o cercare di bloccare le navi con i rifiuti, usate per sbloccare una situazione catastrofica non per Bassolino ma per i napoletani e tutta l'Italia. Credo che assumersi una parte di responsabilità nazionale, come ha fatto Soru a nome della Sardegna con grande generosità, susciti un'eccellente impressione. Come cittadino lo ritengo un atto di valore».

«Allo stesso modo, apprezzo il sindaco di Salerno, De Luca, che dice: «Datemi un bruciatore, faremo la nostra parte». Non come tanti sindaci che rifiutano tutto e vogliono che la mondezza dei loro Comunui debba esser bruciata altrove. Davanti a questi atteggiamenti irresponsabili, allora dico “viva De Luca, viva Soru”, perché si prendono le loro responsabilità, rischiando».

Giovanni Maria Bellu: «In premessa direi questo: che problema possono costituire poche tonnellate di spazzatura per una regione che da anni ospita il Billionaire? Ma siccome il tema del dibattito non sono i tanti significati del termine “spazzatura” ma la rivolta della monnezza, devo aggiungere d'essere rimasto sorpreso per la sproporzione tra gli aspetti concreti del problema e le reazioni. Mi è sembrato di capire che i leader delle barricate sono contro l'arrivo della spazzatura in quanto tale, indipendentemente dalla quantità, dalla possibilità per gli impianti sardi di smaltirla. Cioè rifiutano a priori la spazzatura e ne fanno un simbolo».

È un atteggiamento spiegabile in un movimento indipendentista minoritario che tenta di trovare spazi di visibilità, è singolare da parte di esponenti politici che hanno governato la Regione e che ambirebbero tornare a governarla. È allarmante vedere esponenti di importanti assemblee elettive che creano problemi di ordine pubblico per ragioni di pura propaganda. Come se non fossero paghi dei mezzi di comunicazione di massa controllati dalla loro parte politica. O, a pensarci bene, forse lo fanno proprio perché contano sul fatto che quei giornali, quelle televisioni, li asseconderanno: non daranno le cifre del problema ma si limiteranno a registrare gli slogan. Tutto questo è francamente penoso».

(gm)


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