sabato 12 gennaio 2008
Pareva il ritorno alle normalità per tutta la giornata, dopo la tumultuosa gionta di ieri. Ma a notte, una nuova fiammata di guerriglia di estremisti e ultras di estrema destra col passamontagna: all'attacco della casa di Renato Soru, che notoriamente non è sorvegliata né protetta per volontà dello stesso presidente. Si badi bene: non c'entrano assolutamente gli indipendentisti, sono solo squadristi di estrema destra che per tutta la giornata hanno organizzato l'assalto, convocando i militanti con un tam tam di sms. Un attacco annunciato e che in tarda serata ha dato luoghi a scontri - di nuovo ricercati, voluti e premeditati - con le forze di polizia.
Delle ore drammatiche dell'altro ieri, per tutta la giornata erano i rimasti i cascami dell'assedio al traghetto, gli strascichi giudiziari, la mondezza sbarcata e incenerita in poche ore al Tecnocasic: figurarsi quale terribile emergenza. Solite parate politiche e consiliari, richiesta di dimissioni di Soru e Amato da parte del Polo (dopo Bassolino, Russo Jervolino e Pecoraro Scano), annuncio di azioni giudiziarie. Tutto più o meno entro le righe. Poi, poco prima delle 23, scatta la violenza innescata dai molti che hanno voluto esasperare gli animi e messo in moto una spirale irresponsabile. Ecco la ricostruzione dei fatti salienti delle ultime 24 ore, riassunti nei lanci dell'Agenzia Italia.
In una conferenza stampa svoltasi ieri mattina, i gruppi di opposizione in Consiglio regionale e parlamentari sardi del centrodestra hanno chiesto le dimissioni del ministro dell'Interno Giuliano Amato e attaccato duramente il presidente della Regione, Renato Soru, per «non aver condiviso con le autorità locali la decisione di portare in Sardegna i rifiuti di Napoli». «I sindaci - ha spiegato il primo cittadino di Cagliari, Emilio Floris - sono stati convocati solo ieri alle 19 con una modalità inaccettabile, tanto che lo scontro istituzionale che si voleva evitare è stato invece creato». Commentando la notte di disordini, il sindaco ha parlato di «disinformazione totale». «Sono stato al porto canale e ho visto decine di persone manifestare in maniera assolutamente civile, senza nessun tentativo né di rissa né di violenza nei confronti delle forze dell'ordine che, al contrario, hanno reagito in maniera molto più dura».
Secondo il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio La Spisa, «Soru si è appiattito sulle posizioni del governo nazionale che non ha esitato ad usare la forza pubblica contro una manifestazione pacifica; per questo sia lui che Prodi meritano l'isolamento totale. La nostra presenza fisica di ieri aveva un significato politico per manifestare l'opposizione a un atto devastante del presidente della Regione che ha effettuato scelte senza consultare le istituzioni locali».
«Non abbiamo avuto modo di confrontarci, vista l'emergenza. Oggi si è riunita la segretaria del Pd, anche per affrontare gli ultimi sviluppi, e la posizione del partito sarà spiegata in un comunicato stampa». Il consigliere regionale del Pd Siro Marrocu ha risposto così - a margine della conferenza stampa convocata in Consiglio regionale a Cagliari per illustrare la manovra finanziaria 2008 - alla domanda di un cronista che chiedeva chiarimenti sulla linea della maggioranza di centrosinistra in merito alla questione rifiuti.
A chi chiedeva se non ci fosse stato un difetto di comunicazione e informazione nel modo in cui la Regione ha gestito la vicenda dello sbarco al porto canale di 500 tonnellate di rifiuti campani, l'esponente di Progetto Sardegna Chicco Porcu ha risposto che «si tratta di un problema di emergenza». «Quello dei rifiuti», ha aggiunto Marrocu, «è un tema che comunque affronteremo senza farci trascinare dall'emotività del momento, ma concentrandoci sugli strumenti di pianiicazione come i piani sui rifiuti».
L'ex capogruppo dei Ds non ha risparmiato critiche all'atteggiamento tenuto ieri dal centrodestra: «Considero un'esagerazione quello che è successo ieri, soprattutto in un'isola, come la Sardegna, che esporta 450 mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi. La solidarietà che la Sardegna ha dimostrato accogliendo i rifiuti non era indirizzata al governatore campano o al sindaco di Napoli ma ai ragazzi e alla popolazione della Campania. Il centrodestra ha esagerato, dimostrando non una cultura di governo ma solo la volontà di strumentalizzare per finalità politiche lo stato d'animo delle popolazioni. Stiamo parlando di 500 tonnellate di rifiuti, un modo per dare un segnale sulla disponibilità della Sardegna anche alle altre Regioni».
«Ho espresso personale e piena solidarietà al presidente provinciale di An di Cagliari, il consigliere regionale Antonello Liori, che ha subito insieme ai militanti di Azione Giovani cagliaritani ingiustificate percosse per aver contestato il trasporto di rifiuti campani in Sardegna». È quanto ha dichiarato il parlamentare Maurizio Gasparri, dell'ufficio politico di An. «I giovani militanti della destra hanno voluto esprimere la rabbia di chi contesta una politica come quella di Soru, che ha portato alla chiusura di impianti e di aziende in Sardegna, al divieto di sviluppare l'industria turistica ma poi vuole trasformare la Sardegna nella pattumiera privata di Bassolino. Le scelte di Soru - afferma Gasparri - sono inaccettabili perché è Bassolino che si deve assumere le proprie responsabilità. Ma del resto il presidente della Regione campana gode di una incredibile impunità. La procura di Napoli si occupa di vallette invece di seguire il consiglio del direttore Feltri che giustamente invoca le manette nei confronti di quanti hanno devastato la Campania».
«Abbiamo rispettato quanto previsto dalla legge dopo l'intimazione a lasciare libero il varco. Si è dovuto provvedere con l'uso della forza, che è stato molto professionale tant'è vero che non c'è stato alcun ferito ma solo qualche leggero contuso». Il questore di Cagliari Giacomo Deiana risponde in questo modo alle accuse degli esponenti del centrodestra che hanno protestato al porto canale. Al momento sono 45 le persone fermate che verranno denunciate sicuramente per resistenza a pubblico ufficiale ma è possibile che debbano rispondere anche di interruzione di pubblico servizio e manifestazione non autorizzata. Consiglieri regionali e parlamentari hanno parlato di «attacchi a manifestanti pacifici» ma il questore afferma invece che se avessero rispettato le intimazioni a lasciare libero il passaggio dei camion «tutto questo non sarebbe avvenuto».
Deiana spiega che «si è cercato di evitare danni alle persone e alle cose» ma «quando ogni opera di convincimento si è rivelata inutile, è stato necessario usare le misure previste per ripristinare la legalità». Al momento non è stata adottata alcuna misura particolare nel porto canale di Cagliari perché, ha spiegato Deiana, non sono previsti altri sbarchi, almeno nell'immediato. Se verrà segnalato l'arrivo di altre navi provenienti dalla Campania, ha aggiunto, prenderemo le misure del caso. La situazione comunque è sotto controllo in ogni momento. Il questore ha precisato che «molte persone protestavano civilmente ma in mezzo a queste c'erano altri che non avevano intenzioni pacifiche e per questo è stato necessario intervenire».
Con la nave approdata dalla Campania nel porto industriale di Cagliari sono giunte 432 tonnellate di rifiuti, smaltite ieri nell'impianto Tecnocasic di Macchiareddu. Si trattava per il 30 per cento di rifiuti organici, che sono finiti nell'impianto di compostaggio, mentre il restante 70 per cento è stato bruciato nei forni. Il direttore della Tecnocasic, Mario Murgia, ha spiegato che l'operazione non ha creato alcun problema tecnico e ha precisato che, al momento, «non è stata chiesta alcuna disponibilità per i prossimi giorni».
«L'impianto Tecnocasic - ha aggiunto - è in grado di smaltire 200 mila tonnellate all'anno di rifiuti solidi urbani e 30 mila tonnellate di rifiuti industriali. Lo smaltimento di 6-7 mila tonnellate in più non creerebbe grossi problemi tecnici ma dovrebbe essere programmato. L'impianto, che ogni giorno tratta 600 tonnellate di rifiuti provenienti da Cagliari e hinterland, potrebbe pertanto, in caso di nuovi conferimenti, smaltire ulteriori 50 tonnellate al giorno per l'intero anno solare. «Si è trattato di un'operazione da 100 mila euro - ha spiegato il direttore - e, se venisse applicata la tariffa massima prevista in questi casi, si potrebbe avere un guadagno al massimo di 30 mila euro».
In un incontro a Cagliari con il presidente Renato Soru e l'assessore all'Ambiente Cicito Morittu, gli amministratori dei territori in cui operano alcuni dei principali impianti di smaltimento rifiuti hanno valutato diverse ipotesi per lo smistamento dei carichi che dovrebbero arrivare dalla Campania. Sono state rinnovate le disponibilità di Ozieri, Villacidro e delle province di Cagliari e Sulcis di accogliere parte dei rifiuti. Secondo quanto riferito dall'assessore provinciale all'Ambiente di Oristano, Pierfrancesco Garau, Soru ha annunciato agli amministratori locali che in Sardegna arriverà un numero massimo di dieci navi. «Da un semplice calcolo, dato che la prima nave arrivata ieri ne conteneva 550-600 tonnellate», stima Garau, «si arriva così a un totale di 5.500-6.000 tonnellate, benché Soru non abbia esplicitamente citato questa cifra».
Il deputato di Alleanza nazionale Carmelo Porcu ha annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Giuliano Amato, in merito all'atteggiamento definito «aggressivo» delle forze dell'ordine che hanno sgomberato con la forza l'area portuale di Cagliari per permettere lo scarico dei tir che trasportavano i rifiuti dalla Campania. All'iniziativa di Porcu ha aderito anche il deputato di An Bruno Murgia. «I militanti e gli esponenti dei diversi partiti erano al porto per manifestare pacificamente, senza provocare e senza avere black bloc infiltrati», affermano i due parlamentari. «Chi ha ordinato questo atteggiamento violento? Perché la situazione è sfuggita di mano ai responsabili dell'ordine pubblico? Chiediamo che il governo riferisca immediatamente in Parlamento sulla questione».
Si sono incerottati la bocca per protestare contro il mutismo imposto, a loro dire, dalla Regione sulla vicenda dell'arrivo dei rifiuti campani. Quattro consiglieri comunali di Forza Italia hanno inscenato la singolare protesta nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Cagliari convocato per affrontare l'emergenza rifiuti. Il dibattito è stato aperto dall'intervento del sindaco Emilio Floris (Forza Italia) che ha ribadito le accuse alla Regione sulla mancanza di informazioni e comunicazioni sull'arrivo dei rifiuti («È stato un grave sgarbo istituzionale»), e ha riferito la di aver chiesto l'accesso agli atti della Giunta regionale e di aver incaricato la Asl di vigilare su eventuali rischi per la salute della popolazione. Il dibattito si è svolto con toni accesi, con interventi che si accavallano l'uno con l'altro, interruzioni e divergenze sulla modalità di lavoro e sull'ordine degli interventi.
Dopo aver cercato, inutilmente, di far mancare il numero legale e far così slittare la seduta, l'opposizione di centrosinistra ha contestato le modalità con cui il Consiglio era stato convocato («senza neanche fare prima una conferenza dei capigruppo»). La minoranza si è ironicamente chiesta se per emergenza rifiuti si dovesse intendere l'assenza a Cagliari della raccolta differenziata. Alla seduta straordinaria del Consiglio hanno assistito anche i parlamentari di Forza Italia Salvatore Cicu, Piergiorgio Massidda e Mauro Pili, e diversi consiglieri regionali di centrodestra e di centrosinistra.
Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza (19 sì, 8 no e un astenuto) un ordine del giorno che dà mandato al sindaco Emilio Floris di verificare la possibilità di un'azione legale per ottenere un risarcimento degli eventuali danni causati all'immagine della città dall'arrivo dei rifiuti campani. L'ordine del giorno, approvato coi voti del centrodestra, contesta la scelta operata «in assoluta solitudine dal governatore Soru senza alcun tipo di concertazione con gli altri organi istituzionali e non condivisa dal popolo sardo» e rileva le responsabilità del Governo nazionale e di quello regionale campano nella gestione dell'emergenza rifiuti. Dopo gli scontri, il documento censura «la sconsiderata circolare del ministro dell'Interno che ha spinto il questore di Cagliari a impartire alla polizia l'ordine di malmenare i pacifici dimostranti» e invita il responsabile della polizia a «rispettare le pacifiche e legittime manifestazioni di protesta».
L'assemblea ha respinto (18 no, 8 sì, 2 astenuti) l'ordine del giorno predisposto dalla minoranza di centrosinistra che impegnava sindaco e giunta a «collaborare con la Regione per dare il proprio contributo alla soluzione di un'emergenza nazionale».
Il gruppo della Lega Nord nel Consiglio provinciale di Torino ha espresso «forte, sincera e incondizionata solidarietà ai gruppi indipendentisti sardi che a Cagliari hanno manifestato, a rischio dell'arresto, contro l'arrivo sull'Isola dei rifiuti campani». «In questa vicenda siamo ovviamente al fianco degli amici della Sardegna», sottolinea il capogruppo della Lega. Arturo Calligaro, «con i quali condividiamo un profondo amore per il territorio e per le rispettive tradizioni». «Di illegale, in tutta questa vergognosa vicenda», dice ancora Calligaro, «vi è infatti solo il trasporto di rifiuti da una regione all'altra, eventualità questa espressamente vietata dalla legge Ronchi».
«La protesta e le manifestazioni degne di miglior causa contro la scelta di concorrere in una situazione di emergenza nazionale ad alleviare la situazione di enorme disagio di quanti vivono le città e i paesi della Campania suscita sconcerto e incredulità». Undici parlamentari sardi del centrosinistra, fra i quali il segretario regionale del Pd, Antonello Cabras, e il capogruppo del partito alla Camera, Antonello Soro, difendono in una nota la decisione del presidente della Regione, Renato Soru, di accollarsi una quota della spazzatura che invade le strade del Napoletano.
«Una disponibilità a fronteggiare un'emergenza con i mezzi e nei limiti delle possibilità esistenti nelle infrastrutture sarde senza limitarne l'operatività per trattare i rifiuti prodotti in loco», sottolineano Antonio Attili, Luigi Cogodi, Salvatore Ladu, Gianni Nieddu, Federico Palomba, Emanuele Sanna, Amalia Schirru ed Elias Vacca, oltre a Soro e Cabras. «Le reazioni contrarie sono quindi ingiustificate e tendono a dare della tradizionale solidarietà dei sardi un'immagine distorta e da respingere con forza».
«Tutto ciò non significa ignorare responsabilità e ritardi, che dovranno essere accertati e sanzionati nei confronti di chiunque, istituzioni o persone, si siano resi nel corso del tempo responsabili di questo stato di cose», proseguono i parlamentari sardi. «In questo momento prevale il senso della solidarietà verso cittadini del nostro paese che vivono una situazione di calamità e chiedono aiuto. La Sardegna, e chi la rappresenta, ha compiuto un gesto responsabile di solidarietà che fa onore alla sua storia, per questo è fondamentale promuovere iniziative finalizzate a spiegarne le motivazioni e le finalità».
«Non è una questione si solidarietà nazionale. È solidarietà, come quella manifestata dai familiari dei campani che hanno donato, nei primi sei mesi del 2007, sette reni e tre fegati alla Sardegna, senza chiedersi di che regione fossero i riceventi. L'intervento della Sardegna, nel caso specifico dei rifiuti, è giustificato, però, solo se si configura come eccezionale». è la posizione espressa dalla capogruppo di Sinistra autonomista in Consiglio regionale, Paola Lanzi.
«Se nel merito non si può non essere d'accordo con le posizioni espresse da Soru, dall'altra non si può non ribadire, ancora una volta, la contrarietà ai metodi utilizzati», prosegue Lanzi. Così come Prodi ha convocato e consultato le Regioni, così Soru avrebbe dovuto, prima di assumere una decisione così importante, consultare quanto meno i rappresentanti delle istituzioni locali. Non perché fosse possibile far assumere ai sindaci di destra una posizione diversa da quella che strumentalmente hanno assunto, ma per una questione di rispetto delle istituzioni locali e di riconoscimento dei compiti che sono chiamate a svolgere».
L'assessore degli Affari generali Massimo Dadea ha espresso «la più ferma condanna verso il gesto incivile posto in essere nella notte da alcuni facinorosi che hanno scaricato spazzatura davanti all'abitazione del presidente della Regione». «Se è legittimo manifestare il proprio dissenso - afferma l'assessore - questo deve tuttavia avvenire in modo civile, democratico e alla luce del sole. Quanto accaduto è frutto di un clima avvelenato che fa si che la solidarietà e la generosità manifestate dalla Sardegna possano essere scambiate per opportunismo.
Da sempre - prosegue l'assessore - il popolo sardo si è distinto nel campo della solidarietà, contribuendo con orgoglio ad alleviare le sofferenze di altre popolazioni, come è accaduto in passato per i terremoti e per altre calamità naturali che hanno colpito il Paese. Questo atto di generosità in tutti i casi è stato possibile grazie all'azione virtuosa posta in essere dal governo regionale in materia di gestione dei rifiuti».
Secondo l'assessore Dadea «sono prima di tutto i rappresentati delle istituzioni a dover assicurare che il confronto politico avvenga nel rispetto delle regole della democrazia. È paradossale - spiega ancora l'assessore - che i più accesi contestatori siano proprio coloro che hanno le maggiori responsabilità per quel che riguarda la gestione dei rifiuti in Sardegna, ad iniziare dalla mancata attivazione della raccolta differenziata. È inaccettabile il comportamento di chi, rivestendo rilevanti incarichi istituzionali, esprima il proprio sdegnato dissenso trincerandosi dietro speciose argomentazioni di carattere formale e di galateo istituzionale. La solidarietà è o non è e soprattutto deve essere tempestiva. Accodarsi dopo è solo mero opportunismo».
«La difficoltà in cui si trova il presidente della Regione Sardegna Renato Soru per essere stato l'unico ad aver accettato sul proprio territorio, subito e senza alcun limite, i rifiuti campani, lo sta portando a cercare nuovi argomenti per sviare il discorso». L'ha dichiarato l'assessore agli Affari istituzionali della Regione Lombardia, Romano Colozzi, in risposta alle accuse mosse dal presidente Renato Soru in una intervista apparsa oggi sul Corriere della Sera. «Lui l'ha messa in politica, ha parlato di destra e di sinistra, di responsabilità», ha detto Soru, riferendo la sua versione di quanto accaduto al vertice di Roma fra il premier Romano Prodi e i rappresentanti delle Regioni sull'emergenza rifiuti in Campania. «Ma era il caso? Quello era il momento delle decisioni».
«Tutti i presenti al tavolo di Palazzo Chigi», sostiene invece Colozzi, presente all'incontro con il Governo su delega del presidente Roberto Formigoni, «possono testimoniare che io non l'ho assolutamente “messa in politica”, come dice il presidente Soru, parlando di destra o di sinistra. E la migliore smentita a queste farneticazioni, oltre che nei nastri registrati della riunione di mercoledì, si trova nelle stesse dichiarazioni del presidente del Consiglio Romano Prodi e in quelle del presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, i quali hanno sottolineato come tutte le Regioni avessero dimostrato una importante responsabilità istituzionale assumendosi il peso della difficile situazione che si sta consumando in Campania».
Secondo quanto riferiva ieri il Corriere della Sera, le 13 regioni che hanno manifestato disponibilità ad accollarsi una quota dei rifiuti campani dovranno spartirsi un totale di circa 100.000 tonnellate: la Sardegna, con una quota compresa fra le 6.000 e le 10.000 tonnellate stimate, figura al secondo posto subito dietro l'Abruzzo (5-15.000) e davanti alla Puglia (5-10.000).
La mancata chiarezza e conoscenza preventiva dei termini dell'operazione che porterà rifiuti in Sardegna induce anche Confagricoltura, dopo la Coldiretti regionale, a esprimere «una forte preoccupazione per le ricadute che potranno esserci sul comparto agricolo. La Sardegna ha accettato incondizionatamente di smaltire questi rifiuti senza conoscerne entità e tipologia», osserva l'organizzazione di categoria, preoccupata per eventuari rischi per l'agricoltura sarda.
«Il Partito Democratico della Sardegna esprime la propria totale e convinta adesione al piano formulato dal Governo, in collaborazione con le Regioni, per la soluzione del problema rifiuti che affligge la Regione Campania, e che ha assunto la connotazione di una vera e propria emergenza nazionale. In tale contesto la posizione di collaborazione e solidarietà espressa, insieme ad altre Regioni, dalla Regione Sarda è giusta e tempestiva. Questa sarà accompagnata dal più ampio coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni locali».
In un comunicato diffuso nel pomeriggio, «I Democratici della Sardegna, consapevoli che la pratica dei valori di solidarietà e collaborazione è coerente con la tradizione storica e culturale dell'Autonomismo Sardo, respingono e deplorano nella maniera più ferma ogni tentativo di strumentalizzazione politica dei fatti. Da questo punto di vista gli episodi di squadrismo cui stiamo assistendo nelle ultime ore nei confronti della persona del presidente Soru vanno assolutamente condannati e sanzionati, prima che si oltrepassino i limiti della normale conflittualità e dialettica democratica. Davanti a questa emergenza», conclude il Pd sardo, «ci aspettiamo un comportamento responsabile da parte di tutti, soprattutto da coloro che rivestono ruoli e funzioni dirigenti».
«Coloro che si sono schierati contro i termovalorizzatori sono i primi autentici colpevoli di quanto sta accadendo». L'ha dichiarato il presidente dei senatori di Alleanza Nazionale Altero Matteoli, incontrando la stampa a Cagliari. Secondo l'ex ministro dell'Ambiente del governo di centrodestra, «non si può più considerare emergenza una situazione che dura da 14 anni». Quanto alle contestazioni in Sardegna, per Matteoli «è curioso che solo avantieri l'altro, nella riunione con altri presidenti di Regione, il capo della Giunta Renato Soru abbia offerto solidarietà alla Campania e che, ancor prima che l'incontro iniziasse, questi rifiuti erano già in viaggio per la Sardegna, anzi, addirittura, sono arrivati a Cagliari prima dello stesso Soru».
«È giusto: in un momento di emergenza sociale, sanitaria e ambientale qual è quella che la Campania sta vivendo, è doveroso che tutto il Paese solidarizzi con una regione che da tempo stava diventando una pattumiera. Questa disponibilità condivisa anche dai Verdi a un comportamento solidale verso il dramma che i cittadini della Campania non può prescindere in ogni caso da un indispensabile coinvolgimento degli enti locali, così come il presidente Prodi ha fatto con i governatori regionali, mentre il governatore Soru ha ritenuto di dover decidere tutto senza nessun confronto con i sindaci della nostra regione». È una posizione critica quella espressa dal coordinamento regionale dei Verdi sulla scelta di Soru di accogliere rifiuti dalla Campania.
I Verdi sostengono di avere «il diritto di chiedere che su questa emergenza piu volte annunciata si faccia decisamente chiarezza e che i responsabili vengano individuati». «Consideriamo inoltre inaccettabile che il problema Campania venga strumentalizzato allo scopo di introdurre surrettiziamente la costruzione di un megainceneritore (eufemisticamente definito termovalorizzatore) nella piana di Ottana, che nessuno vuole», aggiungono i Verdi. «La Giunta regionale sarda sa bene che vedrebbe solo l'opposizione delle popolazioni locali e creerebbe ulteriori danni all'economia del territorio».
In provincia di Nuoro la gestione dei rifiuti non suscita allarme e non richiede interventi d'emergenza. L'ha dichiarato, in una conferenza stampa, l'assessore provinciale all'Ambiente Rocco Celentano, dopo il riattizzarsi delle polemiche sulla realizzazione del termovalorizzatore di Ottana. Secondo i dati forniti ieri, negli ultimi quattro anni la provincia ha registrato un incremento progressivo della raccolta differenziata, che ha raggiunto nel 2006 il 21,5%. Secondo le stime dei primi dati parziali del 2007, la differenziata toccherà il 30%, anticipando così di un anno l'obiettivo fissato dall'ex decreto Ronchi, con una contestuale diminuzione della quantità di rifiuti prodotta che si attesta sui 416 chilogrammi annui pro capite.
Il dato è positivo - ha sottolineato Celentano - nonostante il disimpegno di alcuni comuni, soprattutto della Baronia, in cui la raccolta differenziata è quasi inesistente e che offusca il traguardo del 60% raggiunto dai sette comuni del Nuorese, con Oniferi capofila, e nel Mandrolisai. In questi risultati la Provincia trova ulteriori ragioni per ribadire ancora una volta il suo no al termovalorizzatore di Ottana e a chiedere formalmente alla Regione di rivedere il Piano regionale dei rifiuti, che prevede due ambiti territoriali e quindi due impianti di termovalorizzazione: uno a Macchiareddu per il centro sud e uno ad Ottana (Nuoro) per il centro nord. «Noi puntiamo ad un impianto che abbia come competenza solo il centro Sardegna ed esiste già, a Tossilo», ha ribadito Celentano. «L'impianto della zona industriale di Macomer può e deve essere adeguato. Soprattutto è possibile realizzare in tempi brevi una nuova discarica di supporto, visto che quella attuale di Monte Muratu è destinata ad esaurirsi nell'arco di circa un anno».
Il presidente del Cines, Ninni Chessa, esponente di Progetto Sardegna, rende disponibile la discarica consortile di Spirito Santo, nel territorio di Olbia, per il trattamento dei rifiuti provenienti dalla Campania ma viene smentito dai suoi stessi dirigenti. In una nota inviata alla Provincia di Olbia-Tempio, Giovanni Maurelli e Gabriele Filigheddu, responsabili della discarica e del settore igiene ambientale dell'ente, sostengono infatti che «lo smaltimento di quantità di rifiuti superiori a quelli attuali ridurrebbe notevolmente la durata operativa della discarica mettendo verosimilmente in seria difficoltà, per il prossimo futuro, tutta la filiera di smaltimento dei rifiuti dell'intero nord-est Sardegna».
Contrario alla disponibilità espressa da Chessa anche il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, che rileva il «notevole pregiudizio per l'ambiente e in particolare per la vicina frazione Murta Maria» che si troverebbe alle prese con i miasmi causati dall'arrivo in discarica di rifiuti indifferenziati, in avanzata fase di decomposizione nella frazione organica. Allo stato attuale, secondo l'Autorità portuale di Olbia-Golfo Aranci, non è previsto l'attracco di alcuna nave porta spazzatura nei tre porti galluresi.
«La notizia diffusa da un'agenzia di stampa sull'arrivo di altre 50 tonnellate di rifiuti provenienti dal Comune di Volla (NA) è inquietante, anche se ampiamente prevedibile dopo l'annuncio della stima di 6.000 tonnellate che la Regione sarebbe disponibile ad accogliere». L'ha detto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio la Spisa. «Il problema a questo punto, purtroppo, non è quello delle 50 tonnellate, ma di capire - prosegue La Spisa - quali accordi ha preso Soru con il Governo. A questo punto ci aspettiamo di tutto, anche l'apertura di un'autostrada del mare su cui transitano solo camion carichi di rifiuti. Ci chiediamo se il presidente della Regione si sia accorto di quello che ha provocato e sta provocando in Sardegna dopo aver preso una decisione in piena solitudine».
«Sull'emergenza provocata dall'arrivo in Sardegna dei rifiuti provenienti dalla Campania è ora che il governatore Renato Soru ponga fine al balletto delle cifre e dichiari pubblicamente quante migliaia di tonnellate di spazzatura si è impegnato a smaltire nell'Isola». Lo chiede il consigliere regionale di Alleanza nazionale Mario Diana, per il quale «era lecito aspettarsi che la conferenza stampa di oggi pomeriggio potesse servire a fare chiarezza, sebbene a tempo ormai ampiamente scaduto, e invece non c'è stato verso di superare l'alone di mistero che circonda questa vicenda».
«Le indiscrezioni discordanti circolate dopo la riunione di ieri con i rappresentanti degli enti locali hanno fatto aumentare la preoccupazione», prosegue Diana. «Le ultime dichiarazioni di Soru la fanno moltiplicare esponenzialmente. Siamo sicuri che il governatore è a conoscenza di quanti rifiuti arriveranno dell'Isola? O forse si è impegnato con il premier Romano Prodi a smaltirne una quantità indeterminata? Come pensa di pianificare lo smaltimento se non sa neppure quanto materiale deve essere smaltito?».
Luigi Cogodi, deputato di Riformazione, ha detto che «sulla banchina del porto di Cagliari, a contrastare un gesto di solidarietà sociale giustamente manifestato dalle istituzioni autonomistiche della Sardegna non c'era il popolo sardo né alcuna sua autentica rappresentanza. C'erano, invece, alcuni farneticanti esponenti politici della destra, ivi compresi senatori, deputati, consiglieri regionali, assessori di Cagliari e qualche sindaco, sempre di destra, in carica ed ex, caporioni vari di AN, di FI, dei Riformatori: tutti a presidiare televisioni e a spalleggiare un drappello di Azione Giovani. C'erano pure alcuni manifestanti delle associazioni di ritenuto “indipendentismo” (da chi?) che sempre più visibilmente confondono le legittime aspirazioni delle “nazioni senza stato” con la pratica e con la grammatica della più velleitaria, inconcludente e folklorica esibizione di un incomprensibile nazionalismo senza popolo».
«Giova perciò ricollocare le cose al loro posto. E le cose essenziali sono due: i valori civili della solidarietà e i diritti fondamentali di un popolo. Innanzitutto, accettare, liberamente e responsabilmente, di dare una mano in un momento di grave pericolo, ad un'altra comunità di popolo non indebolisce, non umilia, non contraddice, ma al contrario esalta e rafforza tutte le buone ragioni di progresso e di riscatto del popolo sardo e delle sue istituzioni di democrazia e di autonomia. Non è proprio un caso, ma è un fatto pur esso logico, che a contrastare frontalmente l'esercizio della più concreta solidarietà sociale, siano principalmente le stesse forze e lo stesso personale politico massimamente colpevoli di ogni forma di inquinamento, indigeno e forestiero, che colpisce l'Isola di Sardegna».
Secondo Cogodi, «gli attuali nemici di Napoli e della Campania sono prevalentemente gli stessi nemici di sempre della vera Rinascita della Sardegna, del suo progetto di sviluppo “naturale”, del lavoro sicuro da garantire a tutti, della salvaguardia ambientale e della tutela paesaggistica, della liberazione dell'Isola dalle servitù militari, della partecipazione politica e della più compiuta democrazia di popolo. Sono loro i veri inquinatori, della terra, dell'aria, dell'acqua, in Sardegna e altrove. Sono loro, soprattutto, i più pervicaci inquinatori della società sarda, e non solo. Anche in Sardegna, lo scontro politico è aperto, come ben si sa e si vede, e non da ieri e non solamente attorno ad una nave sulla banchina del porto canale di Cagliari. Lo scontro è aperto difronte a tutta la società sarda e ognuno dovrà rispondere, da destra e da sinistra, per quanto è capace, perché siano affrontati i drammi più veri e più seri delle persone, delle comunità e del popolo sardo».
Il consigliere regionale del Pd Francesco Sanna ha dichiarato di essere totalmente d'accordo con la coraggiosa decisione di Renato Soru di impegnare la Sardegna nella soluzione della emergenza rifiuti in Campania. «Ammetto che ci possano essere posizioni politiche diverse su questa scelta o su come si sta concretamente realizzando. Ritengo invece da condannare senza appello la forma della protesta che alcuni esponenti della destra stanno orchestrando - nascosti nell'ombra - davanti alla dimora privata del presidente. L'abitudine fascista dell'assalto alle case private degli avversari politici è tristemente nota ai democratici sardi, almeno da quando, sempre a Cagliari, ne fu vittima Emilio Lussu, nel 1926. Spero non si ripetano quegli errori, e spero che tra gli organizzatori non ci siano rappresentanti delle istituzioni».
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