venerdì 11 gennaio 2008
Venticinque cassonetti incendiati nella notte a Cagliari dopo gli scontri al porto canale stretto d'assedio da indipendentisti, esponenti e onorevoli del Polo, militanti dei gruppi di estrema destra. Trenta sacchetti di spazzatura lanciati nella notte contro la casa di Renato Soru, dopo un tam tam di sms per organizzare l'assalto. Il centrodestra sardo in conferenza stampa chiede le dimissioni del ministro dell'interno Giuliano Amato per gli incidenti di ieri sera, per i quali saranno denunciate 45 persone tra le quali i leader di iRS Gavino Sale e Bustianu Compostu, di Sardigna Nazione.
Questi gli ultimi sviluppi di una vicenda che è stata montata artificiosamente con diverse strategie collegate, fino a sfociare negli incidenti che hanno inopinatamente portato a Cagliari, un assaggio di “clima napoletano”, con exploit da guerriglia urbana estremamente politicizzata e mirata. Ed ecco la cronologia degli ultimi fatti.
Cassonetti in fiamme. Da mezzanotte fino alle prime ore di stamane, venticinque cassonetti dei rifiuti sono stati incendiati in diversi quartieri di Cagliari. I vigili del fuoco sono stati impegnati tutta la notte negli interventi di spegnimento di focolai segnalati nel centro storico e anche in vie trafficate come via Dante e viale Trieste. Le segnalazioni sono cominciate dopo gli incidenti tra forze dell'ordine e manifestanti al porto canale .
Spazzatura a casa Soru. Sempre nella notte, un'altra coraggiosa azione intorno all'una. Un trentina di sacchetti di rifiuti, prelevati da un cassonetto vicino, è stata lanciata nella notte nel cortile dell'abitazione di Cagliari del presidente della Regione, Renato Soru, che in quel momento non era nella villa. Dopo il lancio di spazzatura nel cortile della villa, la polizia, intervenuta sul posto assieme ai carabinieri, ha identificato alcune persone sorprese nei dintorni, ma non è ancora chiaro se siano i responsabili del gesto d'inciviltà, che rischia di ripetersi a causa di una sorta di “catena di Sant'Antonio” cominciata ieri sera. Circola sui telefoni cellulari dei cagliaritani questo sms: “Protesta. Unisciti a noi. Appuntamento venerdì 11 gennaio ore 23, sotto casa di Soru”.
In proposito un lettore (A.P.) ci ha inviato stamane questa testimonianza. «In merito al polverone sollevato dalla vicenda dei rifiuti campani, da ieri circolano inviti, via sms, a partecipare ad assembramenti e manifestazioni presso le scalinate di Bonaria davanti alla casa di Renato Soru. Francamente trovo fuori luogo e di cattivo gusto porre sotto assedio la persona del presidente nella sua abitazione privata. Sembra che il livello dello scontro non cessi di avanzare ma a tutto c'è un limite. Qualunque contestazione possa e debba essere legittimamente mossa, dev'essere posta alla figura istituzionale e non certo alla persona. Trovo preoccupante e poco democratico che le manifestazioni vengano organizzate davanti alle abitazioni private e non presso le sedi delle istituzioni pubbliche, considero la vicenda più vicina ad un'intimidazione fisica che ad una contestazione politica. Evidentemente la tradizione democratica europea ci è meno vicina di quanto pensassi».
Denunciate decine di persone. Sono 45, fra i quali un gruppo di attivisti del movimento indipendentista Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna, i manifestanti identificati da carabinieri e polizia dopo gli scontri di ieri notte al porto canale di Cagliari al momento dello sbarco di camion con spazzatura campana da una nave proveniente da Napoli. La maggior parte sarà denunciata per resistenza a pubblico ufficiale. Fra loro figurano anche i leader indipendentisti Bustianu Cumpostu (Sardigna Natzione Indipendentzia) e Gavino Sale (Irs), che potrebbe essere accusato anche di danneggiamento di un mezzo della polizia: ieri notte, condotto di peso dagli agenti dentro un cellullare delle forze dell'ordine, ne è uscito sfondando un cristallo.
Durante le procedure di identificazione di 35 manifestanti nella questura di via Amat, ieri notte, una piccola folla si è radunata all'esterno dell'edificio. Ha voluto accompagnare un gruppo di giovani di An anche il consigliere regionale Antonello Liori, che aveva opposto resistenza passiva davanti al portellone della nave Italroro Three per impedire lo sbarco dei mezzi con i rifiuti.
Il Polo: colpa di Amato. «La polizia non ha responsabilità di quanto è successo ieri nel porto canale di Cagliari ma la colpa è del ministro, incapace di gestire la situazione». L'ha detto il parlamentare di Forza Italia, Salvatore Cicu, riferendosi ai tafferugli al porto canale. Secondo l'ex sottosegretario alla difesa del governo Berlusconi, «è stato applicato un piano antiteppismo senza fare alcuna distinzione tra chi manifestava pacificamente e i facinorosi».
In una conferenza stampa, i gruppi di opposizione in Consiglio regionale e parlamentari sardi del centrodestra hanno chiesto le dimissioni del ministro dell'Interno Giuliano Amato e attaccato duramente il presidente della Regione, Renato Soru, per «non aver condiviso la decisione di portare in Sardegna i rifiuti di Napoli con le autorità locali». «I sindaci - ha spiegato il primo cittadino di Cagliari, Emilio Floris - sono stati convocati solo ieri alle 19 con una modalità inaccettabile, tanto che lo scontro istituzionale che si voleva evitare è stato invece creato».
Floris, ricordando di essere presidente di un'associazione sardo-campana, ha detto di avere a cuore la situazione di Napoli, ma ha affermato di non poter dare il consenso di importazione di rifiuti a Cagliari, non essendo stato informato in modo adeguato sulla vicenda. «Se si trattasse di smaltire una sola nave - ha precisato il sindaco - non credo che i problemi siano insormontabili ma non si può aprire un'autostrada del mare che minacci il turismo dell'isola».
Il presidente della Regione è stato preso di mira anche dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio La Spisa, per il quale «Soru si e' appiattito sulle posizioni del governo nazionale che non ha esitato ad usare la forza pubblica contro una manifestazione pacifica; per questo sia lui che Prodi meritano l'isolamento totale. La nostra presenza fisica di ieri - ha concluso - aveva un significato politico per manifestare l'opposizione a un atto devastante del presidente della Regione che ha effettuato scelte senza consultare le istituzioni locali».
(AGI/red)
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