venerdì 11 gennaio 2008
di Cinzia Isola
Rifiuti, manganelli e lacrimogeni. Così la Sardegna subisce il primo sbarco di immondizia campana. Alla fine di una lunga giornata, intorno alla mezzanotte, i camion con il carico puzzolente lasciano il porto canale di Cagliari. Scortati dalle forze dell'ordine che, con un robusto presidio e muscolose cariche, hanno a più riprese difeso l'arrivo, lo sbarco e la fuga dei 24 tir pieni di rifiuti. Arrivati sulla nave Italroro Three, proveniente da Napoli, e diretti verso l'inceneritore di Macchiareddu.
Una giornata segnata da tensioni, contraddizioni politiche e tradizionali alleanze soffocate dal randello senza colore. Così almeno apparivano alcune scene del “monnezza day”, in cui la resistenza organizzata da Irs e Sardigna Natzione si univa a quella fin troppo speculativa e anti soriana dei partiti e dei movimenti del centrodestra: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Riformatori. E giusto per non farsi mancare niente, Forza nuova, Fiamma tricolore e Azione giovani. È vero che nelle cariche e nella mischia l'ex presidente della Regiona e parlamentare Mauro Pili non si perde una testata e qualche manganellata, ma il grosso lo incassano gli indipendentisti. Con qualche testa rotta e, pare, quaranta attivisti denunciati per resistenza a pubblico ufficiale.
Non è chiaro, a tarda notte, se la stessa sorte sia toccata ad Antonello Liori, presidente provinciale di Alleanza Nazionale, caricato anche lui sul pullman della polizia e portato in questura assieme agli altri, mentre sventolava dal finestrino la bandiera del suo partito. E che dire delle bandiere del Fronte Sociale Nazionale sventolanti sotto il naso di carabinieri e poliziotti? Il feeling storico tra destra e forze dell'ordine sembra ormai incrinato. Tanto che, sottovoce, le giovani truppe delle forze in campo, dai moderati forzitalioti alle frange più nere, si sono lasciati sfuggire a denti stretti, ma più volte: «Proprio loro, ci fanno questo». Sottointeso, ma non troppo: «A noi che li abbiamo sempre difesi».
Dall'altra parte, ma stavolta solo in teoria, gli indipendentisti. Vicini lontani in questa protesta che li vede insieme alla destra ma che non li accomuna. E quando Pili fa resistenza passiva e pacifica insieme a loro, è un contestatore in più. Ma è evidente che, al di là delle cariche o delle operazioni più significative dove l'unione fa la forza (anche Italia) l'evidentemente pentito dei rifiuti, anche tossici, è guardato come uno speculatore dell'ultima ora. Nel posto giusto, al momento giusto. Per rifilare all'opinione pubblica facili attacchi a Soru e Prodi. In bella mostra per tv e giornali con scarsa memoria storica in tema di rifiuti e scorie radioattive.
Ma tutto questo è solo il contorno di una giornata di lotta civile e scontri tra manifestanti e polizia. Perchè i carabinieri, anche loro in grande parata nella banchina della discordia, non hanno dimostrato di avere il manganello facile, come i colleghi in uniforme. In una giornata di protesta che il passare delle ore rendeva sempre più tesa.
La manifestazione, iniziata nel primo pomeriggio, si è conclusa solo dopo mezzanotte. Un centinaio di militanti dell'Irs e Sardigna Nazione, dopo aver forzato un varco, attendevano sulla banchina l'arrivo della nave carica di rifiuti. Ai cancelli d'ingresso, intanto, si concentravano la mobilitazione del centrodestra. Tagliati fuori dal blocco della polizia, hanno raggiunto il porto solo a fine serata.
Dopo una lunga e ondeggiante attesa in rada, intorno alle 18,30 la Italroro Three è attraccata nel porto canale di Cagliari. Non senza difficoltà e con le prime scaramucce scoppiate tra manifestanti e forze dell'ordine. Qualche minuto prima la polizia aveva prelevato furtivamente il leader dell'Irs, Gavino Sale, e Bustianu Cumpostu di Sardigna Nazione, rilasciandoli dopo una piccola sommossa dei militanti che ne chiedevano l'immediata liberazione. Poco dopo gli indipendentisti sono riusciti al personale del porto una delle cime di ormeggio, tagliandola dopo averla trattenuta a terra con il peso dei propri corpi, per bloccare le operazioni di attracco.
Ed è a questo punto che si consumano i primi assalti della polizia. Partono le cariche: molti militanti seduti per terra vengono portati via di peso e senza troppe cerimonie. Inutili le trattative per allontanare i manifestanti: ancora cariche, a più riprese. Affinché il portellone possa essere calato e consentire lo sbarco. Ma intanto nella banchina si assiste ad un altro sbarco: consiglieri e assessori comunali varcano il fronte del presidio. Con loro anche il sindaco Emilio Floris che si trattiene a lungo con il questore, mentre dalle retrovie fanno la loro comparsa gli stati generali di Forza Italia con Piergiorgio Massidda, Giorgio La Spisa e Salvatore Cicu in testa. C'è pure Claudia Lombardo: incastrata dalle cariche si lamenta di una mano dolente. Le ore passano: sono quasi le 22, ancora tafferugli: Cumpostu e Sale vengono caricati sui cellulari. Ma il secondo ancora una volta ha la meglio sulle forze dell'ordine. Con un guizzo felino spacca il vetro ed esce con un tuffo dal finestrino, provato ma libero.
Si alzano i cori. E tra un “vergogna, vergogna” e un “no poto reposare”, i manifestanti sollevano la voce anche contro la polizia: «Voi avete il manganello, noi abbiamo un cuore». E mentre i Tir si affacciano sulla banchina, la puzza li insegue e li supera. Un odore nauseabondo si diffonde nell'aria. Ma i veicoli stracolmi di immondizia non si muovono. E resteranno in stand by sulla nave ancora a lungo. Poi lo sbarco: scortati dai blindati i mezzi corrono veloci, ma la protesta e i blocchi non sono finiti.
Un gruppo numeroso di dimostranti rimasto fuori dai cancelli del porto presidia l'ingresso dove sono fermi i camion carichi di rifiuti. Coerentemente con la serata, “inevitabili” le cariche della polizia. Ancora più dure: colpite con violenza anche alcune ragazze che presidiavano il varco. Intanto il sindaco Floris conferiva al telefono con il ministro dell'Interno Giuliano Amato. Proprio quando il clima diventava più pesante di minuto in minuto. Diversi lacrimogeni sono stati sparati sulla folla, qualcuno con mira discutibile ha sfiorato cronisti e lo stesso sindaco di Cagliari.
Grida, spintoni e ancora botte. Con la forza anche questo blocco viene liberato a suon di manganello. Altri manifestanti vengono caricati sul pullman della polizia che non arretra neppure davanti ai parlamentari presenti. Certo, nessuno di loro alla fine verrà colpito, a parte forse Mauro Pili. E qualcuno fra i contestatori, a fine serata, lo ricorderà a tutti: accusandoli di non essere migliori di chi ora si affrettano a contestare per motivi politici.
Alla fine i tir lasciano il porto canale, tra le urla e gli insulti. Con il super gettonato “camorrista” urlato dalla folla inferocita. Che viene trattenuta ancora per un po', dietro il cancello e sotto l'occhio attento delle forze del disordine. Giusto il tempo di raccogliere le fila, far partire il pulmino con dentro i resistenti a pubblico ufficiale. Il tempo di smaltire pacificamente gli ultimi manifestanti, dietro la scia dei rifiuti maleodoranti.
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