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venerdì 11 gennaio 2008

Scusate, per chi suona la Campania?
Lo strano incontro in banchina
tra ospiti e invasori di Villa Certosa

di Andrea Pusceddu

Un bel romanzo di Hemingway dice che nessun uomo è un'isola.

È vero, anche per noi che in un'isola siamo nati e ci viviamo. Tutti noi facciamo parte di una società, un consorzio civile dal quale non ci possiamo chiamare fuori quando ci fa comodo. Parafrasando il titolo di quel romanzo, proprio per noi uomini isola, è giunto il momento di chiederci “Per chi suona la Campania”. Suona per noi, anche non ci entusiasma sentire questi rintocchi.

L'emergenza campana è un evento paragonabile alle alluvioni di Firenze e di Sarno, ai terremoti. È una calamità, ed in queste situazioni ci si deve rimboccare le maniche e dare una mano. Invece, oltre al triste spettacolo di una flotta di camion puzzolenti, ci tocca pure di vedere gli attivisti di Alleanza Nazionale saltare sopra un gommone e gironzolare attorno ad una nave mercantile, come se fossero quei comunisti no global spaccavetrine di Greenpeace.

Secondo i primi lanci di agenzia, sul piccolo battello sventolavano le bandiere di partito, che se non ricordiamo male dovrebbero avere un bel tricolore in primo piano.

Chissà, magari è la salsedine ad aver otturato qualche sinapsi, diversamente non si spiega perché proprio un partito che, lasciando stare Dio (Gianfranco Fini è ateo), tacendo della famiglia (è pure separato, signora mia) almeno nei confronti della Patria sembrava aver mantenuto un minimo sindacale di attendibilità.

Invece, proprio quando la Patria (rigorosamente con la maiuscola) vive una emergenza che ormai è arrivata ad essere un problema in primis igienico e sanitario, la filiale sarda di AN fa il pieno di gasolio al gommoncino, monta a bordo e parte all'arrembaggio come i pirati dei cartoni animati con la benda sull'occhio ed il pappagallo sulla spalla.

Eppure, gli smemorati del dopo Fiuggi dovrebbero invece ricordare che il commissario straordinario chiamato a gestire l'emergenza spazzatura, e che come primo atto ha predisposto il travaso di monnezza e bile tra Campania e Sardegna, è lo stesso Gianni De Gennaro da loro difeso per anni a spada tratta durante le polemiche seguite al G8 di Genova. Guarda caso anche allora ci furono poliziotti in assetto antisommossa, cassonetti che bruciavano, e gente che alzava il livello dello scontro per secondi fini.

Speriamo non finisca come sei anni fa, ma se - come ci auguriamo - non ci saranno incidenti gravi, il merito non sarà certo di chi si mette a buttare ulteriore benzina sul fuoco dei rifiuti incendiati.

A proposito di G8, è senza prezzo anche l'aver sentito ad una radio locale un parlamentare nazionale di Forza Italia (il nostro ex presidente della Giunta) che lamentava l'aggressività della polizia al porto di Cagliari. Chissà cosa ne direbbero quelli della caserma Diaz. L'intervistatore si è addirittura sentito in dovere di smentire quanto appena detto, affermando di non rilevare nessun atteggiamento violento da parte delle forze dell'ordine.

Diverso è il caso di IRS, che - si sia d'accordo o meno con le loro idee - almeno da quel punto di vista mantiene una linea coerente. Fa comunque certo effetto vedere questo curioso ballu tundu in banchina tra quelli che volevano assaltare Villa Certosa e quelli che invece vi avrebbero volentieri passato una settimana ospiti del prestigioso anfitrione.

Siamo sinceri, non può far certo piacere pensare a seicento maleodoranti tonnellate di aliga che sbarcano sul molo di Cagliari. Specie quando sentiamo che in quattordici anni di emergenza continua la regione Campania ha ricevuto finanziamenti mostruosi, che Napoli ha la Tarsu più alta d'Italia, che per ogni netturbino milanese ce ne sono venticinque alle pendici del Vesuvio, che il business del trasporto gommato dei rifiuti solidi è in mano alla camorra, che la gente di Napoli, disposta ad avere le scuole inagibili per via della spazzatura pur di non aprire una discarica autorizzata e controllata, non ha mai protestato per le centinaia di discariche abusive ed incontrollate che mettono la Campania al primo posto tra le regioni inquinate.

Le cose avrebbero però potuto farsi meglio, con più informazione per la cittadinanza. Essendo un'emergenza non c'era certo il tempo di fare un referendum od un sondaggio col digitale terrestre. Ma magari non avrebbe guastato un bell'annuncio preciso alla popolazione, per informare e dire con certezza quanti rifiuti sarebbero arrivati, fino a quando, e soprattutto che tipo di rifiuti.

Così non è stato, ma va detto che con un clima politico più sereno lo stringersi a coorte sarebbe stato senz'altro più facile. Ci sarebbero però volute una sincerità d'intenti ed una trasparenza che invece sono del tutto assenti. Il centrosinistra sardo è infatti lacerato dall'istinto di andare contro il presidente della Giunta, cavalcando il facile ronzino della critica ad una scelta così smaccatamente impopolare, ma d'altra parte non può farlo troppo apertamente. Chi ha infatti chiesto un supporto alla Sardegna è un imbarazzatissimo governo di centrosinistra.

Con un il suo sì - non sappiamo se sofferto oppure cinicamente calcolato - Soru si è aperto una linea di credito diretta e piuttosto autorevole nei confronti degli ex DS e Margherita. Potrebbe volerla incassare al momento della ricandidatura, chissà. Ce ne accorgeremo presto.

Comunque sia, le navi spazzino sono pronte all'attracco. Turiamoci il naso e facciamole attraccare: dirsi italiani non è soltanto strombazzare per le strade quando si batte la Francia ai Mondiali.


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