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venerdì 11 gennaio 2008

Finanziaria, la rottura in commissione
sulle spese per la sanità
fa prevedere un cammino difficile in aula

Il documento contabile per il 2008 ha il via libera della commissione Bilancio in Consiglio regionale: dopo l'approvazione del disegno di legge finanziaria arrivato nella tarda serata di due giorni fa, nella mattinata di ieri il parlamentino presieduto da Giuseppe Luigi Cucca ha approvato anche quello sul bilancio e le tabelle allegate. Dopo i dieci giorni di decorrenza, periodo tecnico utile per la preparazione delle relazioni, la manovra arriverà in aula per la discussione generale, probabilmente dal 22 gennaio. In un clima da resa dei conti, inutile negarlo: tanto tra le diverse anime della maggioranza - senza dimenticare quelle interne al Partito democratico - quanto tra centrodestra e centrosinistra, dopo la spaccatura definitiva nelle ultime ore di confronto, con l'opposizione che non ha partecipato alla fase finale dei lavori.

Lo scontro fra gli schieramenti si è consumato sull'articolo 8 della proposta di legge della Giunta, quello sulla sanità: fondamentale, secondo l'opposizione, perché «rappresenta oltre il 40 per cento delle spese della Regione». Il centrodestra aveva preparato «oltre 200 emendamenti», ricorda il capogruppo dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, «tutti dichiarati inammissibili» insieme alle modifiche approntate dalla maggioranza. Un «atteggiamento di chiusura» giudicato «assolutamente intollerabile»: i passi avanti, ricordano, c'erano stati se è vero che «avevamo chiesto che venisse preso in considerazione almeno una situazione: quella dei medici di medicina generale e degli specialisti accreditati che operano sul territorio, entrambi indicati come asse portante del piano sanitario». In sostanza, lo stanziamento delle risorse per il contratto integrativo: respinto insieme con tutti gli altri.

Per il centrodestra è la goccia che fa traboccare il vaso: «Sulla finanziaria sinora abbiamo tenuto un atteggiamento responsabile» - tanto «per i travagli della maggioranza», comprensibili ma non giustificabili, quanto «mettendo da parte il ruolo di opposizione per il beneficio dei cittadini» - «ma abbiamo assistito a un ulteriore episodio intollerabile». La Sardegna, secondo i consiglieri di minoranza, è l'unica regione a non avere ancora approvato il contratto integrativo «perché l'assessore Dirindin ha rotto le trattative con i sindacati rimandando la definizione del contratto alla Sisac (rappresentante negoziale nazionale). I 2 milioni e 500mila che erano stati inseriti nella finanziaria dell'anno scorso grazie a un nostro emendamento non sono stati usati».

A oggi sarebbero «comunque insufficienti». Per questo, era la proposta del centrodestra, erano stati presentati specifici emendamenti alla manovra licenziata ieri dalla commissione Bilancio: 30 milioni di euro per i medici di base e 5 milioni di euro per i pediatri. «La risposta è stata un no su tutti i fronti e l'unica disponibilità è stata quella di spostare a quest'anno le risorse del 2007»: stessa sorte per la proposta della maggioranza, con il presidente della commissione Sanità Nazareno Pacifico (Pd) che aveva indicato la cifra di 3 milioni e mezzo di euro. Da qui la decisione di abbandonare i lavori del parlamentino, con un avvertimento per la discussione in assemblea: «Vedrete», avvisa il capogruppo dell'Udc Roberto Capelli, «cosa succederà in aula».

All'aula è rimandato anche il confronto interno alla maggioranza, con due questioni rimaste aperte - le politiche del lavoro e i consorzi industriali - su cui si tenterà una mediazione in questi dieci giorni: quanto basta per far dire a Siro Marroccu, ex capogruppo Ds e ancora in corsa (ma disposto a frenare) per la nomina a presidente del gruppo Pd, che la finanziaria licenziata «non è monca ma fotografa in pieno l'azione positiva di risanamento delle casse della Regione, con una spesa corrente inferiore al 70 per cento rispetto al passato». Dieci giorni, quindi, per capire quanto l'accordo nel centrosinistra che ha di fatto permesso il via libera alla manovra possa reggere: con l'incognita del capogruppo del partito di maggioranza relativa «su cui stiamo lavorando» ma è ancora tutta da decifrare.

Intanto si può registrare qualche commento sul fronte di maggioranza. A proposito dello stanziamento per il contratto integrativo dei medici di medicina generale, Silvio Lai (Pd) riconosce «che i 2 milioni e mezzo inseriti lo scorso anno non sono stati utilizzati, ma proprio perché è stato abbandonato dopo due anni il tavolo della contrattazione regionale. Proprio su questo dalla commissione sono giunte sollecitazioni perché i sindacati tornassero al tavolo e si potesse ripartire per un contratto che migliorasse l'assistenza ai cittadini, come è comune interesse. Peraltro dalla maggioranza sono stati previsti altri 3 milioni e mezzo, ulteriori risorse disponibili per far fronte agli obiettivi sui quali la Regione chiede il coinvolgimento dei medici di medicina generale, esattamente come previsto dal contratto nazionale della categoria. Il resto è solo propaganda».

Sull'approvazione della manovra, e sul «senso di responsabilità che ci ha visti uniti in quest'ultima fase» è intervenuto invece Adriano Salis (Italia dei Valori), soddisfatto perché in questo modo «si mettono a disposizione importanti risorse finanziarie che daranno risposte alle categorie più disagiate: ai giovani disoccupati, alle donne e per la costruzione della prima casa. Non meno significativo, è il fondo unico per i Comuni e Province che in questa finanziaria è stato incrementato». Ricordando che «dalle prossime riunioni dovremmo affrontare con i partiti della maggioranza i nodi aperti sull'articolo 6 e definire le risorse da destinare al fondo unico per lo sviluppo», Salis si mostra comunque ottimista: oltre ad aver approvato «una buona finanziaria, possiamo ben dire di aver contribuito a ricompattare la maggioranza». Presto le verifiche.

(ma.mu.)


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