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venerdì 11 gennaio 2008

Il centrosinistra contro il sindaco Floris:
sui rifiuti ha la coscienza sporca
ma convoca il Consiglio per propaganda

In stallo su numerose questioni fondamentali, il Consiglio comunale di Cagliari si riunisce oggi per una seduta straordinaria sull'emergenza rifiuti provenienti in città dalla Campania. Assemblea straordinaria in tutto, a iniziare dalla convocazione: arrivata via sms ai consiglieri da parte del vicepresidente Sandro Vargiu senza nessuna consultazione dei capigruppo. Un'eccezionalità subito contestata dall'opposizione di centrosinistra, tanto nel metodo quanto nel merito: denunciano «l'uso strumentale e pretestuoso che si vuol fare del Consiglio e del dramma che vivono i cittadini napoletani, ai fini di pura propaganda politica, e di fatto al di fuori delle corrette regole democratiche e del buon senso».

Che la questione dei rifiuti partenopei stia a cuore al sindaco Emilio Floris è innegabile: presente come non mai in una giornata densa di avvenimenti, sempre sulla scena dalle sedi istituzionali sino a quella degli scontri al porto canale. Prima per ricordare l'esistenza di una sua ordinanza, emessa il 24 ottobre del 2006 e mai revocata, che impone il divieto «su tutto il territorio comunale dello scalo, del trasporto, dello stoccaggio, del conferimento, del trattamento o dello smaltimento di rifiuti, comunque classificati, di origine extra-regionale».

Poi per rimarcare «questo ulteriore strappo istituzionale» con la Regione «che ignora la concertazione e rischia di compromettere ulteriormente il rapporto di leale e fattiva collaborazione» tra le amministrazioni: «Non è stato notificato all'amministrazione comunale alcun provvedimento in materia da parte del presidente della Giunta regionale». Un vero e proprio «sgarbo istituzionale».

Infine, sulle banchine dove sbarcavano i camion provenienti da Napoli, per ricordare ancora a Soru «non si può essere il primo della classe e dire sì senza aver sentito la gente e le istituzioni e senza aver prima spiegato qual è l'emergenza in altre regioni. Se emergenze in altre regioni ci sono state avranno un motivo. Prodi dovrà avere una posizione ferma e dura», rispetto a quanto sta succedendo in Sardegna. Di più: «Ritengo che se altre navi dovessero arrivare troveranno un'accoglienza diversa e superiore nella reazione», avverte, «a meno che le modalità di questi carichi non sia diverse da quelle di oggi». Un po' come dire che se l'amministrazione comunale fosse stata avvisata per tempo anche gli indipendentisti non avrebbero manifestato: francamente esagerato, ci sembra.

Dall'opposizione di centrosinistra - a eccezione dei socialisti - arriva un invito che più esplicito non si può: se proprio si vuole guardare nel proprio giardino, è il messaggio, lo si faccia sino in fondo. Tutto a partire da un ragionamento fondato: «Se emergenza rifiuti esiste a Cagliari», sottolinea il capogruppo del Pd Marco Espa, «riguarda la raccolta differenziata in città. Su questo servirebbe una una seduta straordinaria del Consiglio».

I numeri parlano chiaro: «Siamo, in città, appena all'8 per cento», ricorda il capogruppo di Sinistra democratica Massimo Zedda. Con un servizio non ancora partito e «affidato con 20 milioni di euro in seconda proroga alla Devizia perché gli uffici tecnici non hanno fatto in tempo, alla scadenza, a preparare un nuovo bando: succede da tre anni». I ritardi, ricordano i consiglieri dell'opposizione, avevano già provocato una multa da 4 milioni di euro, relativi al 2006, condonata proprio dalla Regione. Per il 2007 siamo punto e a capo: senza contare «i 900mila euro scorporati e messi a bilancio per la campagna di comunicazione ai cittadini».

Il sindaco, però, era già intervenuto anche su questo ricordando in una intervista al Tg regionale che la differenziata in città partirà nel giro di qualche tempo ma che «l'amministrazione ha raccolto una eredità pesante». Eredità di chi? Della precedente Giunta Floris o di quelle guidate dall'attuale senatore di An Mariano Delogu?

C'è abbastanza, secondo l'opposizione e Ninni Depau in particolare, per accusare la Giunta «di piccolezza e provincialismo» per un «atto che è di pura strumentalizzazione». Ancora, rincara Andrea Scano, «la condizione in cui è stata “non gestita” Cagliari è uguale a quella di Napoli: non siamo virtuosi noi, la differenza è solo nel numero di abitanti della città e della provincia». Allora «serve rilanciare un ragionamento sulle riduzioni dei consumi e sul riciclaggio a Cagliari: ancora più fondato se si considerano i costi in entrata e in uscita delle materie dalla Sardegna».

Perché, è bene ricordarlo, «a fronte di quasi 190mila tonnellate prodotte fuori dal territorio regionale che ogni anno arrivano in Sardegna», ce ne sono «quasi 470mila che esportiamo verso altre regioni: di queste 52mila sono costituite da materiali pericolosi: prodotti dalla Syndial, dall'Alcoa o dalla Endesa»: tutti numeri tratti dal rapporto sulla gestione dei rifiuti speciali, secondo l'analisi del Mud relativa al 2005.

È il motivo, insieme alla considerazione tecnica che gli impianti di smaltimento isolani sono in grado di sostenere l'impatto, per cui è «fondamentale in questo caso il ragionamento sulla solidarietà alla popolazione campana: l'egoismo sociale, di solito, dovrebbe essere teorizzato da chi se lo può permettere». Ben venga, anche se le posizioni rispetto alla persona non sono tutte uguali, anche il decisionismo di Soru: «Il coinvolgimento delle istituzioni è un argomento fondato ma le emergenze richiedono soluzioni rapide». In caso contrario «non sarebbero emergenze».

(ma.mu.)


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