venerdì 11 gennaio 2008
di Carlo Dore
Per il momento non risulta pubblicato sul sito del Consiglio di Stato il testo dell'ordinanzache pare abbia accolto il ricorso della Regione contro la sentenza del Tar Sardegna che aveva ritenendo ammissibile il referendum sul Piano Paesaggistico Regionale.
Ma se il contenuto dell'ordinanza è quello anticipato dalla notizia dell'AGI, dovrebbe concludersi che il Consiglio di Stato abbia ritenuto, sia pure in via provvisoria e salva conferma successiva, che, in materia di ammissibilità dei referendum, trattandosi di diritti soggettivi, sia competente il giudice ordinario e che, di conseguenza, il deputato forzista Mauro Pili, impugnando davanti al Tar la decisione dell' Ufficio regionale per il Referendum, che aveva dichiarato inammissibile lo stesso referendum, sia incorso in un errore procedurale.
Il che significa che, almeno per il momento, resta ferma la decisione dell'Ufficio regionale e che, di conseguenza, il referendum non potrà esser svolto.
Non solo: tenuto conto che il provvedimento del Consiglio di Stato non è definitivo, sembra al momento impraticabile anche il ricorso d'urgenza che il legale di Pili sostiene di voler proporre davanti al Tribunale ordinario per ottenere un provvedimento che consenta la celebrazione del referendum.
Del tutto fuori luogo pare poi la protesta dello stesso difensore secondo cui, in questa vicenda, la Regione avrebbe fatto ricorso a «sotterfugi procedurali». La questione, infatti, è molto seria e il buon senso consiglierebbe di attendere che sia definitivamente risolta dalla magistratura, senza tentare ulteriori scorciatorie o acrobazie.
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