giovedì 10 gennaio 2008
Anno nuovo, vita vecchia: passate le feste, riparte l'attacco del centrodestra alla gestione del sistema sanitario isolano da parte della Regione. Protagonisti, neanche a dirlo, il capogruppo dell'Udc in consiglio regionale Roberto Capelli e l'assessore Nerina Dirindin: con uno scambio di battute sui conti del settore. Tutto mentre la commissione Bilancio in via Roma discuteva e approvava - con i voti della sola maggioranza - l'articolo della finanziaria sulla sanità.
L'ennesimo botta e risposta prende spunto dalla contestazione, da parte dell'Udc, dell'affidamento al Crs4 dell'incarico per l'aggiornamento della rete telematica dell'ospedale Brotzu di Cagliari. Secondo Capelli sarebbe «l'ennesimo grave atto illegittimo», denuciato in una mozione in cui si lamenta «la mancanza di procedure di evidenza pubblica» per un «rapporto iniziato nel luglio 2006 ma la cui convenzione è partita ufficialmente nell'agosto 2007: l'incarico da 500mila euro sana, con effetto retroattivo, un rapporto nato senza alcuna gara d'appalto».
Secondo i consiglieri dell'Udc «la prestazione del Crs4 dal primo luglio 2006 alla stipula della convenzione, l'anno successivo, avrebbe, invece, dovuto comportare solo un indennizzo tenendo conto solo delle spese sostenute per l'esecuzione della prestazione e non doveva essere valutato 250mila euro». Capelli rileva anche come il Crs4 «non abbia competenza nei sistemi informatici», mentre la Regione «con una spesa di circa 20 milioni di euro ha dato il via al progetto Sisar che ha come obiettivo la realizzazione di un sistema informatico per la sanità». La richiesta è tutta per Soru e Dirindin: «Assumano decisioni nei confronti del direttore generale del Brotzu», colpevole - secondo il consigliere regionale, «di sperperare 500mila euro che si sarebbero potuti impiegare per migliore i servizi».
Ma la partita non è chiusa: «Troppo facile sanare bilanci aumentando le spese di previsione». La contestazione, in questo caso, è rivolta al «presunto risanamento, sbandierato ai quattro venti dei conti della sanità regionale». Il consigliere dell'opposizione ha messo in evidenza come dal 2000 al 2004, quando ha governato il centrodestra, «l'incremento della spesa sia stato del 16 per cento, mentre nei tre anni di governo del centrosinistra la spesa è aumentata del 23 per cento».
La risposta dell'assessore arriva proprio su questo punto: «Finalmente l'onorevole Capelli dice una cosa vera. Peccato lo faccia inconsapevolmente, vantandosi di un dato che - se anche confermato - ha portato ben poco giovamento ai cittadini sardi e alle casse della Regione», sottolinea Dirindin. «Quando afferma che la spesa tra il 2000 e il 2004 è cresciuta solo del 16 per cento dichiara che il governo di centrodestra - ed egli stesso come assessore - ha trascurato la sanità di questa Regione. Ma soprattutto dimentica di dire che, per far fronte a questa spesa, si è fatto ricorso all'indebitamento, anziché cercare principalmente di recuperare i finanziamenti che spettavano alla Sardegna».
La difesa dell'operato in questi tre anni e mezzo è al primo punto della replica: «Con questa amministrazione la spesa è aumentata, ma senza che ci si indebitasse ulteriormente: al contrario, con fatica e sacrifici, regole e una seria programmazione, i conti sono tornati sostanzialmente in pareggio e sono stati recuperati anche i soldi persi per strada in passato per l'incuria e l'incapacità di chi ci ha preceduto. Non vale la pena seguire nella polemica chi dà evidentemente i numeri: quando, e se, l'onorevole Capelli vorrà siamo pronti a confrontarci su dati reali e con bilanci alla mano».
È una sfida che non passa inosservata, con la controreplica affidata a un comunicato: «Lascio giudicare i cittadini e il variegato mondo della sanità sulle capacità dell'attuale assessore e sui suoi predecessori». Capelli - pur sottolineando che il «suo giudizio non merita nessuna risposta da parte mia» - ricorda come la Dirindin «si sia sottratta al confronto sui bilanci per tre anni e mezzo, nascondendosi dietro asettici e demagogici comunicati stampa». Invece «le poche volte che si è presentata in Consiglio regionale per rispondere della sua programmazione ha sempre omesso di riportare dati certi e incontrovertibili e la sua stessa maggioranza si è guardata bene dal sostenerla in sede di dibattito e confronto in aula».
Alla discussione sugli emendamenti da proporre in finanziaria sulla sanità era dedicata anche la seduta della commissione Bilancio in Consiglio regionale. Dopo gli articoli sulle politiche del lavoro e quelli sul sostegno allo sviluppo, con la spinosa questione dei consorzi industriali, approvati in un solo giorno i lavori del parlamentino sono proseguiti ieri con l'analisi dell'articolo 8.
Avanti di buona lena sino al non accoglimento dell'emendamento che prevedeva il contratto integrativo per le aziende sanitarie locali: fatto che ha prodotto l'abbandono dei lavori da parte dei commissari di opposizione ma non l'interruzione della seduta. Anzi: a colpi di maggioranza e sulle ali di una ritrovata - ma chissà quanto duratura - unità, i consiglieri di centrosinistra hanno proseguito l'analisi degli articoli mancanti sino a completare la discussione sulla finanziaria. Oggi, con l'approvazione del bilancio, la commissione dovrebbe licenziare il testo che fra una decina di giorni arriverà in Aula. In mezzo, però, c'è una conferenza stampa convocata dal centrodestra che, viste le premesse, non promette nulla di buono.
(ma.mu.)
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