mercoledì 9 gennaio 2008
La solidarietà per la popolazione della provincia di Napoli c'è tutta. Ma ricevere in Sardegna «i rifiuti prodotti dalla camorra», accumulati nonostante «cifre ingenti ottenute per risolvere il problema» e frutto «dell'incapacità di governare dimostrata dal governo regionale campano», questo no. I rappresentanti del centrodestra isolano rifiutano categoricamente l'ipotesi che dalla Campania arrivi anche un solo sacco di immondizia. Hanno pronta, da presentare stamattina, una mozione urgente in Consiglio regionale per bloccare i tir davanti al Maschio Angioino.
Secondo Ignazio Artizzu, capogruppo di Alleanza nazionale, «non si può pensare che le altre regioni, come la nostra, si facciano carico dell'incapacità di governare dimostrata dal governo regionale campano. Per questo motivo, la Sardegna, pur manifestando solidarietà al popolo campano, non deve accettare alcun carico di rifiuti: sono frutto dell'incapacità di Bassolino e compagni di affrontare l'emergenza, nonostante la disponibilità di immense somme di denaro che, evidentemente, hanno preso strade diverse da quelle per cui erano state erogate». Quindi, «se la Regione accetterà di accogliere i rifiuti, compirà un atto di inaudita e imperdonabile gravità, dalle ripercussioni politiche e sociali incalcolabili».
D'accordo Giorgio La Spisa, presidente in via Roma di Forza Italia: «Siamo pienamente solidali con il popolo napoletano che vive una difficile emergenza, ma in questo caso non è in discussione la solidarietà a un popolo». Il discorso, per l'esponente azzurro, è un altro: «Fa rabbia pensare che la nostra isola debba pagare per gli errori dei governi della città di Napoli, della Regione Campania, dello Stato italiano con la complicità dei Verdi guidati dall'attuale ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio». In sostanza è la sinistra ad avere «gravissime responsabilità: sia la sinistra a pagare il prezzo politico di questi madornali danni», conclude La Spisa. «Sarebbe inaccettabile l'acquiescenza del governo regionale se si dovesse piegare e fare da copertura dei riguardi di Prodi, Bassolino, Iervolino e Pecoraro Scanio».
«La Sardegna non può continuare ad essere terra di conquista in negativo da parte di chi, ministro dell'Ambiente o meno, si ricorda di noi solo per le emergenze altrui»: il pensiero dei consiglieri di Fortza Paris è altrettanto netto. Posto che «l'emergenza rifiuti in Campania non è dovuta a calamità naturali ma ha origini e colpe politiche ben precise e individuate», sostengono Silvestro Ladu, Eugenio Murgioni e Domenico Gallus, queste «non possono essere riversate per un malinteso senso di solidarietà verso altre realtà regionali».
Allora l'ipotesi che «la Sardegna ancora una volta, sia chiamata a fare da collettore dei rifiuti causati dal malgoverno e dalla incapacità gestionale altrui, non appare una soluzione seria. Soprattutto di fronte al fatto che la classe di governo campana, presidente della Giunta regionale, presidente della Provincia e sindaco di Napoli in testa, di fronte ai disastri combinati non ha avuto neppure il buon senso e il pudore di rimettere il mandato. Così come pure il Governo nazionale, al momento, ha assunto idonee iniziative in tal senso».
Dal coordinatore regionale di Forza Italia, Piergiorgio Massidda, arriva il rifiuto dell'immagine dell'isola come «pattumiera d'Italia». «Siamo sempre stati in prima linea per la tutela dell'ambiente come testimoniano le nostre azioni contro la cementificazione selvaggia della Sardegna. Allo stesso modo non accetteremo che la nostra isola venga invasa dai rifiuti della Campania». Il primo motivo, anche in questo caso, è chiaro: «In questi anni la Regione campana ha ricevuto cifre ingenti di denaro pubblico per risolvere il problema dei rifiuti e il risultato, segno di una evidente incapacità di governo, è stato quello di passare dall'emergenza alla tragedia».
«La cosa che rattrista maggiormente è che ancora una volta, come già accaduto in passato, la Sardegna viene svilita a pattumiera d'Italia» - è il secondo motivo - «e il tutto senza alcun vantaggio in termini economici, visto che generalmente lo smaltimento dei rifiuti provenienti da altre regioni viene regolato da costi molti alti. I sardi sono sempre stati i primi a offrire la propria solidarietà alle regioni in difficoltà ma, onestamente, in questo caso ci sono responsabilità politiche molto gravi e pesanti alle quali non possiamo inchinarci. Vogliamo sapere cosa sta facendo il governatore perché in Sardegna non si arrivi agli stessi problemi della Campania e, nel caso venga prospettato l'arrivo di questi rifiuti, che sono indifferenziati, quali sono i rischi per la popolazione».
Una lettura diversa, ma in linea con quella dei colleghi del centrodestra, arriva dal consigliere del Psd'Az Giuseppe Atzeri: «La situazione campana ha prodotto emergenza per via della collusione di troppe amministrazioni con la camorra, dato che in oltre quindici anni nessuno ha mai voluto affrontare e risolvere un problema che altre regioni hanno brillantemente risolto. Non è tollerabile che il frutto delle altrui collusioni, frutto di scelte politiche deliberate e scellerate, siano scaricati anche sulla Sardegna per via di una male interpretata solidarietà nazionale».
Niente «rifiuti prodotti dalla camorra», continua Atzeri, anche perché «la solidarietà è mancata, anche ultimamente quando lo Stato, in evidente collisione con la Ue, ha deciso di prolungare il monopolio della Tirrenia, che tanti danni e umiliazioni hanno prodotto alla popolazione sarda per via della mala gestione campana. Una cosa sono le emergenze dovute a situazioni imprevedibili come alluvioni, terremoti, calamità; altro è spacciare per emergenza ciò che la Regione Campania ha il dovere di risolvere con azioni amministrative conseguenti. I sindaci sardi non sono disposti ad accogliere neppure un chilo di spazzatura prodotta dalla camorra, altrimenti passerebbe il principio che chi dolosamente non ottempera alle leggi può contare sulla solidarietà altrui, cioè può scaricare su altri i costi delle proprie scelleratezze. In nome della solidarietà nazionale si comincino a smantellare i poligoni sardi e li si conferiscano altrove. Dopo che le servitù militari saranno ridistribuite tra le altre regioni, e la Regione Campania sarà commissariata, allora si potrà valutare se partecipare a interventi che, per i sardisti, hanno il sapore amaro di una ennesima beffa».
Di «Mondezza Connection: ovvero la più grande multinazionale italiana, la camorra», che «si prepara ad esportare il suo nuovo prodotto» parlano gli indipendentisti dell'Irs. Sui rifiuti campani in Sardegna, indipendèntzia Repùbrica de Sardigna «esprime la più ferma opposizione al progetto e diffida il Consiglio regionale ad operare in direzione opposta». Piuttosto il gruppo di Gavino Sale «è in attesa di conoscere quando e in che termini la Regione intenda affrontare, con un piano ragionato e concordato con le popolazioni e gli enti locali, la questione dei rifiuti prodotti in Sardegna».
«Auspichiamo soluzioni di ampio respiro che coinvolgano le comunità locali e che prendano esempio da realtà mondiali all'avanguardia in questo settore. Ci riferiamo, per esempio, alla città di Berlino che in sei mesi ha ridotto i rifiuti del 50 per cento, pensiamo alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale e pensiamo al raggiungimento di obiettivi come il 70 per cento di riciclo dei rifiuti, dalla carta, alla plastica, al vetro, e la restante parte di rifiuto indifferenziato soggetto a bio-essicazione». Sarebbe l'unica via percorribile, secondo Irs, «per dire basta ad una politica d'emergenza che è pronta a fare della Sardegna una discarica di tutto ciò che l'Italia non riesce a gestire. E su questo i primi ministri Berlusconi, con la Sogin e le scorie radioattive, e Prodi con i rifiuti urbani denotano una infelice continuità».
(ma. mu.)
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