mercoledì 9 gennaio 2008
La tregua in commissione Bilancio funziona e permette in un giorno solo l'approvazione di due articoli portanti del disegno di legge sulla finanziaria 2008. Sono il sesto e il settimo: sulle politiche del lavoro e sul sostegno al settore produttivo con dentro, per essere chiari, il passaggio sui consorzi industriali. Ma il confronto vero, dopo il vertice di maggioranza di una settimana fa e quello interno ai commissari del Partito democratico di lunedì, è solo rimandato alla discussione in aula. Dovrebbe arrivare, con la manovra licenziata dalla Terza «domani o al massimo dopodomani (oggi o domani, ndr)» secondo l'assessore al Bilancio Eliseo Secci, negli ultimi dieci giorni del mese.
Il via libera all'articolo 6, discusso in mattinata, è arrivato senza difficoltà eccessive dopo la decisione trasversale di ritirare tutti gli emendamenti e rimandare all'aula tutti i punti di approfondimento o di modifica del testo presentato dalla Giunta. Ma sarà necessaria, chiarisce Luciano Uras, capogruppo in Consiglio di Rifondazione comunista, una ulteriore discussione in maggioranza «per non arrivare in mare aperto senza la definizione di alcune parti che ancora restano vaghe». Fondamentale sarà «il metodo con cui gestire» l'articolo «e non solo quello che porterà alla sua approvazione: per fare sì che le risorse arrivino concretamente alle imprese, alle famiglie e soprattutto ai disoccupati».
Più laborioso il percorso verso l'approvazione dell'articolo 7, quello che contiene l'emendamento sui consorzi industriali, con una seduta fiume andata avanti sino a quasi le dieci della sera. Decisivo, in questo caso, il vertice di due giorni fa dei consiglieri del Pd componenti delle commissioni Bilancio e Industria con il presidente della Regione Renato Soru e il segretario Antonello Cabras. Dopo gli scontri delle ultime settimane, il testo approvato nel parlamentino è lo stesso emendamento venuto fuori da quell'intesa.
Prevede la soppressione immediata degli otto consorzi che ricadono all'interno di un unico comune: Pratosardo, Predda Niedda, Iglesias, Macomer, Tempio, Siniscola, Chilivani e Ula Tirso; le loro funzioni, secondo l'emendamento, saranno trasferite ai comuni che potranno però affidarle alle strutture provinciali; la proposta stabilisce un termine di 90 giorni entro cui il Consiglio regionale dovrà approvare una legge di riforma organica: nel caso l'assemblea non riuscisse ad approvare il provvedimento, il presidente della Regione potrà procedere al commissariamento degli enti.
Votato comma per comma - da qui l'allungarsi della discussione - l'articolo è passato con i voti compatti dei consiglieri di centrosinistra. Solo sul comma 32, sul limite temporale di 90 giorni, si è registrato il voto contrario dell'Udeur: ma il gruppo di Sergio Marracini ha da tempo preso le distanze dalla maggioranza.
I lavori riprenderanno in mattinata, con la discussione sull'articolo 8: riguarda la sanità e gli emendamenti da discutere sono numerosi anche se, fanno sapere alcuni commissari, «di lieve entità». Tutto verso un licenziamento della commissione in tempi rapidissimi.
(ma.mu.)
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