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martedì 8 gennaio 2008

Quanti libri fra le sbarre: appello raccolto
dai cagliaritani, 250 titoli in più
per i detenuti di Buoncammino e Quartucciu

di Matteo Bordiga

Tra quattro mura giorno dopo giorno sempre più strette, la morsa dell'apatia intorpidisce le emozioni di individui tutti uguali. «Persone buttate sui letti e impegnate ventiquattr'ore a fare sempre, esattamente la stessa cosa: il nulla più assoluto», come sottolinea Alessandra Bertocchi, educatrice sociale e coordinatrice del comitato “Oltre il carcere”. Se la prigione dovrebbe rivestire una funzione di recupero, aiutando i reclusi a reinserirsi nella società, non si capisce come le sgangherate carceri italiane possano riuscire in questo intento. Nello specifico, l'educatrice si domanda se la struttura cagliaritana di Buoncammino, dove la completa assenza di attività ricreative aiuta i detenuti «semplicemente a morire ogni giorno un po' di più», possa ambire a diventare un luogo di detenzione “costruttiva”.

Nell'attesa che cambi finalmente l'approccio culturale alla struttura-carcere, qualcosa di concreto la possono fare i cittadini. È il motto che anima da tempo le iniziative del comitato “Oltre il carcere”, in prima linea nel difendere la dignità e nel raccogliere le emergenze dei detenuti cagliaritani e non. L'ultima trovata, che consisteva nell'invitare i cittadini ad acquistare, in alcune librerie “alleate”, dei libri a prezzi scontati da destinare poi ai carcerati di Buoncammino e Quartucciu, ha riscosso un ampio successo. «Per dire la verità, siamo andati oltre le più ottimistiche previsioni», fa notare Bertocchi, «perché abbiamo raccolto circa 250 volumi: non ci saremmo certo aspettati un tale slancio di generosità da parte dei cagliaritani».

Segno che, quando stimolato, lo spirito di solidarietà della gente viene fuori. Eccome: «In tanti ci hanno fatto i complimenti per la campagna “Chi legge è uguale per tutti”, invitandoci a replicare e a moltiplicare simili iniziative», prosegue la coordinatrice del comitato. «È bello e gratificante essere ringraziati dagli stessi cittadini, ai quali abbiamo dato in questo modo la possibilità di esprimere la loro vocazione altruistica».

Le librerie presso le quali acquistare i volumi (di ogni genere, anno ed editore) con il 20 per cento di sconto erano “Primalibri” di Quartu, “Tiziano”, “Bastione” e le tre librerie “Zonza” di Cagliari. La promozione era attiva dall'8 dicembre fino al giorno dell'Epifania. La casa editrice Domus de Janas si è particolarmente distinta per avere regalato una grande quantità di cruciverba in sardo e di libri di enigmistica. «Con sconti così competitivi e con la possibilità di acquistare anche più di un titolo, i cittadini hanno risposto molto bene all'invito», osserva Alessandra Bertocchi, «e in questo modo potremo riempire gli scaffali di Buoncammino e del carcere minorile di Quartucciu con tanti testi di narrativa, che sono andati per la maggiore, ma pure di poesia».

Se infatti la scelta degli acquirenti è caduta soprattutto sui romanzi degli autori sardi di ultima generazione, da proporre a chi non ha avuto modo di seguire dal vivo l'ascesa dei vari Niffoi, Soriga, Agus e Fois, non sono mancate anche originali variazioni sul tema. Specialmente di matrice poetica: «I versi sono molto amati dai detenuti», ricorda Bertocchi, «perché vengono fruiti di getto, in maniera impulsiva. Vengono consumati ed interiorizzati in breve tempo». Rappresentano una sorta di lampo di vita che attraversa le sbarre, scardinando la monotonia del grigiore quotidiano con il quale i carcerati fanno i conti.

«Inoltre, frequentemente le poesie ispirano componimenti spontanei», conclude la coordinatrice, «spingendo i reclusi a scrivere di proprio pugno per sprigionare, finalmente, un turbine di sentimenti repressi». Un'emotività costretta in uno spazio angusto per il corpo e, di conseguenza, per lo spirito.


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