domenica 6 gennaio 2008
Interventi.
La Befana è amica della Piazza. Da sempre i suoi sono regali poveri.
Babbo Natale, spaccone e consumista, regala telefonini e videogiochi. Armi giocattolo e armi di distrazione di massa.
La Befana no. Un paio di guanti, una sciarpa. Regali utili e di poco valore. Che danno consapevolezza della materia e dell'energia, che si dissipano; regali che vengono dalla terra, che con questa hanno un legame. Oggetti veri, non finti, non “di plastica”, non costruiti per soddisfare bisogni indotti dalla pubblicità.
La Befana è amica nostra.
È brutta e vecchia. Non fa il lifting e la liposuzione. La Befana sa che la vita è un ciclo, si nasce si cresce si invecchia si muore, e non si illude; non si racconta e non racconta balle; sa che questo non è il “migliore dei mondi possibili” anche se vogliono farcelo credere nascondendo la spazzatura sotto il tappeto.
Sa che per i “signori della Terra” spazzatura sono i “dannati della Terra”, i migranti, gli afghani, gli iracheni… i barboni, i vecchi, i precari, gli operai, i disoccupati… Spazzatura siamo noi, non appena diventiamo “improduttivi” per quel sistema che rende immensamente ricchi pochi privilegiati, distribuisce qualche briciola agli “integrati”, e niente a tutti gli altri.
La Befana è amica nostra.
E ai bambini cattivi porta il carbone. Ma non è stata la Befana a portare il carbone in Sardegna. Che dispensa malattia e morte travestite da “sviluppo”.
Ma non è stata la Befana a portare basi militari e porti nucleari in Sardegna. Che dispensano malattia e morte travestiti da “sviluppo”.
Ma non la Befana ci porterà i campi di concentramento per migranti in Sardegna.
Ma non la Befana porterà il G8 a La Maddalena.
La Befana è amica nostra.
Domenica 6 gennaio, dalle 9,30 alle 13 nella piazza San Cosimo, a Cagliari c'è “La Piazza della Solidarietà - Speciale Befana”.
Tanti banchetti sorridenti e colorati, con palloncini, magliette e giochini, per i più piccini… E tanti argomenti seri e spesso tristi per i più grandi.
Per portare i bambini, col gioco e col sorriso, e gli adulti, con la distribuzione di materiali e informazioni, ad interrogarsi sul mondo, e prendere consapevolezza dei suoi orrori.
Per non dimenticare che esistono le guerre, la fame, le torture.
Lo sfruttamento degli esseri umani, degli animali, delle piante, dei beni comuni.
I disastri ambientali, le mutazioni climatiche.
E che di tutto questo tutti noi, anche in ragione del nostro (relativo) benessere, anche in ragione di scelte politiche che siamo chiamati a fare (o deleghiamo altri a fare), portiamo responsabilità.
A volte piccola a volte meno piccola.
E così, mentre «l'Italia … ripudia la guerra» accade che siamo in guerra, e soldati italiani uccidono e, talvolta, vengono uccisi…
E così, mentre l'Italia sostiene di rispettare i diritti umani, centinaia, migliaia di migranti affogano vicino alle nostre località di villeggiatura, senza che si muova un dito…
E così, mentre la povertà cresce anche nel nostro paese, il governo taglia le pensioni e aumenta le spese in armamenti…
E così, mentre aumentano le malattie “da inquinamento”, si scopre che i camion traportano a Portovesme le scorie nucleari…
E così, mentre la Sardegna è trasformata in un'enorme divertimentificio per ricchi, si continua a cementificare e fare campi da golf…
Prendere consapevolezza dei problemi, interrogarsi di come anche i nostri stili di vita, i nostri comportamenti (anche apparentemente ininfluenti), le nostre scelte, pesino sulla giustizia o ingiustizia universale, su cosa possiamo fare per alleviare la sofferenza del mondo, è l'enorme, lontanissimo, quasi irraggiungibile obiettivo che si pone, nel suo piccolo, la Piazza della Solidarietà.
Sono tante associazioni insieme in un'unica piazza, ciascuna col proprio banchetto e le proprie iniziative.
Chi raccoglie le firme per una petizione, chi propone calendari e magliette e palloncini.
Chi promuove la cultura della sobrietà e del nonspreco.
Chi presenta i progetti per la difesa degli animali.
Chi finanzia lo sviluppo rispettoso dell'ambiente e dei diritti nei paesi poveri.
Chi vuole l'aria l'acqua la terra più puliti.
Chi porta solidarietà ai migranti.
Chi vuole la pace in Palestina.
Chi si batte per il rispetto dei diritti umani.
Chi fa sensibilizzazione sui temi sociali ed ambientali.
Chi sostiene la mobilità ecologica.
Chi costruisce ospedali in zone di guerra.
Chi si batte contro le guerre e la militarizzazione della Sardegna.
Chi vuole semplicemente dare una mano…
Sono le mille diverse declinazioni della parola “solidarietà”.
Sono le tante associazioni e persone della Piazza. Venite a trovarle, domenica.
Actionaid, Aifo, Amnesty International, Amici di Nico, Amici di Sardegna, Arci, Cagliari Social Forum, Ciclofficina Sella del diavolo, Cisv Sardegna, Città Ciclabile, Cittadinanza Attiva, Cosas, Emergency, Eurialo e Niso, Greenpeace, Ingegneria senza Frontiere, Lav Lega Antivivisezione, Los Quinchos, Luna d'Oriente, Mani Tese, Mimì e Gogò, Movimento Verde, Oipa, Oscar Romero onlus, Pastori Per, Rete Radiè Resch, Sardegna Palestina, Servizio Civile Internazionale, Shiatsu Do onlus, Sinergia Femminile, Solidando, Sucania
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