sabato 5 gennaio 2008
Virtuosa e adempiente, quindi da premiare. La sanità sarda raccoglie il frutto del lavoro degli ultimi anni: un frutto che vale oltre 130 milioni di euro. Sono i fondi sbloccati dal Governo dopo gli accertamenti del tavolo politico di verifica degli adempimenti regionali sulla spesa sanitaria del ministero dell'Economia e delle Finanze, coordinato dal sottosegretario Antonangelo Casula. Risorse già destinate ma mai ricevute per i ritardi e i difetti nella presentazione della documentazione necessaria: riguardano i parametri fissati dalla Finanziaria nazionale del 2005 e permettono alla Regione di accedere a un ulteriore 5 per cento dei finanziamenti per il 2006.
È un passo in avanti verso il recupero dei soldi destinati al sistema isolano: circa 400 milioni di euro dal 2001 a oggi. Lo sottolinea l'assessore alla Sanità Nerina Dirindin: «È un riconoscimento importante degli sforzi fatti in questi anni: finalmente la Regione rientra a pieno titolo tra le più avanzate d'Italia, quelle virtuose, in grado di programmare e tenere sotto controllo i conti del Servizio sanitario, garantendo livelli di assistenza elevati». A fare compagnia alla Sardegna ci sono infatti il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Liguria, l'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria, le Marche e la Basilicata.
L'assessore trova anche il tempo per puntualizzare come il risultato sia «ancora più rilevante, se si pensa che nel 2004 la Sardegna aveva bilanci simili a quelli di regioni “canaglia”, oggi bocciate dal Ministero dell'Economia»: per la cronaca, le inadempienti sono Lazio, Molise, Campania, Abruzzo, Sicilia, Puglia, Calabria. Ma soprattutto equivale a levarsi un sassolino dalla scarpa dopo tre anni e mezzo passati dall'esponente della Giunta sotto costante attacco del centrodestra isolano ma anche sotto osservazione da parte di una fetta della maggioranza.
La comunicazione, arrivata ufficialmente in viale Trento ieri con una lettera del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, «è la conferma che il 2007 può essere considerato l'anno della svolta per il bilancio del Servizio sanitario regionale». Tutte le Asl, ricorda l'assessore, «hanno chiuso i conti sostanzialmente in pareggio e la Regione ha recuperato risorse straordinarie finora non trasferite per mancati adempimenti del passato. Con i fondi sbloccati dal Ministero, per prima cosa provvederemo al pagamento dei fornitori e degli erogatori privati convenzionati».
Due i verbali relativi alla Sardegna, uno relativo agli adempimenti del 2005 e uno a quelli del 2006. Se nel primo la verifica di alcuni punti era rimandata alla predisposizione del Piano di rientro (approvato dai ministri dell'Economia e della Salute lo scorso 31 luglio) nel secondo tutti i parametri sono stati giudicati adempiuti. E non sono passaggi da poco: vanno dalla presentazione dello stesso Piano al rispetto del Patto di stabilità interno; dalla dotazione standard dei posti letto per numero di abitante all'elaborazione di un programma per l'eliminazione o il contenimento significativo delle liste d'attesa; dall'avvio del progetto per la tessera sanitaria al ripianamento del superamento dei tetti per la spesa farmaceutica; dalla riduzione dell'assistenza ospedaliera erogata agli interventi per l'edilizia sanitaria sino all'obbligo di accantonamenti per il personale dipendente e convenzionato.
(ma. mu.)
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