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sabato 5 gennaio 2008

Parola d'ordine nel Pd: ricostruire
Marrocu pronto alla rinuncia
ma i veti incrociati bloccano tutto

di Marco Murgia

Richiami all'unità, dichiarazioni distensive e buoni propositi. Ma anche poca passione, nonostante la grande partecipazione: è il quadro della terza assemblea dei delegati del Partito democratico a Tramatza, quella utile per proseguire la discussione politica iniziata un mese fa dal segretario Antonello Cabras e dal presidente della Regione Renato Soru e per nominare il comitato esecutivo della nuova formazione. Di passi avanti decisivi, però, pochi o niente: con tutte le partite grosse - dalla nomina del capogruppo in Consiglio regionale ai rapporti interni tra le diverse correnti e fino ai consorzi industriali - ancora da giocare. Questo è il momento di «superare le lacerazioni», per usare le parole del senatore, e di «avere pazienza»: passaggi indispensabili per recuperare visibilità agli occhi degli elettori del centrosinistra.

L'immagine buona, per la costola sarda del Pd, è quella di un elefante nella classica cristalleria: con il partito nelle vesti del pachiderma in equilibrio precario per non spaccare tutti i bicchieri, custoditi gelosamente dai vari artigiani. Ognuno attento al suo scaffale e pazienza per il resto: quindi tutto improntato alla cautela per mantenere in piedi quell'equilibrio. Gli spazi per i cocci, eventualmente, sono altri: esattamente quanto successo tre giorni fa in occasione del vertice di maggioranza in viale Trento. Tutti d'accordo e tutti sorridenti al termine, salvo poi ritrovarsi punto e a capo la mattina dopo nella commissione Bilancio in Consiglio regionale.

La parola d'ordine in territorio oristanese è «ricostruire». La usano diversi delegati in numerosi interventi, la sottolinea Cabras nel discorso conclusivo: soprattutto perché «il punto che condividiamo tutti è che l'opinione pubblica non sembra in sintonia con il centrosinistra». Allora «se l'obiettivo è quello di vincere le elezioni del 2009», come dichiarato un mese fa dai due pezzi grossi del partito, «non possiamo raccogliere i consensi su quello che stiamo facendo tra 20 anni ma dobbiamo farlo subito»: con risultati concreti e immediati, perché «le prossime elezioni sono più difficili di quelle del 2004, quando eravamo all'opposizione».

Il primo passaggio è quello della finanziaria, con la discussione a rilento nella commissione consiliare soprattutto per gli attriti fra le divere anime del Pd che finiscono per agitare il resto della coalizione. L'esempio è la mattinata di ieri nel parlamentino, con l'analisi degli emendamenti all'articolo 6 della proposta di legge: 56 le modifiche proposte, 38 quelle formulate dal centrosinistra: è il motivo per cui l'attenzione è puntata tutta sul vertice dei commissari del partito componenti della commissione Bilancio e di quella Industria in programma per lunedì, con l'obiettivo di trovare la quadratura del cerchio sulla manovra di bilancio e sui consorzi industriali.

È l'altro punto caldo, il destino dei consorzi. Appena accennato ieri a Tramatza ma con una nuova presa di posizione - quella del presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu - tutta indirizzata verso una effettiva riforma secondo la proposta della Giunta. La stessa linea sposata prima sulla stampa e poi durante il vertice di maggioranza dal senatore Cabras, che trova l'opposizione ferma degli esponenti della Margherita Biancu, Giagu, Cuccu e Cucca assieme al diessino Cherchi.

Il terzo passaggio spigolosissimo è la nomina del capogruppo. Succede che il gruppo più numeroso nell'aula di via Roma - 34 consiglieri - nato ufficialmente pochi giorni prima di Natale, non abbia ancora il suo presidente. Anche in questo caso giocano un peso fondamentale gli equilibri tra le diverse anime, con la conta dei voti per Biancu o Siro Marroccu prevista per la prossima settimana. Proprio l'ex capogruppo dei Ds si dice disposto a fare «un passo indietro per una soluzione unitaria». In ogni caso l'obiettivo comune, ribadito da diversi delegati, è quello di arrivare a una conclusione prima dell'arrivo in aula della manovra.

Sul medio termine, invece, la scadenza importante è quella delle elezioni dei segretari provinciali: se nel regolamento approvato il mese scorso il meccanismo previsto è quello delle primarie - come per la corsa alla segreteria regionale - c'è anche chi ipotizza la ricerca di intese preventive per evitare le spaccature che si trascinano da ottobre.

Dagli alleati il richiamo all'ordine

Che dentro il Pd ci sia da lavorare è fuori di dubbio, così come è indispensabile la «pazienza» richiamata da Cabras, con un riferimento a quella che «ha permesso a Prodi di superare momenti difficili». Il punto, come a Roma sul versante nazionale, è quanta ne abbiano anche gli alleati della coalizione. Più che attendere, in Sardegna sopportano. L'ultimo richiamo in ordine di tempo per una soluzione interna e immediata, funzionale all'azione di governo, arriva dal consigliere dell'Italia dei Valori Adriano Salis: «Nonostante gli intendimenti espressi dai partiti della coalizione Sardegna Insieme nell'ultimo incontro con il presidente Soru, per una veloce approvazione della manovra finanziaria in commissione bilancio e per consentire alla maggioranza, da qui all'aula, di sciogliere i nodi politici che pur esistono su alcuni punti della manovra, siamo purtroppo punto e a capo».

«Se non stessimo trattando una materia importante quale la destinazione di risorse fondamentali per l'economia della Sardegna e se non avessimo già accumulato un ritardo imperdonabile nell'approvazione della manovra finanziaria per il 2008, si potrebbe ironicamente dire “passata la festa, gabbato lo Santo”. Non è però più tempo di scherzare». Il rischio, dopo aver «perso già troppo tempo», è quello di «perdere sia la faccia che la nostra credibilità».

Da qui l'appello ai massimi esponenti del Partito democratico: «Ci rivolgiamo pertanto al segretario del Pd e al presidente Soru affinché anche il loro partito, seguendo l'esempio degli altri partiti dell'Unione, decida di accantonare la pletora di emendamenti presentati dai suoi consiglieri e consenta così di poter approvare la finanziaria possibilmente già dalla prossima settimana».


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