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sabato 5 gennaio 2008

L'Unione-Pinocchio persevera
Le statistiche scomode non esistono

Perseverare non è diabolico, se corrisponde a una precisa, determinata linea di falsificazione, occultamento e censura. L'Unione Sarda è su questa posizione e va avanti tetragona. Indifferente allo sbugiardamento che patisce e immagina di poter reggere a tempo indeterminato. Crede che quel che non compare sulle sue colonne (e sugli schermi di Videolina) non esista e non conti. Sbaglia di grosso. La stessa tracotanza non gli ha impedito di perdere tutte le battaglie politiche ed elettorali in favore di uomini del centrodestra e centrosinistra che ha sostenuto e sostiene, di aver visto Soru vincere e reggere nonostante la guerra quotidiana, senza respiro.

Avevamo previsto che L'Unione-Pinocchio avrebbe ieri oscurato o falsificato il rapporto dell'Istat con i dati economico-sociali riassuntivi per l'Italia e articolati per le varie regioni: così è stato. Mercoledì, con la sponda dei sindacalisti, aveva sparato con grande evidenza in prima e terza pagina l'ennesima balla sui salari e stipendi sardi: i più bassi d'Italia. L'altro ieri l'Istat ha dato i suoi numeri ufficiali e completi: una smentita su tutta la linea, sbugiardato il giornale e i sindacalisti da bar dello sport.

Ma di questo i professionisti del mendacio e dell'inganno ai lettori non si curano. Infatti ieri L'Unione ha dato un riassuntino (due colonne a pagina 13) del rapporto dell'Istat, limitato all'evoluzione del Pil regione per regione. Nell'articolo, la Sardegna non è neanche nominata. In compenso c'è una tabella dalla quale risulta che ha avuto una crescita vicina alla media nazionale ed è tra le prime nel Mezzogiorno, come da molto tempo. Eppure il titolo bara e annuncia: “Sardegna in coda”. Ovvero, bisogna martellare che nell'isola va e si sta peggio che in qualunque altro posto d'Italia. Ripetendolo ossessivamente quanto più si mentisce, si alterano la realtà e i dati ufficiali: nel silenzio connivente di redazioni-tappetino.

A Terrapieno sono ormai prevedibili e scontati nella loro pulsione menzognera. Il Tar bacchetta il Comune di Cagliari su Tuvixeddu e il Ppr? Sentenza capovolta: è Soru lo sconfitto. Cellino affossa il Cagliari? Colpa di Soru che dà pochi soldi. Inutile stupirsi, ormai. Ma vanno quanto meno sputtanati i ridicoli sindacalisti regionali che hanno tenuto bordone ai bari di Zuncheddu.

Hanno tutti sottolineato sul quotidiano truffaldino che stipendi e salari sardi erano i più bassi di tutto il Paese. Spieghino, se gli resta un minimo di onestà intellettuale verso i loro iscritti, come mai l'Istat certifichi nella tavola 3 del suo rapporto, sui “Redditi da lavoro dipendente per unità di lavoro dipendente” che nel 2004, 2005 e 2006 la media italiana è stata rispettivamente di 32.593 euro, 33.594 e 33.437, con una crescita del 3,1 per cento nel 2005 e del 2,5 per cento nel 2006. In Sardegna, nei tre anni considerati, si è passati dai 29.780 euro ai 30.760 e 31.576, con aumenti nel 2005 del 3,3 per cento e del 2,7 per cento nel 2006.

La media del Mezzogiorno è stata di 29.289 euro, 30.409, 31.208, con incrementi del 3,8 e del 2,6. La Sardegna è stata sempre al sopra del reddito medio di tutto il meridione e a un pelo da regioni dell'Italia centrale come Marche e Umbria. La situazione non è certo delle migliori, ma in linea o superiore a quella di mezza Italia. Continuare a mentire spudoratamente sostenendo che è il contrario, è un'operazione cialtrona che l'Unione-Pinocchio presto o tardi pagherà anche in edicola, col verdetto dei lettori. Ma è allucinante che i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil si prestino a una sporca operazione che bisognerà contestargli in ogni sede a muso duro.

(giorgio melis)


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