venerdì 4 gennaio 2008
Interventi.
di Rosa Maria Patteri
L'Italiano medio non sa più cosa sia giusto, lecito e onesto chiedere al suo paladino politico perché spesso non ha mente sufficientemente sgombra da opportunismi personali. L'elettore italiano è divenuto esperto di microinteressi, si è specializzato nel forgiare politici ad hoc che servano a piccole cause di borgata, di quartiere, di condomino, di categoria, di un hobby, di una fede ecc…
In questi anni abbiamo visto proliferare partiti di cacciatori, di casalinghe, di gay, di pensionati, di ambientalisti, di industriali, di operai, di cristiani, di laici, di consumatori. Circoli, club, associazioni, gruppi, corporazioni ma anche semplici categorie, che invece di condividere solo specifiche tematiche senza sganciarsi mai dal resto della comunità, sono poi divenute luoghi di identità: dentro ci sono i “Noi” e al di fuori gli “Altri”.
Se un elettore abita in periferia, snobba i disagi del centro, se abita al centro poco gli importa dei margini degradati della sua città, che tanto bazzica solo di passaggio. Se è impiegato pubblico, poco gli importa sapere che la sua scelta di privilegiare con le sue compere il centro commerciale piuttosto che la bottega sotto casa compromette fortemente la sopravvivenza delle piccole imprese. Se è commerciante, il suo assillo è smerciare, poco gli importa di comprare giusto e poi vendere equo al consumatore. Se è un costruttore edile, poco gli importa della salute del territorio, della qualità e vivibilità urbana e così via. Tanti micromondi dove gli uni fronteggiano gli altri, piccole guerre che non sempre si limitano ad uso di armi innocue.
Pochi giorni fa ad Orosei, l'architetto Sandro Roggio ha presentato le linee guida che orienteranno la gestazione del PUC. Sapere e far sapere che il Territorio ha risorse limitate e che di questo si deve tener conto nel PUC non è piaciuto ai consiglieri dell'opposizione e ai loro sostenitori. Si profila un PUC poliedrico, che per la prima volta intende rilevare e tutelare nella pianificazione urbana anche l'aspetto storico, culturale, archeologico, ambientale e naturalistico, con l'unico fine di assicurare all'Uomo (quindi a tutti) soddisfazione piena, non solo economica ma esistenziale.
La minoranza consiliare, fattasi rappresentante della categoria degli imprenditori edili, ha liquidato le linee guida come inutili filosofie di cui avrebbero fatto a meno, mentre urge vedere spadellare senza tanti preliminari le agognate volumetrie disponibili! Questo, a loro dire, procurerà benessere immediato e collettivo.
Quindi si fronteggiano l'interesse particolare di una fetta di comunità del tempo presente contro gli interessi che dovrebbero essere comunitari e di sempre. La strumentalizzazione politica di quest'acceso dibattito ancora in corso deve essere considerata come la cartina tornasole capace di svelare rapidamente un falso positivo da un vero positivo: non si può e non si deve contrapporre alla tutela del Territorio (fonte di risorsa per tutti) la tutela delle esigenze di alcuni (fonte di risorse per pochi).
In gioco c'è il destino dell'Uomo, non di una categoria.
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