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giovedì 3 gennaio 2008

Interventi.

L'invisibile Tiranno e la stampa amica
nell'anomalo esperimento tutto sardo

di Davide Rullo

Solo da pochi mesi - grazie alla segnalazione di un amico - consulto con regolarità la vostra voce.

Con entusiasmo e con senso quasi liberatorio mi accorgo che le nefandezze, le omissioni dell'informazione, le ambiguità dei corridoi della politica, le cialtronate quotidiane di provenienza trasversale, non sono mie visioni irreali, dettate da un passato di psichedelia (per altro solo musicale…), ma appartengono ad un condiviso sentire, ad una più numerosa schiera di individui.

In particolare, mi rincuora il fatto che altri si siano accorti della disarmante, patetica, strategia eversiva dei principali organi di informazione isolani, ben determinati a spodestare il tirannico presidente della Regione!

Va da sè che il caso Sardegna stia rappresentando un geniale, anti-storico esperimento. La tirannide, la dittatura, il dispotismo, si reggono da sempre grazie al sostegno partigiano, servile, dell'informazione (sia essa televisiva o di stampa). Il comando autoritario, anti-democratico, assolutista del padrone, grazie alla voce amica dei giornali si compie senza indugio. La sua spada fende con decisione le teste critiche, la sua avversione al dialogo scavalca il ruolo mediatore e/o moderatore del parlamento.

Ogni decisione assunta dal Tiranno ha lo scopo primario (talvolta il solo scopo) di conservare la sua posizione d'autorità e di espandere a macchia d'olio il suo potere. L'informazione ne tace gli abusi, ne esalta il prestigio, colora di aggettivi salvifici i suoi comizi e non trova numeri alti a sufficienza per quantificare un limite al consenso del popolo, estatico, delirante, suddito.

La tirannide del Capo ed il bavaglio dell'informazione danno vita, specie in alcune realtà sudamericane tutt'ora in essere, al cosiddetto “regime”.

Ma in Sardegna accade qualcosa di diverso: il Re è nudo. Il despota Soru non ha voce, non ha volto.

Il presidente della nostra Regione non compare in televisione, non rilascia una dichiarazione, non un'intervista, non ne combina una giusta! Non effettua la tradizionale conferenza stampa di fine anno, distrugge il paesaggio, caccia via gli americani che ogni mattina distribuivano dai camion militari riso e farina agli abitanti affamati di La Maddalena, cancella dalla voce di bilancio centinaia di auto blu, costringendo i parlamentari sardi a tirare fuori dal garage la vecchia panda, chiede alla Stato (con il tono arrogante che gli è proprio!) la bellezza di 1,6 miliardi di euro, cifra di cui i predecessori (tra cui Pili in scarpe da tennis) avevano avuto il pudore di non curarsi, persone a modo.

Forse, Pili in scarpe da tennis ci stava anche perchè nel 2005 aveva lasciato la Sardegna con un debito complessivo di quasi 6 miliardi, il che autorizza a pensare che davvero non gli facesse più credito nessuno.

Oggi il Tiranno ha dimezzato il debito totale e per il secondo anno consecutivo ha azzerato il deficit di bilancio. Ma i principali organi dell'informazione nicchiano.

Mi viene da pensare che il presidente abbia invece effettuato la conferenza stampa di fine anno, sobria, asciutta, senza alcun cielo azzurro delle libertà sullo sfondo.

Pericoloso e detestabile è il regime. Ma da noi c'è una anomalia: gran parte del giornalismo sardo è sotto scacco di un Dittatore, ma quest'ultimo non arringa il popolo, non firma delibere, non è il presidente Renato Soru.

Il Dittatore è un sistema, è un codice di comportamenti, è il buon vecchio schema di una mano che lava l'altra.

Il Dittatore non ha nome, viaggia su una macchina dai vetri scuri.

Il Tiranno è invisibile.


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