giovedì 3 gennaio 2008
di Marco Murgia
Tutti più buoni, almeno sino al momento della discussione sulla finanziaria in Consiglio regionale. Sarà l'aria di Natale o l'anno nuovo che porta vita nuova, ma il vertice di maggioranza convocato ieri dal presidente della Regione Renato Soru - su richiesta pressante degli alleati di governo: erano presenti i segretari di partito e i capigruppo in via Roma, a eccezione dell'Udeur di Sergio Marracini - qualche risultato lo porta. Nell'ordine: c'è l'accordo per l'approvazione della manovra di bilancio in commissione entro sabato, con alcuni punti da discutere nei 10 giorni di pausa tecnica prima dell'arrivo in aula; sui consorzi industriali, altro tema caldissimo nelle ultime settimane, sarà la commissione Industria a formulare un nuovo testo: ma a partire dalla proposta della Giunta e non da quello già approvato dallo stesso parlamentino grazie ai voti dell'opposizione e contro due del centronistra. Nonostante i mal di pancia della Margherita, sarà la linea guida per la riforma dei 16 enti da completare subito dopo il voto per la legge di bilancio.
Clima sereno, dopo quasi sei ore di riunione: la prova sono i sorrisi al termine dell'incontro. Quanto valgano sarà da valutare nei prossimi giorni: ma per dirla con le parole del senatore Antonello Cabras, segretario del Partito democratico, «c'è tutta la volontà per un programma unitario della maggioranza». Se si aggiunge la battuta con più di un fondo di verità dell'assessore al Bilancio Eliseo Secci - il vertice «è andato bene, e già questa è una notizia» - il quadro dei prossimi giorni è bello che tracciato. Certo, ribadiscono la segretaria di Sinistra autonomista Paola Lanzi e il capogruppo di Rifondazione Luciano Uras, «ci sono dei punti da approfondire» ma «il clima è positivo». Quanto si potrà stabilire già oggi, quando la commissione presieduta da Giuseppe Luigi Cucca (l'esponente della Margherita era presente all'incontro) riprenderà i lavori.
A proposito di Partito democratico: lo stallo continua sul nome del capogruppo. Ma se il vertice di ieri serve ad accelerare l'arrivo in aula della finanziaria, è altrettanto vero che la nomina dovrà arrivare prima della discussione in via Roma. I tempi però slittano ancora: quel nome non verrà fuori domani a Tramatza, dove è in programma l'assemblea costituente dei delegati, ma direttamente la settimana prossima.
La «volontà per il programma unitario della maggioranza» riferita da Cabras passa soprattutto per le politiche del lavoro e quelle sociali poste come primo punto dall'ala sinistra della coalizione. Da affrontare nei prossimi giorni in commissione e poi, per le questioni che non dovessero trovare risposta nel parlamentino, direttamente in aula: con «l'impegno della Giunta», ricordano il segretario di Rifondazione Michele Piras e quello di Sinistra democratica Massimo Zedda, «ad approfondirle in tutti i loro aspetti».
Aspetti che secondo il presidente Soru hanno tre cardini fondamentali, rilanciati in chiusura di riunione sulla scia di quanto già sottolineato durante la conferenza stampa di fine anno: i servizi alle famiglie e alle categorie più deboli, i servizi alle imprese, la valorizzazione del capitale umano. Importanti, secondo il capogruppo di Progetto Sardegna Chicco Porcu, «perché definiscono un programma forte da qui al 2009».
In sostanza - ma allo stato attuale sono proposte da approfondire - si punterà alla rimozione dei vincoli per le aziende, soprattutto dal punto di vista delle agevolazioni nelle tariffe dell'energia e sulle infrastrutture; si andrà a incidere sui bilanci delle famiglie, con la riduzione dei costi di servizi fondamentali come acqua, energia elettrica e Tarsu; e si punterà forte sulla cultura e sulla conoscenza, con un ulteriore fondo da 20 milioni di euro che potrebbe entrare da subito in finanziaria destinato agli studenti universitari: una sorta di bonus-incentivo per chi si mantiene in regola con il corso di studi: tutte ipotesi che trovano la sostanziale approvazione dei rappresentanti della coalizione.
La partita grossa, però, si gioca tutta sul riordino dei consorzi industriali: Soru ha detto più volte che sono «da abolire perché antiquati» e restano uno dei punti caldi su cui nelle scorse settimane le diverse anime del centrosinistra, e quelle tutte interne al Partito democratico, avevano avuto maggiori motivi di scontro. Nessuno, nelle dichiarazioni ufficiali, nega di volere «una vera riforma»: il problema sono i modi e i tempi. Sui primi è intervenuto ieri con decisione Antonello Cabras. Dopo le dichiarazioni sulla stampa, per la prima volta il segretario del Pd ha preso posizione ufficiale davanti ai capigruppo dei partiti che formano la nuova formazione.
Il ragionamento è quasi lampante: può la commissione Industria (con presidente il consigliere della Margherita Giovanni Giagu) approvare un testo con tre soli voti della maggioranza e tutti gli altri dell'opposizione? Può essere quella la proposta da portare in Consiglio regionale? No, non può essere: e il richiamo è tutto per Antonio Biancu, protagonista di una battaglia per niente da alleato di governo.
Allora c'è un passo indietro da parte di tutti. La Giunta regionale sospende la propria proposta, incentrata sulla creazione di agenzie provinciali; la commissione ne formulerà una nuova che tenga conto dell'ipotesi messa in campo dagli uffici di viale Trento. La sintesi potrebbe essere l'eliminazione degli enti a dimensione comunale, su cui ci sarebbe accordo sostanziale, già nella finanziaria e la possibilità di commissariamento per gli altri se entro un tempo determinato il Consiglio regionale non approverà la riforma completa.
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