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sabato 22 dicembre 2007

Interventi.

Solo la metropolitana puù tenere le auto
lontane dal cuore di Cagliari
Un sistema di trasporti da ripensare

Cagliari rappresenta uno dei due centri di servizio di livello regionale dell'Isola (l'altro è Sassari) e per tale motivo è anche un fortissimo attrattore di traffico. Nonostante ciò, essa rimane, per ora, ancora una città a misura d'uomo, ovvero una città che, eccetto poche ore del giorno, non presenta problemi di congestione ben noti in altre città italiane di pari livello.

Però, per vari motivi, la cui analisi esula dall'obiettivo del presente articolo, la popolazione dell'hinterland della città è in forte crescita; ciò chiaramente ha delle forti ripercussioni sul traffico della città stessa in quanto rimane sempre il principale polo attrattore dell'area vasta. Tale crescita è anche riscontrabile nell'andamento dello sviluppo edilizio.

I numeri legati alle entrate su Cagliari (170.000 veicoli/giorno), prevalentemente per motivi di studio/lavoro, sono molto alti, ed a questi vanno aggiunti tutti gli altri spostamenti legati alla localizzazione dei servizi, degli esercizi commerciali, etc., interni appunto sempre alla stessa città.

Tale traffico è attualmente costituito principalmente da autovetture, ed è destinato a crescere con il tempo se non vengono repentinamente presi dei provvedimenti atti soprattutto a mantenere Cagliari come città a misura d'uomo e quindi scongiurare che nel futuro debbano essere affrontate le stesse problematiche legate al traffico delle altre città italiane di analoghe dimensioni.

Considerando l'alta percentuale di spostamenti per studio/lavoro, che raggiunge il picco più alto ovviamente negli orari di ingresso ed uscita (le cosiddette ore di punta) si potrebbe portare avanti concretamente la progettazione di un sistema di trasporto di massa, assolutamente comodo e funzionale per gli utenti che entrano ed escono da Cagliari, o si muovono da un punto all'altro della città in orari predefiniti. Si pensi agli studenti (che spesso sono “costretti” a sfruttare l'accompagnamento di un adulto presso il rispettivo istituto), agli impiegati, agli addetti al commercio, etc., che generalmente utilizzano l'auto per lo spostamento casa (nella maggior parte dei casi ubicata nell'hinterland) - lavoro.

Questi una volta giunti presso il posto di lavoro, cercano parcheggio (creando spesso, nelle strade adiacenti, quello che viene chiamato traffico parassita, e che spesso è causa di importanti problemi inerenti il movimento all'interno della città, e che quindi andrebbe appositamente regolamentato) ed andranno a ritirare la loro auto solo al termine dell'orario lavorativo. L'auto rimane parcheggiata per ore e totalmente inutilizzata.

Quindi data una brevissima panoramica delle principali dinamiche relative il traffico automobilistico nella città ed interno alla stessa è necessario trovare delle soluzioni che riducano lo stesso traffico, ad esempio agendo sugli ingressi dall'hinterland.

La più probabile ed efficace soluzione coincide con la realizzazione di linee metropolitane che consentirebbe l'abbattimento del numero delle macchine in ingresso nel centro e favorirebbe anche il traffico automobilistico interno alla città, legato, ad esempio, a quelle categorie di lavoratori che necessitano dell'auto per i propri innumerevoli spostamenti.

Linee metropolitane che colleghino i centri dell'area vasta tra loro e questi a Cagliari, migliorerebbero quindi non solo i collegamenti nell'area stessa ma anche la qualità di vita della città. Quest'ultima rischia di essere messa in crisi da un traffico automobilistico destinato solo a crescere qualora non vi siano modalità di trasporto alternative.

Chiaramente le linee metropolitane andrebbero a coordinarsi con i mezzi di trasporto di massa, su gomma, il cui servizio è in certi casi attualmente in crisi a causa del conflitto, per gran parte del percorso, con il normale traffico automobilistico. Ciò lo rende agli occhi dell'utente poco affidabile per quanto concerne la puntualità del servizio e lo costringe quindi ad optare per l'uso del mezzo privato.

Per garantire un largo bacino d'utenza alla metropolitana, ovviamente andrebbero studiati dei parcheggi di scambio in prossimità delle principali fermate. Con la metropolitana, i potenziali utenti dell'hinterland vedrebbero garantiti il rispetto dei tempi di percorrenza (in quanto mezzo viaggiante in sede propria ed indipendente dalle condizioni di traffico, che comunque, da parte sua verrebbe di gran lunga ridotto) sarebbero indotti a raggiungere con l'auto i parcheggi (esterni alla città) e da lì muoversi mediante la metro. L'uso della metro è anche giustificato dai forti risparmi legati al non uso dell'auto di cui beneficerebbero le famiglie dell'hinterland e al risparmio di tempo, una volta arrivati dentro la città, che normalmente viene speso nella ricerca di un parcheggio.

In conclusione, la proposta che viene avanzata consiste:

  1. nel riorganizzare la distribuzione modale della domanda di trasporto realizzando un sistema di trasporto collettivo in sede propria che sia la struttura portante della rete infrastrutturale al servizio della mobilità;
  2. nel tenere i flussi pendolari nella città di Cagliari, evitando la localizzazione di nuovi attrattori di traffico o l'implementazione di quelli esistenti;
  3. nel ridurre i flussi pendolari ponendo i servizi al di fuori di quei quartieri centrali di carente accessibilità e localizzandoli, in prossimità delle linee di trasporto collettivo in sede propria, in posizioni più vicine all'origine della domanda di trasporto e quindi più accessibili.

È ormai urgente riprogettare in questa logica il sistema delle infrastrutture di trasporto.

Claudia Piras
Francesco Pinna
Francesco Annunziata


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