sabato 8 dicembre 2007
di Elvira Corona
Obiettivo raggiunto o quasi. Una buona notizia che arriva dall'Africa e dà speranza a tutti, soprattutto ai bambini. Le morti da morbillo sono diminuite del 91% tra il 2000 e il 2006, passando da circa 396.000 a 36.000: un risultato che ha permesso di raggiungere con quattro anni di anticipo - almeno nel continente africano - l'obiettivo fissato dalle Nazioni Unite di ridurre del 90% la mortalità da morbillo entro il 2010. Il risultato raggiunto in Africa ha contribuito alla riduzione globale delle morti dovute a questa malattia, che sono diminuite del 68% nel mondo, passando da 757.000 a 242.000 durante i 6 anni considerati.
La notizia arriva da Unicef, American Red Cross, United Nations Foundation, United States Centers for Disease Control and Prevention (CDC), World Health Organization (WHO), organizzazioni impegnate nella lotta contro il morbillo. Una malattia che a noi occidentali non fa ormai più paura, ma come ha ricordato il direttore generale dell'UNICEF, Ann Veneman, «il morbillo ogni giorno uccide ancora quasi 600 bambini sotto i 5 anni: una realtà inaccettabile considerando che per prevenire la malattia abbiamo a disposizione un vaccino sicuro, efficace e a basso costo».
Un risultato cosi importante nella riduzione della mortalità da morbillo in Africa è stato possibile grazie all'impegno dei governi nell'attuare pienamente la strategia di lotta alla malattia, che prevede la vaccinazione di tutti i bambini entro il primo anno di vita tramite servizi sanitari di routine, seguita da una seconda occasione di vaccinazione tramite le campagne di vaccinazione di massa. Molto è stato fatto anche grazie ai contributi delle persone, magari le stesse che prima di decidere se destinare i propri soldi per aiutare i bambini hanno sempre chiesto «ma poi di questi soldi quanti ne vanno davvero alla causa?». La diminuzione della mortalità infantile dovuta a questa malattia è la dimostrazione che le donazioni sono andate a buon fine.
Dal 2000 al 2006, si stima che 478 milioni di bambini d'età compresa tra i 9 mesi e i 14 anni siano stati vaccinati grazie a campagne condotte in 46 paesi (per 47 la vaccinazione è considerata una misura prioritaria). L'anno scorso la copertura delle vaccinazioni di routine su scala mondiale ha per la prima volta raggiunto l'80% della popolazione infantile, con un aumento del 72% rispetto al 2000. A parte gli ottimi risultati raggiunti in Africa, anche le regioni del Mediterraneo orientale stanno facendo dei notevoli passi avanti.
La battaglia però non si ferma qui. Per raggiungere a livello globale l'obiettivo di ridurre del 90% il morbillo entro il 2010 è necessario che paesi densamente popolati e con un alto numero di morti da morbillo, come India o Pakistan, attuino senza riserve la strategia di controllo: allo stato attuale, il 74% delle morti da morbillo si verifica in Asia meridionale.
Ma anche nei paesi che hanno ottenuto buoni risultati ora è tempo di lavorare su piani intensivi per il controllo della malattia in modo da consolidare i risultati ottenuti. Un fattore chiave che ha contribuito al risultato della riduzione della mortalità è stato il grande sostegno fornito dall'Iniziativa contro il morbillo. Dal suo avvio nel 2001, il programma ha contribuito agli interventi di vaccinazione in oltre 50 paesi e ha stanziato più di 470 milioni di dollari, con l'aiuto di altri partner, come l'Alleanza GAVI (ex Global Alliance for Vaccines and Immunization).
Negli anni '70, soltanto un bambino su dieci nel mondo era regolarmente vaccinato contro le principali malattie mortali (poliomielite, morbillo, tubercolosi, difterite, tetano e pertosse). Oggi la copertura vaccinale globale è prossima all'80%, un successo che si misura anche con il numero di vite salvate grazie alle campagne di immunizzazione: circa 20 milioni negli ultimi due decenni.
Vaccini di nuova generazione, più efficaci di quelli tradizionali e in grado di colpire infezioni che fino a pochi anni fa non potevano essere prevenute, offrono motivi di ancora maggiori speranze per il futuro. Garantire a ogni bambino l'immunizzazione contro queste malattie attraverso i vaccini attualmente disponibili è indispensabile per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio di qui al 2015.
Un ruolo da protagonista in questa lotta è da attribuire senz'altro al Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, che fin dalla sua nascita è impegnato nelle grandi campagne di vaccinazione di massa. L'Unicef è infatti il principale acquirente mondiale di vaccini per l'infanzia, con miliardi di dosi distribuite annualmente a sostegno delle campagne condotte dalle autorità sanitarie in tutti i paesi in via di sviluppo. In Italia in particolare la raccolta fondi per le vaccinazioni è ormai da anni legata alla Pigotta, la bambola di pezza che oggi e fino a Natale sarà possibile avere in cambio di un contributo che andrà proprio per le vaccinazioni dei bambini nel sud del mondo.
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