martedì 4 dicembre 2007
di Andrea Pusceddu
Forza Italia è diventato come l'ampolla che contiene il sangue di San Gennaro.
Secondo qualcuno si scioglie, secondo altri no, e molti pensano che sotto sotto ci sia il trucco.
L'atto di fondazione del Coso delle Libertà è stato proclamato in maniera talmente trionfale e martellante che perfino alcuni politici di lunghissimo corso hanno fatto un errore tragico: ci hanno creduto.
Così, all'indomani dell'annuncio shock, Carlo Giovanardi notificava il suo abbandono all'UdC, ed iniziava a mettere calze e camicie in valigia, pronto a fare l'imbarco sul nuovo aeroplano.
È stato un caso da manuale di trasformatio precox: neppure il tempo di salire a bordo e far ciao ciao con la manina a quelli rimasti a terra, che l'ex ministro è dovuto ritornare in sala d'attesa, non appena si è capito bene cosa è il Coso delle Libertà.
Già, a proposito: ma cos'è, in ultima analisi?
Vediamo un po', non è un partito, perchè Forza Italia rimarrà in piedi, nè avrebbe potuto essere altrimenti: siamo stati facili profeti nel dire che il primo partito italiano non si può smantellare dall'oggi al domani come se fosse un presepe il 7 di gennaio. Anche nelle più belle famiglie, infatti, si rischia di litigare per l'argenteria quando ci si deve dividere, e Forza Italia non poteva certo fare eccezione.
Ancora una volta, Silvio Berlusconi accetta con difficoltà il fatto che esista qualcun altro con cui fare i conti che non sia se stesso.
Ma se non è un partito è forse una associazione di liberi cittadini, trasversale ai partiti. Una sorta di società civile, quindi. I girotondi di destra, che ruotano in verso antiorario per distinguersi da quelli di Moretti?
Forse, però qualcuno dovrà spiegare a quei potenziali iscritti - che si vocifera siano milioni di milioni, come le stelle del salame - perchè poi questa “associazione” conteggi le loro teste nei sondaggi elettorali, attribuendo le tessere della libertà come cambiali in bianco (anzi azzurre) intestate al leader di un determinato (anzi no, determinatissimo) partito politico.
Non è un partito, non è un'associazione ma allora è magari una coalizione di partiti: un consorzio di soggetti politici che si presentano uniti in virtù di un bene comune. Un po' come l'Ulivo.
Non sta in piedi neppure così, perché Fini e Casini hanno detto chiaro e tondo che di tricolori su sfondi azzurri e di gazebo non ne vogliono sentir parlare neppure a carnevale. Per quanto siano grossi gli attriti all'interno delle millefoglie del centrosinistra, infatti, di questi tempi si può dire che destra sono messi peggio, e tutto sono tranne che una alleanza concorde.
Cosa è allora questo coso delle Libertà, questo UFO del quale è facile dire cosa non sia, ma quasi impossibile dare una definitione diretta?
Tempo fa Umberto Eco pubblicò una raccolta di saggi intitolata “Kant e l'ornitorinco”. Il titolo dell'opera prendeva lo spunto dal simpatico e curioso animaletto, che ha il becco di papera, le zampe palmate e depone uova come un uccello, vive in acqua come un grosso roditore, ma cammina come un rettile. Secondo la zoologia l'ornitorinco è però un mammifero, solo che lui non lo sa, e vive al riparo da ogni furore tassonomico.
Il Coso delle Libertà è un ornitorinco della politica: viola sistematicamente tutte le regole e le barriere, ma non definisce classi o categorie nuove. Occupa uno spazio che prima non c'era: un po' come gran parte dei prodotti venduti dalla pubblicità, nati per sopperire a bisogni indotti, che non esistono se non dopo esser stati evocati da un apposito marketing.
Ma non dobbiamo disperare: a pensarci bene, una strada c'è, per tacitare le nostre ansie classificatori, ed infilare in una teca l'ultima creatura del Cavaliere.
Il Coso delle Libertà non è una associazione, non è una coalizione, e nemmeno un partito: è un Format, un prodotto mediatico preconfezionato e studiato a tavolino, presentato al pubblico non prima di essere stato brevettato presso l'apposito ufficio.
Esattamente come accade con “Affari tuoi” e “Chi vuol essere milionario”: titoli di trasmissioni che sembrano piuttosto pertinenti, e ci fanno pensare di essere sulla buona strada.
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