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lunedì 26 novembre 2007

Lettere.

Pago il mutuo per la casa comprata in Sardegna
e di lusso neanche l'ombra: sarò un emigrato evasore

di Franco Sarti

Sono un emigrato sardo che nel 2005, contraendo un mutuo ventennale che mensilmente impegna oltre un terzo del reddito, ha acquistato in Sardegna la prima ed unica casa posseduta nella sua vita. Ho ricevuto nei giorni scorsi l'invito a pagare tale tassa entro il prossimo 30 novembre, in unica soluzione e senza aver certezza che l'importo da me calcolabile (circa 1.500 euro all'anno!) corrisponda a quello che verrà poi accertato dall'agenzia regionale per le entrate.

Mi sono già autodenunciato come evasore e sono fermamente intenzionato a subirne le conseguenze qualora non intervenga l'auspicata dichiarazione di incostituzionalità. I motivi per i quali non intendo subire anche questo iniquo ed esoso balzello non sono solo di carattere economico. Sono sopratutto motivi di principio e di giustizia, atteso che le più macroscopiche vessazioni di questa assurda legge regionale colpiscono prevalentemente la moltitudine dei piccoli proprietari di case - sardi o non sardi - che, per qualsiasi motivo, non abbiano la residenza in Sardegna, pur possedendovi solo la loro prima ed unica casa.

Tale tassa, in quanto definita “sul lusso e/o sulle seconde case ad uso turistico”, dovrebbe riguardare chi possiede almeno un'altra casa ovunque ubicata ed un reddito diverso da quello certificato dalla stragrande maggioranza degli emigrati e dei cittadini italiani colpiti, alla maggioranza dei quali le parole lusso e seconda casa ad uso turistico si addicono come i cavoli a merenda.

Ai pochi Briatore e Berlusconi sono stati associati migliaia di poveri emigrati e/o cittadini italiani che hanno sacrificato un'intera vita per realizzare un pur modesto obiettivo (qual è la loro prima ed unica casa in territorio comunque italiano!) mentre risultano esentati altrettante migliaia di abbienti residenti (sardi e non sardi), con beni immobili cospicui e diversi dalla prima ed unica casa ovunque posseduta, dei quali il Soru è uno degli esempi più clamorosi.

Nel discutibile tentativo di colpire soggetti come i due suddetti, spara nel mucchio facendo una strage di innocenti che invece avrebbe dovuto tutelare dal “fuoco amico”, quantomeno perché fanno parte del suo stesso popolo e/o sono tra coloro che contribuiscono allo sviluppo civile ed economico della Regione, pur non traendone alcun profitto personale.

Colpire indiscriminatamente i turisti ed i sardi non residenti, affermando, come sostengono alcuni poco meditati commenti, un loro scarso senso civico ed un benessere inesistente è ingiusto ed offensivo, dato che la buona educazione non dipende da una condizione anagrafica ed i redditi sono facilmente certificabili.

Appare altrettanto ingiusto consentire, invece, a molti residenti (anch'essi sardi e non sardi) di continuare a speculare impunemente sul turismo di massa, imponendo esosi affitti in nero e dimenticando l'atavico senso dell'ospitalità e dell'amicizia che ci avevano resi famosi nel mondo.

Tra gli altri aspetti, rasenta il ridicolo la tassa di soggiorno estesa anche a chi sia ospite in abitazioni private, ovviamente non pagante, il cui onere e fastidio ricadrà - per ovvi motivi - a carico del proprietario non residente.

Non ultimi, residuano ancora gli aspetti connessi alla tassazione delle plusvalenze, i cui effetti colpiscono anche le vendite di case acquistate prima della data di entrata in vigore della legge, la quale avrebbe dovuto limitarsi alle sole vendite di SECONDE case acquistate successivamente alla sua entrata in vigore, al fine di consentire a qualsiasi cittadino di poterla evitare (come alcune altre conseguenze della stessa legge) semplicemente decidendo di non recarsi più in Sardegna e di non acquistarvi una casa in futuro.

Sono indignato per l'assordante silenzio dei politici e dei cittadini benpensanti, nonchè per l'omertosa disinformazione che circonda una tassazione che neppure nel più buio medioevo sarebbe stata tollerata.


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