domenica 11 novembre 2007
Interventi.
Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna diffida chiunque dalla partecipazione alle aste giudiziarie relative alle aziende agricole di Decimoputzu, che vedono i loro proprietari costretti a rifondere alle banche debiti non rimborsabili nè esigibili. iRS annuncia che vigilerà nelle sedi di svolgimento delle aste giudiziarie, affinchè nessun compratore, sardo o straniero, si appropri delle proprietà dei cittadini di Decimoputzu.
La situazione di crisi economica e personale in cui versano centinaia di famiglie di pastori e contadini di Decimoputzu e del resto della Sardegna, a causa dell'incompetenza dei politici della Regione Autonoma della Sardegna, della voracità di alcune banche e della complicità di alcuni soggetti privati deprecabili, ha evidenziato un fenomeno moralmente ripugnante a cui la cultura della nazione sarda ha sempre posto argine: quello di appropriarsi a prezzi irrisori, attraverso aste, dei beni di qualcuno che - senza colpa o addirittura per responsabilità politiche della Regione - vive un momento di debolezza economica.
iRS dunque, non solo rinnova la sua piena solidarietà a questi nostri connazionali e lavoratori che attraverso la loro vita, il loro sudore, i loro risparmi hanno cercato di contribuire alla crescita economica e sociale della Sardegna, ma annuncia che interverrà con assoluta fermezza, per far in modo che nessuno approfitti della loro debolezza e porti loro via i loro beni.
iRS diffida chiunque dal “desiderare l'azienda d'altri”, dal tentativo di arricchirsi sulle spalle di altri messi in ginocchio da una politica incapace e da un sistema del credito ingiusto.
iRS non può tollerare questo comportamento da sciacalli, da avvoltoi, da rettili a sangue freddo che alcuni uomini, siano essi sardi o stranieri, cittadini privati o entità pubbliche, stanno attuando per la pura brama di arricchirsi facilmente, senza alcun rispetto per il lavoro, la passione e la fatica che altre persone, oneste, hanno messo nel costruire la propria azienda, il futuro loro e delle loro famiglie. La classe politica incapace e la voracità di alcune banche creeranno di conseguenza tensioni pericolose e imprevedibili nel mondo agricolo.
Approfittarsi della debolezza altrui, soprattutto se fonte del caso o dell'ingiustizia, è fuori dall'etica e dalla prassi della cultura della nazione sarda e di qualsiasi etica universalmente condivisa. iRS non può che stigmatizzare questa caduta dell'etica collettiva e richiamare tutti al senso di rispetto e della solidarietà fra sardi e fra esseri umani: solo così potremo uscire da questo stato di disunità e di disfacimento morale, sociale, economico.
iRS è pronta ad intervenire, come già ha fatto in precedenza, quando riuscì con la sua azione nonviolenta a bloccare gli speculatori che cercavano di portar via le case di alcuni cittadini sassaresi in condizioni di indigenza, così come quando murò simbolicamente la sede del Banco di Sardegna, sempre per il tema della legge 44/88, insieme al sindacato Kuiles.
iRS parteciperà con una forte della delegazione all'asta giudiziaria che si terrà il giorno 29 presso il tribunale di cagliari, per conoscere da vicino le facce dei nuovi vampiri che tenteranno di appropriarsi delle aziende vittime di questo infernale meccanismo, e ne impedirà lo svolgimento.
il direttivo di Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna
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