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venerdì 2 novembre 2007

Interventi.

Ma il problema è la lingua unica ufficiale
o il predominio di una variante?
Proviamo con una grafia e tante pronunce

di Roberto Bolognesi

Marinella Lőrinczi è riuscita anche questa volta a trovare il tono giusto. Il suo intervento sulla LSC invita al dialogo e non alla rissa.

Non è un caso: Marinella Lőrinczi è una persona naturalmente gentile ed è anche meno coinvolta emotivamente di noi sardi di nascita. Questo le permette di trovare quei punti di contatto tra i partigiani della LSC e gli oppositori, che noi “indigeni”, e sanguigni, spesso non riusciamo a vedere nelle posizioni altrui.

Accetto allora volentieri la sua sfida: discutiamo pure su come migliorare la LSC ed evitare gli errori reali che si potrebbero compiere nella sua applicazione!

Ma prima di procedere a questa operazione, bisogna fare chiarezza su alcuni punti su cui non sono assolutamente d'accordo con la sua analisi.

Vado subito al sodo e cito quel passaggio del suo lungo intervento che, in tutta onestà, mi ha fatto imbestialire: «Si sentono discriminati e temono l'emarginazione, immagino, gli italofoni sardi adulti professionisti, per i quali l'italiano è lingua dominante al 90% come minimo se non al 99%».

Ammesso che sia vero, chi se ne frega? Una cosa è tener conto dei diritti delle minoranze; un'altra è quello di reprimere la maggioranza per mantenere intatti i privilegi di una minoranza che ha sempre irriso i diritti linguistici della maggior parte dei sardi. Dov'erano Marinella Lőrinczi e i suoi simili quando i bambini sardi (e gli adulti) venivano sottoposti al terrorismo linguistico della scuola e del resto della società italiana? Quando mai si è sentita la loro voce in difesa dei componenti più deboli della società sarda?

Il ragionamento di Marinella Lőrinczi assomiglia tanto al ragionamento del lupo alle prese con l'agnello. Si, perché è assolutamente ridicolo pensare che chi controlla linguisticamente la quasi totalità dei media (in cali lingua seus discutendi innoi?) e delle istituzioni possa sentirsi discriminato da quel poco di sardo che finora è apparso sulla scena.

Credo, questo sí, che l'oligarchía possa sentirsi minacciata dalla perdita del monopolio linguistico e culturale: dalla possibilità, quindi, di perdere le proprie posizioni di rendita e di essere esposto alla concorrenza di energie e idee e forme linguistiche nuove.

I conservatori si sentono sempre minacciati dal nuovo, dalla semplice esistenza del nuovo e da sempre proiettano la propria intolleranza sull'altro: homo novus, come dicevano sprezzantemente i patrizi Romani.

Credo che l'assassino di Martin Luther King avesse veramente paura di quel nero che non percepiva come inferiore. Marinella Lőrinczi, dobbiamo forse riconoscere anche il diritto dei razzisti ad essere razzisti? Vedremo se la sua è solo stata ingenuità o pigrizia mentale o altro.

Adesso le cose su cui sono d'accordo: la LSC è migliorabile. Quindi va migliorata.

E va applicata seguendo le indicazioni date dalla commissione e non seguendo le preferenze linguistiche di questo funzionario regionale o di quello.

E va migliorata seguendo il modello di unificazione grafica delle varietà del sardo che io ho proposto dieci anni fa e ho riproposto in varie versioni, a partire da quella pubblicata con il titolo “Per un approccio sincronico alla linguistica e alla standardizzazione del sardo” (in La lingua sarda, atti del II convegno del Sardinian Language Groep, Condaghes, Cagliari, 1999, tutto esaurito!).

In corto: una grafia e tante pronunce!

Non è un mistero che uno dei membri della commissione che ha proposto la LSC (il sottoscritto) vuole migliorarla in questo senso. Sarebbe ora che anche gli altri che credono in questa possibilità riconoscessero che questa proposta esiste da dieci anni e non è mai stata nascosta.

Il 15 ottobre ero presente alla conferenza stampa seguita al “caso” della scuola Randaccio. Ho detto che la loro bellissima iniziativa non era in contrasto con una lingua sarda ufficiale che permette la pronuncia cagliaritana. A quanto mi risulta tutti mi hanno capito.

In fondo non sembra poi così difficile da capire: al convegno del 18-19 ottobre a Cagliari c'erano ben 4 proposte in questo senso (solo due mi citavano) e oggi anche Marinella Lőrinczi ci è arrivata.

Sembra che sia arrivato il momento in cui la logica diventa common sense (“buon senso”).

Allora, è arrivato anche il momento di chiarire se si è contro una LSC sbilanciata verso il cabesusesu (e quindi a favore di una lingua sarda ufficiale più equilibrata), oppure contro qualsiasi forma di lingua sarda ufficiale.


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