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domenica 30 settembre 2007

Ritrovare la strada con le parole scritte
Nasce una biblioteca a Villa Clara,
obiettivo mille titoli sugli scaffali a fine anno

di Matteo Bordiga

Dalle “Donne che amano troppo” di Robin Nerwood a “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Da Stefano Benni al “Decameron” di Boccaccio e a una raccolta di proverbi sardi. Per finire con le guide illustrate alla pittura di Foiso Fois e all'opera di Costantino Nivola. Giovanna Del Giudice, direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl 8, rimira soddisfatta la biblioteca nuova di zecca allestita nei locali adiacenti al centro di salute mentale di via Romagna a Cagliari. Nel giorno della “Festa dei lettori”, la grande quantità di libri che stanno confluendo nella prima biblioteca cittadina sita vicino a un ex luogo di sofferenza per i malati mentali restituisce il sorriso a Del Giudice. E anche a Giorgio Todde, presidente regionale dei Presìdi del Libro, associazione che ha collaborato alla realizzazione dell'evento sensibilizzando il mondo culturale e le case editrici sulla necessità di aiutare la nascitura biblioteca.

I titoli arrivati sugli scaffali di viale Romagna (tutti donati dai cittadini e dalle case editrici) sono a decine. Serviranno a stimolare la fantasia dei malati in cura nel vicino centro, proiettandoli in mondi e in racconti di carta per aiutarli a vincere i loro demoni. Ma anche, più in generale, ad arricchire il bagaglio culturale dei cagliaritani: «Questa biblioteca è aperta a tutti i cittadini», precisa Del Giudice, «ed è sintomatico e significativo che sia stata attrezzata proprio all'interno dell'area dell'ex manicomio di Villa Clara. Abbiamo registrato grande entusiasmo da parte degli operatori culturali. I quali, una volta chiamati in causa, hanno subito offerto la loro disponibilità: le case editrici Ilisso e Utet, ad esempio, ci hanno già spedito numerosi titoli. E ad inaugurare ufficialmente la biblioteca è stata la scrittrice Milena Agus, che ha donato il suo successo “Mal di pietre” lo scorso 21 maggio, in occasione del battesimo del nuovo centro di salute mentale».

La speranza è quella di arrivare alla fine del 2007 con almeno mille titoli sugli scaffali in legno. «La cultura e il sapere sono due strade che portano al benessere», ha ricordato Del Giudice, «non solo per le persone cosiddette “sane”, ma anche, se non di più, per coloro che soffrono di disturbi emotivi. Essere dotati di strumenti culturali, talvolta, consente di rendere più agevole il percorso riabilitativo». Dunque, avere tanti nuovi libri da leggere non potrà che giovare ai malati: «Qualcuno, ad esempio, soffre di deficit intellettivi. Altri partono da un livello culturale di base assai modesto. La scolarizzazione e lo stimolo artistico possono essere delle autentiche chiavi di volta per vincere o combattere attivamente la malattia».

Su questo punto interviene anche Stefania Carta, 36 anni, infermiera professionale e allieva all'istituto professionale “Pertini” di Cagliari (dove studia per diventare operatrice sociale): «Il confronto coi libri aiuta i malati a riconquistare la propria autonomia. A rinvigorire la loro personalità. Oltre, naturalmente, a distogliere l'attenzione dai problemi e dalle sofferenze. Non solo i libri hanno questa virtù, ma anche ad esempio le arti figurative».

«Ovviamente, riguardo ai libri sono raccomandabili testi mirati», prosegue Carta, secondo la quale «non si può sottoporre a una persona con problemi mentali un ermetico saggio filosofico. Sono invece molto indicati quei volumi che aiutano a scoprire e a tirar fuori la propria interiorità. Spesso, i malati mentali vivono in un mondo tutto loro…».

Carla Montixi, aiutante al coordinamento dei laboratori di cittadinanza, ricorda che «in questi spazi abbiamo organizzato anche altre attività per coinvolgere cittadini e malati: l'esempio più interessante è forse quello del laboratorio di manipolazione dell'argilla. I locali nei quali si trova anche la biblioteca ospitano già le prime riproduzioni e lavori degli artisti improvvisati». L'obiettivo, insomma, è creare delle piccole fucine di creatività, a due passi dall'ex Villa Clara, facendo interagire i talenti di artisti e appassionati con lo spirito di iniziativa di tutti i cittadini. Compresi i pazienti del centro di salute mentale.


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