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martedì 25 settembre 2007

Le miss in gara e lo scandaloso lato B
in questa televisione ipocrita
che tra spot e varietà non ci mostra altro

di Francesca Madrigali

Ci sono cose che una italiana media non capisce proprio. Di solito non capisce perché i film di Kubrick in prima e anche seconda serata suscitino le ire del MOIGE (come tutte le istituzioni totalitarie, anche questo acronimo suona minaccioso), i cui timorati e pudici membri impediscono la messa in onda perché turberebbe i ragazzini (forse gli stessi che mettono i loro video su You Tube, ma questa è un'altra storia).

Non lo capisce, l'italiana, a fronte di un rapido zapping pomeridiano, pre-serale e serale, denso di cartoons violenti, pubblicità insidiose con bambine di non più di 8 anni col rossetto e il glitter sugli occhi, seni ipertrofici coperti da microreggiseni e contorsionismi ammiccanti anche per presentare un concorrente, e abbondanza di quel “lato B” che tante polemiche ha sollevato durante le ultime giornate di Miss Italia. Quest'ultimo, in particolare, è caratteristica di qualunque spot televisivo (dagli appropriati slip al misterioso - nel senso che ancora non si è capito il collegamento - deodorante per ascelle), di tutti i varietà a qualunque orario, e via elencando.

Fa dunque quasi tenerezza la richiesta dello stilista Guillermo Mariotto che, a nome della giuria (di cui fanno parte anche il ballerino Simone Di Pasquale, l'attrice Fioretta Mari, la visagista Robin e l'attrice Simona Izzo in qualità di presidente) e confortato dal sostegno di Max Biaggi, ha chiesto di vedere anche i “dietri”, come lo stilista ha chiamato i fondoschiena delle giovanissime concorrenti. Proprio quel lato della bellezza femminile che si vede normalmente in Tv, nei manifesti pubblicitari, negli spot e ovunque solo si accenni il binomio donna-spettacolo.

Apriti cielo: improvvisamente ci si è dimenticati di essere a una mostra-mercato dell'italica beltà e sono scoppiate le polemiche. Dopo la tormentata (!) scelta degli autori di venire incontro alla richiesta dei giurati, l'ultima parola è il “no” dell'organizzatrice della manifestazione, Patrizia Mirigliani, la quale ha affermato in conferenza stampa che «Miss Italia va in televisione, dove una ripresa, un'immagine sbagliata può ingenerare voyeurismo».

Le ragazze, intervistate in questi giorni dai Tg nazionali fra un aggiornamento della situazione in Afghanistan e un macabro dettaglio sulle indagini dei RIS - quelli veri -, si sono dette «molto imbarazzate» dalla richiesta del giurato. Forse pensavano a un concorso di bellezza interiore.

E forse si sentono imbarazzate anche le giovani donne che ogni sera in prima serata si strusciano a ritmo di musica su un bancone davanti a migliaia di famiglie, anche se non sembrerebbe, e comunque non risulta che né il regista, né tantomeno i conduttori o le associazioni di genitori abbiano mai protestato perché si danneggiava l'immagine della donna, si mandava un messaggio sbagliato o si alimentavano i luoghi comuni su Vallettopoli. Forse, semplicemente, le ragazze giocano un gioco che ha le sue regole, verosimilmente in una condizione di assenso e disponibilità.

Personalmente, ma è solo l'opinione di una italiana media che sempre trasecola davanti alle ammiccanti ipocrisie di certa sub-cultura, mi pare più degno di osservazione il criterio con il quale vengono intervistate le ragazze: la domanda più significativa che ho sentito, in un momento di veloce zapping inter-pubblicitario (di altro programma, evidentemente), è stata suppergiù «Quanti litri di acqua ci vogliono per preparare un bagno caldo? 50, 80 o 150?». Quale è il messaggio? Che una concorrente di Miss Italia non sia in grado di rispondere a domande più complesse? O che non debba, perché in quel momento si trova sulla passerella di un concorso, appunto, di bellezza e non di cultura generale, se così si possono chiamare domandine che nemmeno il Trivial Pursuit?

Ma allora, si chiede sbigottita la solita italiana media che ha pure pagato il canone della televisione pubblica, di cosa stiamo parlando?


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