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mercoledì 19 settembre 2007

Spiegateci quale partito volete
Idee e civiltà con i confronti in piazza

di Rosamaria Patteri

Davanti al re Salomone, due madri reclamavano la maternità di un bambino. Poiché entrambe si accusavano a vicenda di aver sottratto il piccolo, con pianti e insulti vicendevoli, Salomone afferrò una spada e fece l'atto di dividere in due parti il bambino. Una delle due fermò la spada del Re, dicendogli: «Purché il bambino viva, sono disposta a lasciarlo a quella donna…». E così il re capì chi era la vera madre.

Assimilando quest'episodio biblico agli attuali scenari che stanno per dividere il nascituro PD sardo non in due ma in tre parti, mi chiedo se sia giusto usare il voto elettorale come una spada affilata, che rischia di ridurre in poltiglia il tanto auspicato largo e condiviso consenso del popolo riformista, cattolico progressista, autonomista, democratico avanzato, o come si voglia chiamare ecc. ecc.

Io credo di no. Allora io avrei una proposta, affinché le tre aspiranti madri possano ritirare piano piano, in modo dignitoso, gli artigli davanti alla quasi-creatura PD sardo.

Soru, Cabras e Spanu si confrontino tutti e tre insieme, appassionatamente, nei luoghi pubblici dei paesi piccoli e grandi. Un confronto che forse a qualcuno potrà ricordare lo stile americano, ma a me che sono sarda ricorda quello dei nostri saggi allevatori e pastori, che invece di scagliarsi pietre, nascosti dai muretti a secco, si confrontavano sulle personali strategie di lavoro, seduti a cavalcioni su quei muretti, all'ombra di un carrubo gigante, attingendo formaggio e vino ognuno dalla sua bertula.

So che il confronto diretto comporta fatica e stress, ma obbliga a moderare i toni, e cercare argomenti “alternativi” alla facile denigrazione. Un sacrificio per i tre candidati, che il futuro PD sardo merita per intero, fino in fondo.

Può così succedere anche il miracolo, che davanti al popolo i tre possano mostrarsi così grandi e meritevoli, pari merito, che alla fine ognuno di noi possa dire con un sospiro: «Ma sì, vinca il migliore».

Anche questo si merita, il PD sardo.


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